Il testamento: in quante forme può essere redatto?
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3 Feb 2016
 
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Il testamento: in quante forme può essere redatto?

Il testamento orale non è mai valido, è necessario l’atto scritto che può essere il testamento olografo p quello per atto di notaio.

 

Il testamento, ossia l’atto col quale taluno dispone delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere, è un atto formale e solenne, da redigersi obbligatoriamente in forme prestabilite dal codice civile.

Di conseguenza è nullo il testamento orale (cosiddetto nuncupativo) per difetto del requisito essenziale della forma scritta.

 

Questo formalismo viene giustificato in vario modo:

 

a) per garantire gli eredi legittimi contro decisioni precipitose del testatore;

 

b) per assicurare una attenta formazione della volontà del testatore (cosiddetta funzione

sostanziale);

 

c) per precostituire una prova della volontà del testatore mediante la creazione di un documento (cosiddetta funzione processuale).

 

È possibile distinguere tra forme ordinarie e forme speciali di testamento. Le forme ordinarie si identificano nel testamento olografo e quello per atto di notaio, che a sua volta potrà essere pubblico o segreto.

 

Le forme speciali sono quelle corrispondenti al testamento redatto in circostanze eccezionali, e cioè: in caso di malattie contagiose, pubbliche calamità o infortuni; a bordo di nave o di aeromobile; da militari o assimilati in corso di operazioni belliche. L’efficacia di tali testamenti è limitata nel tempo, perdendo essi efficacia trascorsi tre mesi dal ritorno della situazione normale.

 

 

Il testamento olografo

Il testamento olografo è quello scritto per intero, datato e sottoscritto dal testatore, e come tale costituisce la forma più semplice di negozio testamentario.

 

Sono dunque requisiti essenziali:

 

l) l’autografia, ossia la redazione di proprio pugno necessaria per stabilire l’autenticità del documento; sono esclusi strumenti elettronici come il testamento scritto sul computer e poi firmato a mano;

 

2) la data, con indicazione del giorno, mese ed anno;

 

3) la sottoscrizione, il cui duplice fine è quello di individuare il testatore e di attestare che la volontà manifestata nello scritto è divenuta definitiva.

 

Se manca l’autografia o la sottoscrizione il testamento è nullo; mancando la data, invece, il testamento è

annullabile.

 

 

Il testamento pubblico

Il testamento pubblico è quello ricevuto dal notaio assistito dai testimoni, e presenta il vantaggio di poter essere fatto anche da coloro che non sono in grado di redigerlo perché non sanno scrivere o sono impediti per qualche ragione (es.: cecità) a scriverlo di proprio pugno.

 

La formazione del testamento pubblico prevede:

 

– la necessaria presenza di almeno due testimoni;

 

– la dichiarazione di volontà orale effettuata dal testatore;

 

– la redazione per iscritto della volontà testamentaria a cura del notaio;

 

– la lettura dell’atto al testatore e ai testimoni, ad opera del notaio;

 

– la sottoscrizione del testatore, dei testimoni e del notaio;

 

– l’apposizione della data e dell’ora;

 

– la menzione dell’osservanza delle formalità enunciate.

 

 

Il testamento segreto

Il testamento segreto, infine, consiste nella consegna solenne al notaio di una scheda contenente le disposizioni di ultima volontà.

Esso consiste di due elementi:

 

– la scheda testamentaria, che può anche non essere autografa ma dev’essere sempre sottoscritta dal testatore;

 

– un atto di ricevimento mediante il quale il notaio dà atto che il testatore, alla presenza dei testimoni, gli ha consegnato di persona la scheda dichiarandogli che nella stessa sono contenute le sue volontà testamentarie.


Autore immagine: 123rf com

 


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