Bonus disoccupazione anche per i collaboratori regolarizzati
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3 Feb 2016
 
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Bonus disoccupazione anche per i collaboratori regolarizzati

Il Ministero del Lavoro conferma la spettanza degli incentivi per l’assunzione di disoccupati anche ai parasubordinati regolarizzati.

 

Trasformare i collaboratori (co.co.co., co.co.pro., occasionali, partite Iva) in dipendenti a tempo indeterminato, avvalendosi della sanatoria 2016, conviene: non solo perché è previsto un giro di vite degli ispettori su tutte le collaborazioni atipiche, ma soprattutto grazie agli incentivi, che da un lato mettono una pietra tombale sul passato, e dall’altro riconoscono il Bonus disoccupati anche alle regolarizzazioni.

 

La conferma del Bonus disoccupazione anche ai collaboratori regolarizzati è arrivata soltanto di recente, grazie a una circolare del Ministero del lavoro [1]: la disposizione ha sciolto ogni dubbio in merito, negando gli incentivi soltanto ai regolarizzati a seguito d’ispezione, e riconoscendoli negli altri casi.

 

Ma andiamo per ordine, e vediamo che cosa si deve fare per regolarizzare i collaboratori e vedersi riconosciuto il Bonus.

 

 

Sanatoria dei collaboratori

Innanzitutto, per regolarizzare il collaboratore (o il “finto” lavoratore autonomo) e mettersi al totale riparo di sanzioni, non è sufficiente la sua sola assunzione a tempo indeterminato, ma deve essere sottoscritto dal lavoratore un accordo di conciliazione, presso una delle seguenti sedi:

 

– Direzioni territoriali del lavoro;

 

– Commissioni di certificazione;

 

– Sindacati;

 

– Enti bilaterali.

 

Tramite l’accordo di conciliazione, il lavoratore rinuncia a qualsiasi pretesa inerente il vecchio rapporto collaborativo, mentre il datore di lavoro si impegna a non licenziare il lavoratore per almeno 1 anno (sono fatte salve le ipotesi di dimissioni, licenziamento per giusta causa e giustificato motivo soggettivo).

 

Il datore di lavoro beneficia così dell’estinzione degli illeciti fiscali, amministrativi e contributivi.

 

 

Bonus disoccupazione

Il Bonus disoccupazione, confermato nel 2016 dalla Legge di Stabilità[2], come abbiamo detto è riconosciuto anche per la trasformazione a tempo indeterminato di precedenti rapporti di collaborazione.

Il requisito richiesto in merito al lavoratore, difatti, è la non sussistenza di un rapporto a tempo indeterminato nei 6 mesi che precedono l’assunzione, o la trasformazione del contratto.

 

In merito all’azienda, invece, è richiesto il requisito della regolarità contributiva (in pratica, il possesso del Durc), nonché l’assenza della violazione di norme fondamentali in materia di lavoro ed il rispetto dei contratti collettivi.

Sono inoltre escluse le aziende che hanno in corso sospensioni dell’attività con interventi di integrazione salariale straordinaria o in deroga, ad eccezione delle assunzioni preordinate all’acquisizione di professionalità diverse rispetto a quelle possedute dai dipendenti che fruiscono degli ammortizzatori.

 

Nel dettaglio, il Bonus assunzione dà diritto a uno sconto dei contributi a carico del datore di lavoro pari al 40%, sino ad un tetto massimo di 3.250 euro annui.

 

Ancora non è possibile richiedere all’Inps il riconoscimento del Bonus, in quanto non è stata emanata l’apposita circolare. Ad ogni modo, una volta emanate le disposizioni, sarà possibile riconoscere il bonus anche a chi è stato già assunto, arretrati compresi.


[1] MLPS, Circ. n. 3/2016.

[2] L. 208/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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