Rate Equitalia: come chiedere la proroga
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4 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Rate Equitalia: come chiedere la proroga

Se non si riesce a pagare le rate concesse da Equitalia, si può chiedere una proroga fino a 120 rate; è necessario il comprovato peggioramento della situazione di difficoltà economica.

 

Il contribuente che ha già ottenuto da Equitalia una rateizzazione del proprio debito ma, a causa del peggioramento delle difficoltà economiche, non riesce a rispettarla, può chiedere una dilazione per un ulteriore periodo e fino a 120 rate [1].

 

Sono tuttavia necessari due requisiti:

1) comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà economica: ciò vuol dire che la situazione economica deve essere peggiorata rispetto al momento in cui Equitalia aveva concesso la rateizzazione, in misura tale da non rendere possibile il puntuale adempimento.

 

Le persone fisiche devono dimostrare il peggioramento allegando l’ISEE del proprio nucleo familiare.

 

Le società e altre persone giuridiche devono dare la prova del peggioramento presentando la situazione economico patrimoniale aggiornata (se più vecchia di sei mesi rispetto alla precedente) da cui risulti l’indice di liquidità (inferiore rispetto al precedente) e l’indice Alfa (necessario per determinare il numero massimo di rate concedibili in proroga).

 

I titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati devono produrre un nuovo modello ISEE di valore inferiore, solo se sono trascorsi 12 mesi dalla precedente certificazione. Altrimenti è necessario documentare gli eventi che hanno determinato l’aggravamento della situazione reddituale e patrimoniale.

 

Se dal modello ISEE (o dalla documentazione contabile dell’impresa nel caso di società) non emerge il peggioramento della difficoltà economica, occorre motivare l’istanza di proroga con fatti specifici avvenuti dopo la concessione delle rate e provati tramite documentazione idonea.

 

A tal fine, le circostanze di cui Equitalia può tener conto sono per esempio:

 

– cessazione del rapporto di lavoro proprio o di uno dei componenti del nucleo familiare;

 

– contestuale scadenza di obbligazioni pecuniarie anche relative al pagamento corrente (in autoliquidazione) di tributi e contributi di entità rilevante in rapporto all’Isee;

 

– insorgenza, nel nucleo familiare, di una grave patologia che abbia determinato ingenti spese mediche;

 

– decesso di uno dei componenti, fonte di reddito, del nucleo familiare;

 

– nascita di uno o più figli all’interno del nucleo familiare;

 

– eventi provocati da forza maggiore;

 

– improvvise e oggettive crisi di mercato anche di carattere locale;

 

– cessazione dell’attività della ditta individuale (risultante dal Registro delle imprese).

 

2) non ci deve essere già stata decadenza dal piano di rateizzazione concesso: si ricorda che la decadenza dalla rateizzazione si verifica in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive.

 

 

Istanza di proroga

La proroga può essere chiesta una sola volta e con un piano di rate costante oppure di importo variabile crescente anno per anno. In ogni caso il valore di ciascuna rata non può essere inferiore a 50 euro.

 

Può essere chiesta una nuova proroga ordinaria (72 rate) o straordinaria (120 rate) laddove sussistano i presupposti.

 

L’istanza di proroga deve essere presentata utilizzando l’apposito modello presente sul sito ufficiale di Equitalia.

 

La presentazione segue le modalità previste per la concessione della rateizzazione, diversa a seconda dell’importo complessivo del debito:

 

fino a 50 mila euro: è sufficiente la domanda motivata;

 

oltre 50 mila euro: la situazione di difficoltà economica viene esaminata in base all’importo del debito e ai documenti contabili idonei a dimostrare la situazione economico finanziaria del contribuente.


[1] Art. 19, c. 1bis, DPR 602/1973.

 


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