Come sospendere pignoramento ed esecuzione forzata
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3 Feb 2016
 
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Come sospendere pignoramento ed esecuzione forzata

Pignoramento: la sospensione e l’estinzione del processo esecutivo, i casi, l’opposizione e l’appello alla sentenza.

 

Anche dopo l’avvio del pignoramento, il debitore ha la possibilità di difendersi ed avviare eventuali opposizioni; a tal fine, il primo obiettivo di chi è raggiunto dall’ufficiale giudiziario è certamente quello di far sospendere l’esecuzione forzata in corso, onde evitare danni irreversibili.

 

Un esempio potrebbe essere quello di chi, avendo perso la causa in primo grado, in attesa della prima udienza di appello, abbia già ricevuto la notifica dell’atto di precetto e il pignoramento del conto corrente, con blocco della possibilità di prelevare somme. O ancora il caso di chi abbia subito il pignoramento della casa da parte della banca e stia valutando la possibilità di effettuare un’opposizione all’esecuzione, tentando la carta del ricalcolo degli interessi.

 

Ebbene, il processo esecutivo può essere sospeso e persino estinto in presenza di determinate cause previste dalla legge.

 

 

Se l’esecuzione forzata non è ancora iniziata

Se l’esecuzione forzata non è ancora iniziata, il debitore può agire “in via preventiva”, chiedendo la sospensione dell’efficacia del titolo esecutivo. Questo, in buona sostanza, significa “attaccare” proprio il provvedimento giudiziale in virtù del quale il creditore sta agendo. Per esempio, nel caso di una sentenza di primo grado è possibile proporre appello e chiedere al giudice di secondo grado di sospenderne l’efficacia esecutiva. La prima udienza del secondo grado deciderà proprio sulla sospensione dell’esecutività. In caso di accoglimento, il creditore non potrà più procedere con il pignoramento.

 

Se il debitore ha ricevuto la notifica del precetto, potrà proporre opposizione a quest’ultimo atto secondo le forme dell’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi. Sull’argomento si rinvia alla scheda “Precetto: come fare opposizione”.

 

 

Sospensione del pignoramento

Se l’esecuzione forzata è già iniziata, la procedura può essere sospesa solo con provvedimento del giudice dell’esecuzione.

 

Il primo modo di ottenere una sospensione è quella di tentare una transazione con i creditori. In tal caso, mentre pendono le trattative, si può presentare istanza al giudice affinché sospenda il pignoramento. In base infatti a quanto previsto dal codice di procedura civile, su istanza di tutti i creditori muniti di titolo esecutivo il giudice dell’esecuzione può sospendere il processo, dopo aver sentito il debitore, per un periodo massimo di 24 mesi, e per una sola volta. Il giudice decide entro 10 giorni dal deposito della richiesta.

 

L’istanza di sospensione può essere proposta:

– nelle esecuzioni senza incanto, fino a 20 giorni prima della scadenza del termine per il deposito delle offerte di acquisto;

– nelle esecuzioni con incanto, fino a 15 giorni prima del giorno stabilito per l’incanto;

– nelle vendite mobiliari, non oltre la fissazione della data di asporto dei beni o fino a 10 giorni prima della data di vendita se questa deve essere espletata nei luoghi in cui essi sono custoditi e comunque prima dell’effettuazione della pubblicità commerciale se disposta;

– nell’espropriazione presso terzi, non oltre la dichiarazione del terzo.

 

La sospensione può essere disposta anche a seguito del deposito, da parte del debitore, di un’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi. Egli deve però dare prova dei gravi motivi che giustificano la richiesta di sospensione.

 

I gravi motivi possono essere sia di carattere processuale, sia relativi alla deduzione dell’insussistenza della pretesa del creditore procedente.

 

La sospensione della procedura esecutiva può essere disposta anche da un giudice diverso dal giudice dell’esecuzione, estraneo alla procedura esecutiva, nei giudizi di:

 

– impugnazione (vedi per esempio l’appello);

– opposizione a decreto ingiuntivo;

– opposizione dopo la convalida.

 

 

Effetti della sospensione

Quando il processo è sospeso, nessun atto esecutivo può essere compiuto, salvo diversa disposizione del giudice dell’esecuzione

 

Decorso il termine di sospensione, gli interessati devono provvedere alla riassunzione della procedura esecutiva con ricorso nel termine perentorio fissato dal giudice dell’esecuzione e,

in ogni caso, non oltre 6 mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza di appello che rigetta l’opposizione.

 

Se la procedura non viene riassunta o proseguita nel termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice, si estingue.

 

 

Estinzione del pignoramento

La procedura esecutiva si estingue nei casi indicati dalla legge. Tali casi sono pacificamente considerati come tassativi. Eccoli di seguito:

 

Rinuncia agli atti

Il creditore procedente ed i creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono rinunciare agli atti della procedura e, così, provocare l’estinzione del giudizio, a condizione che la rinuncia avvenga, a seconda dei casi:

 

– prima dell’aggiudicazione oppure della assegnazione delle cose pignorate;

 

– nel caso di esecuzione per consegna o rilascio, prima della consegna o del rilascio.

 

La rinuncia agli atti deve avvenire con dichiarazione verbale resa all’udienza o con atti sottoscritti.

 

Inattività delle parti

Quando le parti non proseguono o non riassumono la procedura esecutiva nel termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice, il processo esecutivo si estingue.

 

Mancata comparizione all’udienza

Se nel corso del processo esecutivo nessuna delle parti si presenta all’udienza, fatta eccezione per quella in cui ha luogo la vendita, il giudice dell’esecuzione fissa una udienza successiva.

Il provvedimento di fissazione della nuova udienza deve essere comunicato alle parti a cura del cancelliere.

Se nessuna delle parti compare alla nuova udienza, il giudice dichiara con ordinanza l’estinzione della procedura.

 

 

Mancata vendita del bene all’asta

Una recente riforma del processo esecutivo ha inserito una nuova causa di estinzione del pignoramento immobiliare: ciò avviene quando, a seguito di svariati tentativi di vendita, gli eccessivi ribassi del prezzo d’asta compromettano la soddisfazione dei creditori, nche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo. In tal caso il giudice è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo. Per maggiori informazioni sul punto leggi “Pignoramento casa: se non si vende all’asta l’esecuzione termina”.

 

 

Effetti dell’estinzione

Con l’ordinanza che dispone l’estinzione del processo il giudice deve sempre:

– disporre la cancellazione della trascrizione del pignoramento, sentite le parti;

– provvedere alla liquidazione delle spese, su istanza di parte e alla liquidazione dei compensi spettanti all’eventuale delegato.


Autore immagine: 123rf com

 


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