Testamento olografo: come contestarne l’autenticità
Lo sai che?
3 Feb 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Testamento olografo: come contestarne l’autenticità

Per contestare la provenienza del testamento dal defunto non basta disconoscerlo, ma è necessario agire in giudizio e dimostrare che la scrittura della scheda è avvenuta con una grafia che non è quella del testatore.

 

Chi contesta l’autenticità di un testamento olografo (quello cioè scritto di proprio pugno dal defunto e non consegnato al notaio) deve agire con una apposita causa detta “domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura”; in tale giudizio egli ha l’onere della prova, dovendo dimostrare quanto affermato, ossia il fatto che il testamento non è stato redatto dal presunto testatore. Non è sufficiente, dunque, disconoscere il testamento o proporre querela di falso. Bisogna, invece, agire in giudizio e, con il raffronto con altri documenti, dimostrare che la scrittura non è quella del soggetto defunto. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1]. Ma procediamo con ordine.

 

 

Il testamento olografo

Il testamento olografo è la forma più semplice ed economica con cui un soggetto può disporre dei propri beni.

Si realizza scrivendolo personalmente, datandolo e infine firmandolo.

Gli svantaggi di tale forma di testamento si notano sotto il profilo contenutistico (l’autore normalmente non è un esperto di diritto e pertanto potrebbe non essere in grado di esprimere le ultime volontà in maniera chiara o valida) e sotto il profilo della conservazione (possibilità di smarrimento, reperibilità da parte degli eredi) oltre che ai problemi tipici delle scritture private (soppressione, alterazione, falsificazione). A tali problemi si può, in parte, ovviare depositando la scheda testamentaria presso persona di fiducia.

 

La principale caratteristica del testamento olografo è appunto l’olografia, ossia la scritturazione per intero di pugno ad opera del testatore (sia nelle dichiarazioni che per quanto riguarda ovviamente la firma). Pertanto è nullo il testamento scritto al computer, poi stampato e firmato di proprio pugno. Il testamento è nullo anche se alcune parti (o una sola parola) sono scritte da terzi, anche su incarico o con il consenso del testatore, a prescindere dall’importanza rivestita dalla parte non autografa.

 

La scritturazione può avvenire su qualsiasi superficie e con qualsiasi mezzo (ovviamente a meno che particolari esigenze di emergenza non richiedano la forma usuale e quella che utilizza un supporto cartaceo e un mezzo che garantisca un minimo di stabilità e permanenza quale una penna indelebile).

Può essere scritto anche su più fogli purché vi sia un collegamento materiale (numerazione, conservazione in un unico involucro) e che tra le varie disposizioni in esso contenute esista un collegamento logico e sostanziale.

 

 

La revoca del testamento

Il testamento è sempre revocabile. La revoca può essere espressa oppure tacita. Inoltre, si ha la revoca di diritto in caso di sopravvenienza di figli.

 

La revoca espressa del testamento consiste in una dichiarazione di volontà in cui il testatore dichiara di togliere in tutto o in parte efficacia giuridica alle precedenti disposizioni testamentarie. La dichiarazione può essere contenuta, a scelta:

 

– in un nuovo testamento, anche privo di ulteriori disposizioni patrimoniali: ad esempio, usando la formula di stile “revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria” contenuta nel testamento posteriore;

 

– in un atto notarile redatto alla presenza di due testimoni, in cui il testatore dichiara di revocare il precedente testamento.

 

Si parla invece di revoca tacita o implicita del testamento quando il testatore:

 

– predispone un nuovo testamento incompatibile con quello precedente;

 

– distrugge, lacera, o cancella il testamento olografo;

 

– ritira il testamento segreto depositato;

 

– aliena o trasforma la cosa legata.

 

 

Se compare un testamento successivo

Il testamento posteriore, pur non revocando in modo espresso i testamenti precedenti, li annulla se risultano incompatibili con le nuove disposizioni, oppure ne annulla solo le clausole incompatibili.

Quando invece si sia di fronte a testamenti (apparentemente) contemporanei (quando cioè due testamenti riconducibili allo stesso soggetto presentino la stessa data) dovranno essere eseguite tutte le disposizioni che non si pongano tra loro in un rapporto di inconciliabilità. Le disposizioni contraddittorie verranno dunque eliminate.

 

 

Quale dei due testamenti è valido?

Il problema si pone quando uno degli eredi chieda la pubblicazione di un testamento e un altro erede si presenti invece con un testamento successivo. Il solo modo per non far prevalere il testamento successivo è contestarne l’autenticità. In tal caso, secondo l’orientamento della Cassazione, non basta il semplice disconoscimento, ma è necessario un comportamento attivo: ossia avviare una causa (di accertamento negativo della provenienza della scrittura) e assumersi l’onere della prova delle proprie dichiarazioni. Ossia bisogna dimostrare che la scrittura non è quella del testatore.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 13 gennaio – 2 febbraio 2016, n. 1995
Presidente Mazzacane – Relatore Scarpa

Svolgimento del processo

Con citazione dell’11 settembre 2000 S.P.F. conveniva davanti al Tribunale di Catania G.A. , premettendo: di essere fratello di S.C. , deceduto in (omissis) ; che G.A. , moglie di S.C. , aveva richiesto la pubblicazione di un testamento olografo datato 27 aprile 1998, col quale si nominava la stessa erede universale e si istituiva quale legatario di alcuni beni S.P.F. ; che il medesimo attore aveva, però, rinvenuto nel cruscotto di un’autovettura, oggetto di legato, altro testamento olografo datato 10 giugno 1998, col quale, in revoca del precedente, si designavano coeredi universali S.P.F. e G.A. . Ciò premesso, l’attore chiedeva dichiararsi la sua qualità di coerede testamentario e perciò condannarsi G.A. a consegnare la metà dell’asse ereditario ed a pagare i frutti civili percepiti su tale porzione sin dal momento dell’apertura della successione. La convenuta G.A. si costituiva chiedendo il rigetto della domanda, sull’assunto della falsità del testamento del 10 giugno 1998. Veniva disposta consulenza tecnica grafologica al fine di accertare la genuinità della scrittura e della firma del testamento 10 giugno 1998,

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 1995/16 del 2.02.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti