Chi non fa il passaggio di proprietà auto cosa rischia?
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4 Feb 2016
 
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Redazione
 


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Chi non fa il passaggio di proprietà auto cosa rischia?

Rilascio della nuova carta di circolazione e certificato di proprietà da parte del PRA: sanzioni amministrative se la trascrizione del passaggio di proprietà dell’auto non avviene entro 60 giorni.

 

Non di rado capita che, a fronte del trasferimento di un’auto tra privati (vendita o donazione), il relativo passaggio di proprietà non venga formalizzato al PRA. Oppure che, a seguito di decesso del proprietario, gli eredi provvedano, solo dopo molto tempo, ad aggiornare il libretto di circolazione e a far risultare ufficialmente, nel pubblico registro automobilistico, il nuovo proprietario. In questi casi, tuttavia, la legge [1] è molto rigida e prevede l’obbligo di denunciare il passaggio di proprietà al PRA entro e non oltre 60 giorni dalla autentica dell’atto con cui è avvenuto il trasferimento della titolarità dell’auto. La richiesta è a carico dell’acquirente o dell’erede divenuto proprietario per successione. A questo punto, ricevuta la documentazione (l’atto di proprietà autenticato dal notaio o al Comune da altro pubblico ufficiale, oppure la dichiarazione di successione), gli uffici del PRA provvedono alla trascrizione del trasferimento nonché all’emissione e al rilascio del nuovo certificato di proprietà e della nuova carta di circolazione.

 

 

VENDITA

 

Le conseguenze per l’acquirente

Se non vengono rispettati tali obblighi, scattano due sanzioni:

 

– una prima sanzione amministrativa per il solo fatto di non aver rispettato il termine dei 60 giorni nel richiedere l’aggiornamento o il rinnovo della carta di circolazione e del certificato di proprietà: tale sanzione va da 705 a 3.526 euro;

 

– una seconda sanzione amministrativa comminata per il fatto di essere sorpreso alla guida di un veicolo per il quale non è stato richiesto l’aggiornamento o il rinnovo della carta di circolazione e del certificato di proprietà: detta sanzione, che quindi scatta solo in caso di controllo su strada, parte da 353 euro e arriva a 1.762 euro. Oltre a tale sanzione è anche previsto il ritiro della carta di circolazione.

 

A ciò si aggiunge la sanzione per la ritardata registrazione dell’atto e quindi per il ritardo nel pagamento dell’imposta provinciale di trascrizione (IPT). Si può pagare la sanzione con ravvedimento operoso fino a 1 anno e 60 giorni. Dopo tale termine, invece, scatta una sanzione del 30% sull’ITP.

 

 

Le conseguenze per il venditore

Nel caso di vendita dell’auto tra privati, le sanzioni scattano in capo all’acquirente. Ma il venditore potrebbe ugualmente subire delle conseguenze per il fatto che, risultando ancora come effettivo proprietario del mezzo, gli verranno notificate tutte le multe per le eventuali violazioni del codice stradale commesse dal conducente (e, quindi, anche le conseguenti cartelle esattoriali di Equitalia) e le richieste di pagamento del bollo auto.

 

 

Come difendersi in questi casi?

Il venditore ha due modi per tutelarsi dalla mancata trascrizione della vendita da parte dell’acquirente:

 

La richiesta al Pra

Il primo modo che ha il venditore per procedere alla rettifica della proprietà dell’auto è di chiedere direttamente all’ufficio del PRA (con dichiarazione sostitutiva) la trascrizione di un nuovo atto in cui sia rinnovata la dichiarazione di vendita (tramite scrittura privata autenticata in doppia copia). Sarà però il venditore a doversi sobbarcare le spese di bollo e di trascrizione nonché le competenze dell’ACI. Egli non dovrà ovviamente depositare il documento di proprietà di cui, molto probabilmente, non è più in possesso.

 

La documentazione da presentare è la seguente:

 

– dichiarazione di vendita resa nella forma della scrittura privata autenticata

– modello di presentazione NP3C.

 

Le somme dovute per il passaggio di proprietà sono le seguenti

 

Imposta Provinciale di Trascrizione: l’importo è variabile a seconda del tipo di veicolo e della provincia di residenza. È a carico del venditore. In alcune province non va versata dal venditore ma viene recuperata dall’ACI nei confronti dell’acquirente

 

Emolumenti ACI: 27,00 euro

 

Imposta di bollo per registrazione al PRA: 32,00 euro

 

Ricorso al giudice di pace

Il secondo sistema è quello di presentare un ricorso al Giudice di Pace (non necessariamente con l’avvocato) in cui si faccia dichiarare la cosiddetta “perdita di possesso” dell’auto. La sentenza stabilirà che l’auto è stata venduta ad un altro soggetto inadempiente all’obbligo di trascrizione al PRA del passaggio di proprietà.

Per la causa occorre presentare un certificato cronologico del veicolo, rilasciato dal PRA, oltre a -ovviamente- tutte le prove che dimostrino la vendita (contratto, assegni, estratti conto, eventuali testimoni), chiedendo al Giudice di pronunciarsi con sentenza ad ordinanza, sulla cui base si fa la trascrizione.

 

Con la sentenza definitiva, il giudice ordina alla Conservatoria del PRA di trascrivere il passaggio di proprietà senza oneri per il venditore. Tuttavia il venditore deve anticipare i costi del giudizio, salvo poi potersi rivalere contro l’acquirente.

 

La sentenza con cui il giudice dichiara l’avvenuta vendita del veicolo con i dati completi dell’acquirente costituisce documento idoneo per la richiesta del passaggio di proprietà. Quindi l’interessato potrà presentarsi al PRA e chiedere l’aggiornamento dei registri portando con sé la sentenza in copia conforme all’originale e in bollo nonché il modello di presentazione NP3C.

 

 

Esonero dal pagamento del bollo auto

Nel caso in cui l’acquirente non abbia trascritto il passaggio di proprietà, il venditore può altresì chiedere l’esonero dal pagamento del bollo auto direttamente al PRA, producendo i documenti, con data certa, che dimostrino la perdita del possesso del mezzo.

 

 

Se arriva qualche multa

Se il venditore dovesse ricevere delle multe per conto del nuovo acquirente che non ha eseguito la trascrizione del passaggio di proprietà, può presentare, entro 30 giorni dalla notifica, ricorso al Giudice di Pace e, in tale sede, oltre ad ottenere l’annullamento della multa, far dichiarare la perdita di possesso del mezzo e la trascrizione coattiva alla Conservatoria del PRA. In alternativa, ma più rischioso (per la possibilità di mancata risposta o diniego) c’è la possibilità di chiedere, allo stesso ufficio dell’autorità che ha elevato la multa, l’annullamento della stessa in autotutela per le ragioni appena esposte. Tale richiesta non sospende i termini per presentare ricorso al giudice di pace.

 

 

SUCCESSIONE

Gli obblighi per l’erede

Anche nel caso di successione ereditaria, l’erede è tenuto a effettuare la “voltura” ossia il passaggio di proprietà al PRA dopo 60 giorni dall’apertura della successione stessa e, quindi, dall’accettazione dell’eredità avvenuta con atto pubblico o scrittura privata autenticata. Entro suddetto termine, il nuovo proprietario dovrà recarsi all’ufficio ACI con la documentazione di cui abbiamo parlato nell’articolo: “Se l’erede usa l’auto del defunto senza passaggio di proprietà”. Ma procediamo con ordine.

 

 

Cosa rischia l’erede

Se l’erede viene fermato dalla polizia perché cammina con l’auto di un soggetto defunto e non ha ancora aggiornato, nei 60 giorni, il libretto di circolazione, subisce una multa da 353 euro e arriva a 1.762 euro oltre al ritiro della carta di circolazione.

 

 

Se non c’è testamento

Poiché l’auto non entra nella dichiarazione di successione, tutti gli eredi devono recarsi al PRA e dichiarare la successione nella proprietà (indivisa) dell’automobile. Possono così chiedere che l’auto venga intestata a tutti oppure a uno solo di essi. In questo secondo caso si dovranno effettuare due trasferimenti di proprietà: il primo in capo a tutti gli eredi e il secondo in capo all’erede che diventa il proprietario ultimo.

 

 

Se c’è testamento

In tal caso, a doversi recare al PRA deve essere solo l’erede che viene menzionato nel testamento come titolare dell’auto. Egli dovrà presentare anche l’accettazione del testamento. In tal caso non ci sarà bisogno di fare passaggi di proprietà in capo agli eredi.


Autore immagine: 123rf com

 


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