Contributi non versati dal datore: come si recuperano?
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3 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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Contributi non versati dal datore: come si recuperano?

Recupero dei contributi non versati dall’azienda: segnalazione contributiva e costituzione della rendita vitalizia in favore del lavoratore.

 

Spesso, all’avvicinarsi della data della pensione, ci si accorge di avere dei “buchi contributivi”, cioè dei periodi lavorati per i quali, però, non risulta versata contribuzione.

 

Questo può accadere non solo per mancati versamenti da parte del datore di lavoro, ma anche a causa di errori, nei quali può essere incorsa sia l’azienda, nella trasmissione delle denunce mensili, che la stessa Inps: basta un codice fiscale non corretto, difatti, per vedersi cancellati anni di contribuzione regolarmente versati.

 

Che cosa fare, dunque, se ci si accorge che dei periodi di contributi mancano all’appello?

 

 

Segnalazione contributiva

Se non è passato troppo tempo dal verificarsi del problema, il lavoratore può effettuare una segnalazione contributiva all’Inps. Questa può essere inviata:

 

– tramite i servizi online dell’Istituto (qualora il soggetto sia in possesso di codice pin dispositivo), attraverso la funzione “Segnalazione Contributiva”, reperibile all’interno della sezione “Posizione assicurativa”;

 

– tramite Contact center, chiamando il numero 803.164 (è ugualmente necessario il Pin dispositivo);

 

– tramite patronato: in questo caso, deve essere compilato il Modulo di richiesta Eco Cert, codice AP106, indicando i periodi mancanti o le anomalie.

 

Una volta effettuata la segnalazione, sarà l’Inps a richiedere la documentazione mancante ai soggetti interessati: se sono trascorsi oltre 10 anni dal periodo mancante o con contributi errati, è comunque problematico reperire i dati utili presso le aziende, nonché presso gli archivi delle Direzioni territoriali del lavoro.

 

 

Riscatto e costituzione della rendita vitalizia

Un’altra modalità di recupero dei contributi è costituita dalla costituzione della rendita vitalizia, nota anche come riscatto [1]: esso, difatti, può essere richiesto se il datore di lavoro, o committente, ha omesso il versamento obbligatorio dei contributi, e questi non possono più essere versati con le normali modalità, né richiesti dall’Inps, essendo intervenuta la prescrizione.

 

Il dipendente ha comunque diritto al risarcimento dei danni da parte del datore di lavoro, che può avvenire in due modalità:

 

risarcimento generico del danno derivante dall’omesso versamento contributivo;

 

– risarcimento del danno in forma specifica, tramite la costituzione di una rendita vitalizia reversibile [2].

 

Sia nel caso in cui risulti versata dal lavoratore, che dal datore di lavoro, la rendita compensa la pensione, o la quota del trattamento, che sarebbe spettata in base ai contributi non versati: l’importo deve dunque corrispondere alla riserva matematica utile alla ricostituzione della pensione persa, e deve essere collocato dall’INPS nel periodo in cui i contributi avrebbero dovuto essere correttamente versati.

 

 

Riscatto e costituzione della rendita vitalizia: domanda

Perché la costituzione di rendita vitalizia sia ammessa dall’Inps, deve essere inviata un’apposita domanda, dal lavoratore (modello RV1 bis) o dal datore (modello RV1).

 

Alla domanda deve essere allegata documentazione di data certa, idonea a provare l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro. Sono allo scopo utili:

 

– il libretto di lavoro sul quale è registrato il periodo soggetto a riscatto;

 

– le buste paga, gli estratti dei libri paga e matricola;

 

– le dichiarazioni redatte all’epoca del rapporto di lavoro (come lettere di assunzione o di licenziamento).

 

Devono essere inoltre verificate:

 

– la durata del rapporto di lavoro;

 

– la qualifica rivestita dal lavoratore;

 

– la misura della retribuzione percepita (non indispensabile).

 

A tal fine, laddove già dimostrata l’esistenza del rapporto di lavoro, sono considerate utili:

 

– le testimonianze, o le dichiarazioni sostitutive in luogo dell’atto di notorietà previsto per le prove testimoniali;

 

– le dichiarazioni rese “ora per allora”, anche se dallo stesso datore.

 


[1] Inps Circ. n.183/1990.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
20 Feb 2016 DOMENICO ARMENISE

SENTA MA E POSSIBILE CHE HO FATTO LA VERTENZA ALL ISPETTORATO DEL LAVORO CHE NON HO TROVATO TUTTI CONTRIBUTI CHE MI DAVA 5, EURO ALL ORA NON MI DAVA LE FERIE NON MI DAVA LA 13ESIMA NON AVEVO LA MIA QUALIFICA SULLA BUSTA PAGA E POSSIBILE CHE LE COOPERATIVE POSSO FARE TUTTO QUESTO E ARRICCHIRSI SENZA CHE NESSUNO LI CONTROLLI COME LA COOP. DOVE LAVORAVO E POSSIBILE AVERE RISPOSTA