Amministratore di condominio: quanto tempo dura l’incarico?
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3 Feb 2016
 
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Amministratore di condominio: quanto tempo dura l’incarico?

Il mandato ha durata di un anno, ma alla scadenza del primo anno si rinnova automaticamente, mentre al secondo serve una nuova nomina.

 

Ancora una conferma, da parte dei giudici, sulla durata dell’incarico dell’amministratore di condominio: secondo il Tribunale di Taranto [1] l’amministratore dura in carica un anno, ma alla scadenza del primo anno il mandato si rinnova automaticamente per un altro anno, senza bisogno di conferme esplicite; invece, alla scadenza del secondo c’è bisogno di una nuova nomina da parte dell’assemblea che, dovendo manifestare espressamente la propria decisione, potrà scegliere se confermare il precedente incarico o nominare un nuovo professionista. Se poi l’assemblea non decide in merito neanche alla seconda scadenza si verifica quella che viene comunemente definita “prorogatio imperii”, ossia una proroga provvisoria e urgente dell’incarico al precedente amministratore in attesa della sua materiale sostituzione o riconferma.

 

Dunque alla scadenza del primo anno, l’amministratore non deve porre all’ordine del giorno dell’assemblea la questione della sua riconferma e si limiterà a comunicare ai condòmini che il suo mandato si è automaticamente rinnovato.

Invece, alla scadenza del secondo anno, l’assemblea è chiamata, con una delibera esplicita, a rinnovare il mandato all’amministratore. In tale sede i condomini devono decidere, a maggioranza, ed in modo formale ed espresso, se procedere o meno a una “nuova” nomina per lo stesso periodo, cioè un anno con rinnovo automatico salvo revoca o dimissioni.

 

A tale conclusione erano già arrivati il tribunale di Milano e quello di Cassino. È questo quanto risulta all’esito della riforma del condominio [2] che ha modificato diverse norme del codice civile tra cui, appunto, quelle sulla durata dell’incaro dell’amministratore [3].

 

Quanto al quorum necessario, alla scadenza del secondo anno, per la riconferma o una nuova nomina, è necessaria maggioranza degli intervenuti e almeno 500 millesimi [4].

 

Secondo alcuni interpreti, le condizioni contrattuali con l’amministratore a seguito del rinnovo automatico, ivi compreso il compenso a questi dovuto per la gestione, saranno le medesime di cui al precedente biennio. Nel caso in cui l’amministratore chiedesse un aumento la questione, limitatamente al rapporto economico, sarà oggetto di ordine del giorno. L’eventuale voto negativo non deve essere inteso quale diniego di rinnovo ma, semplicemente, quale mancato aumento. Il contratto, pertanto, continuerà ad essere valido alle condizioni precedenti.

 

Anche il tribunale di Cassino [5], come detto, ha aderito a tale orientamento varato ad ottobre scorso dal tribunale di Milano [6]. In tale sede, i giudici hanno chiarito che il rinnovo dell’incarico dell’amministratore è automatico alla scadenza del primo anno e non è nemmeno necessario che venga posto all’ordine del giorno.

 

Il codice civile prevede [7], infatti, che l’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. Tale disposizione ha dato vita a tre interpretazioni:

 

– secondo alcuni l’incarico è annuale e si rinnova di anno in anno sino a revoca, senza che vi sia necessità di espliciti rinnovi; il rinnovo è automatico salvo disdetta;

 

– una seconda interpretazione vede la durata dell’amministratore annuale con obbligo, però, di porre nuovamente all’ordine del giorno dell’assemblea, una volta all’anno, la questione sul rinnovo o meno dell’incarico;

 

– la terza tesi è quella di cui abbiamo parlato sopra e vede l’incarico rinnovarsi automaticamente alla scadenza del primo anno, senza bisogno di un’apposita conferma, conferma che però è necessaria alla scadenza del secondo anno.

 


La sentenza

Trib. Taranto Sez. II, Sent., 10/12/2015 COMUNIONE E CONDOMINIO
Assemblea dei condomini
(deliberazioni)

L’incarico di amministratore dura un anno con rinnovo automatico e alla seconda scadenza occorre nuova nomina

Le deliberazioni dell’assemblea riguardanti la nomina e la conferma dell’amministratore hanno contenuto ed effetti giuridici eguali e differiscono soltanto nella circostanza che la conferma riguarda persona gia’ in carica mentre la nomina riguarda persona nuova.

Dopo la novella legislativa, che nel raccordo tra l’art. 1135 I comma n. 1 c.c. e l’art. 1129 comma X c.c. mostra di avere optato per un durata biennale dell’incarico, e’ stato reputato che la “conferma” si verifica quando, alla scadenza del secondo anno, l’assemblea ribadisca formalmente ed espressamente la scelta con un atto (la conferma, appunto) che si sostanzia in una “nuova” nomina alle stesse condizioni del precedente contratto di mandato e per lo stesso periodo, che e’ quello indicato dall’art. 1129 comma X c.c. cioe’ un anno con rinnovo automatico in difetto di disdetta.

Viene precisato che anche per l’approvazione della deliberazione di conferma dell’amministratore dopo

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[1] Trib. Taranto sent. del 10.12.2015.

[2] L. 220/2012.

[3] Artt. 1135 e 1129 cod. civ.

[4] Art. 1136 co. 4, cod. civ.

[5] Trib. Cassino decr. n. 1186/16 del 21.01.2016.

[6] Trib. Milano, ord. del 7.10.2015.

[7] Art. 1129 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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