Imposta di registro: prescrizione e decadenza cartella Equitalia
Lo sai che?
3 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Imposta di registro: prescrizione e decadenza cartella Equitalia

La legge prevede espressamente il termine di prescrizione decennale dell’imposta di registro e diversi termini di decadenza entro i quali Equitalia può pretendere il pagamento.

 

L’imposta di registro è un tributo indiretto dovuto per la registrazione di una scrittura, pubblica o privata (per esempio contratto di locazione, donazione, cessione di azienda, sentenza, decreto ingiuntivo ecc.).

L’importo dell’imposta non è fisso ma varia in base al valore dell’atto da registrare, secondo le tariffe previste dalla legge.

Il mancato pagamento volontario dell’imposta di registro da parte dei soggetti obbligati può comportare l’intervento di Equitalia che procede a riscossione coattiva. A tal proposito è importante sapere che la legge prevede espressamente termini di decadenza e di prescrizione oltre i quali il tributo non può più essere riscosso.

 

 

Prescrizione dell’imposta di registro

La prescrizione è la sanzione per non aver esercitato un diritto nei termini. Un credito prescritto è un credito estinto.

Il diritto si prescrive dopo un certo periodo di tempo decorso senza che Equitalia abbia notificato alcun atto interruttivo; ne consegue l’impossibilità di pretendere il pagamento né con riscossione né tramite azione giudiziale.

Nel caso dell’imposta di registro il termine di prescrizione è di dieci anni dalla data in cui era dovuto il pagamento [1].

 

 

Decadenza dalla riscossione Equitalia

La decadenza è invece la sanzione per non aver esercitato una determinata azione necessaria ad acquisire un diritto. Equitalia decade dall’azione di riscossione se entro determinati termini non notifica alcun atto della riscossione (avvisi e cartelle).

 

Per l’imposta di registro la legge [2] prevede espressamente che:

 

– l’imposta di registro relativa agli atti non presentati per la registrazione obbligatoria, può essere richiesta, entro il termine di decadenza di cinque anni dal giorno in cui avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione o si è verificato il fatto che legittima la registrazione d’ufficio;

 

– l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta di registro, deve essere notificato entro il termine di decadenza di due anni dal pagamento dell’imposta relativa al bene il cui valore è stato accertato come superiore rispetto a quello dichiarato;

 

– l’imposta di registro relativa alle annualità successive alla prima, nonché le connesse sanzioni e gli interessi dovuti, sono richiesti, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di scadenza del pagamento.

 

L’imposta deve essere richiesta, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni decorrenti, per gli atti presentati per la registrazione o registrati:

 

a) dalla richiesta di registrazione, se si tratta di imposta principale;

 

b) dalla data in cui è stata presentata la denuncia, se si tratta di imposta complementare; dalla data della notifica della decisione delle commissioni tributarie ovvero dalla data in cui la stessa è divenuta definitiva nel caso in cui sia stato proposto ricorso avverso l’avviso di rettifica e di liquidazione della maggiore imposta. Nel caso di occultazione di corrispettivo, il termine decorre dalla data di registrazione dell’atto;

 

c) dalla data di registrazione dell’atto ovvero dalla data di presentazione della denuncia, se si tratta di imposta suppletiva.

 

La decadenza però non comporta l‘estinzione del diritto ma l’estinzione dell’azione. La legge precisa infatti che l’’intervenuta decadenza non dispensa dal pagamento dell’imposta in caso di registrazione volontaria dell’atto o nell’ipotesi di registrazione “in caso d’uso”.

 

Il caso d’uso ricorre quando un atto si deposita, per essere acquisito agli atti, presso le cancellerie giudiziarie nell’esplicazione di attività amministrative o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga ai fini dell’adempimento di un’obbligazione delle suddette amministrazioni, enti o organi o sia obbligatorio per legge o regolamento.


[1] Art. 78 DPR n. 131/1986.

[2] Art. 76 DPR n. 131/1986.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti
22 Ago 2016 Carlo Teri

Rendo mera testimonianza:
Contratto d’affitto di una bottega stipulato il 18.08.85 regolarmente pagato .
Anno 86 invero non pagato per distrazione ed un pò d’ignoranza .Anno 87 pagato a seguito di un ‘avviso di liquidazione laddove si richiedeva l’importo per il predetto anno .Regolarmente pagato con sanzioni ed interessi . Il 25 Marzo 2014 mi notificano 2 cartelle sia per il 1986-sia per il 1987 .Presento sgravi per autotutela rilvando che per l’anno 2006 siamo abbondantemente fuoi termini in quanto l’imposta a pena di decadenza non è stata richiesta entro il termine di tre anni decorrenti per gli atti presentati o registrati quale è il mio caso – Nessuno sgravio e stato soddisfatto e nessun riscontro motivato è stato inoltrato dall’agenzia . A seguito un appuntamento avvenuto lo scorso 19.08 .2016 , una signora sportello 1 agenzia delle entrate di Catania insiste (mescolando un pò gli istituti giuridici del caso)che la prescrizione è di 10 anni . Di fronte a tali stravolgimenti e comportamenti scoraggianti che provengono dalla P.A che fare ?. Soffro di più perchè chi scrive che appartiene alla pianta stabile dello Stato e competente in materia di sanzioni etc nel settore lavoristicoe di legislazione sociale, non trova giustificazione per tali linguaggi antigiuridici . Cordialità Dr. Carlo Teri Catania Autore peraltro di una pubblicazione su correlati argomenti sulla rivista “la Previdenza”-