Mauro Finiguerra
Mauro Finiguerra
5 Feb 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Scontrini fiscali omessi: il verbale notificato alla dipendente è nullo

Accertamento fiscale a seguito di mancata emissione di scontrini: le sentenze della CTP di Imperia e di Milano.

 

Qualora gli organi di verifica contestino la mancata emissione dello scontrino fiscale in un pubblico esercizio (bar) ad una dipendente invece che al legale rappresentante, il verbale di contestazione è nullo perché contestato a soggetto diverso da quello deputato dalla norma a sottoscrivere l’atto di contravvenzione.

 

Gianna è una dipendente esperta nonché di bella presenza e lavora in un bar rinomato di una nota località turistica sita sulla costa ligure.

 

Ma un giorno di aprile del 2013, durante un ponte festivo, con il bar pieno di avventori, soprattutto turisti e villeggianti, mentre Gianna si apprestava ad uscire nel dehors assolato con un vassoio di bevande per servire ai tavoli, un cliente al banco le metteva sul vassoio una moneta da un euro, intendendo con essa pagare la propria consumazione, il caffè appena bevuto.

 

Gianna era ormai avviata verso l’esterno del locale e non poteva tornare indietro a battere lo scontrino in quanto la comanda che doveva servire prevedeva bevande calde ed il bar era un delirio di gente che si soffermava fra dehors e bancone, e già era difficile tenersi in equilibrio, dunque procedeva ad adempiere al proprio compito.

 

Un avventore la apostrofava improvvisamente: “E lo scontrino non lo fa?”.

 

Gianna replicava: “Si, appena ho portato la comanda torno in cassa e lo batto”.

 

Così avveniva, infatti Gianna, consegnata la comanda ai clienti, tornava in cassa e batteva regolarmente lo scontrino.

 

Solo a quel punto l’avventore che le aveva posto la domanda si qualificava come funzionario della Guardia di Finanza ed elevava verbale di contravvenzione per mancata emissione dello scontrino fiscale [1].

 

Il bar era pieno di gente, a Gianna veniva da piangere, ma non sapeva che fare.

 

La titolare del bar, Nadia, era lì a pochi metri impegnata a preparare bevande ed alimenti per i clienti, ma Gianna non aveva neppure il tempo di avvertirla in quanto il funzionario le faceva firmare frettolosamente il verbale e se ne andava.

 

Solo più tardi, al momento della chiusura, Gianna comunicava il fatto a Nadia che, giustamente, si riteneva danneggiata e si rivolgeva ad un professionista per tutelare i propri interessi.

 

Si trattava inoltre della quarta contestazione nei cinque anni, il bar rischiava anche la sanzione accessoria della sospensione della attività.

 

Così Nadia decideva di ricorrere.

 

Purtroppo i tempi burocratici sono assurdi nel nostro Paese, così la Direzione Regionale competente, rilevata la situazione (quattro contestazioni di mancata emissione di scontrini nei cinque anni, di cui le prime due definite versando la sanzione amministrativa prevista per legge), applicava la sanzione accessoria, che veniva scontata nell’aprile del 2014.

 

Purtroppo l’impugnazione per l’annullamento del verbale di contestazione dello scontrino suddetto approdava in Commissione Tributaria Provinciale solo a gennaio del 2016, mentre l’impugnazione della sanzione accessoria, avvenuta presso la Commissione Tributaria Provinciale di Genova, è ancora in attesa di fissazione dell’udienza.

 

Durante la trattazione del ricorso la difesa ha fatto constare che il verbale non è stato notificato alla legale rappresentante, anche se Nadia era presente nel locale al momento della contestazione ed ha fatto altresì presente che lo scontrino è stato emesso, seppure la contestazione del verbale indichi un ritardo di cinque minuti fra il momento in cui avrebbe dovuto essere rilevato ed il momento in cui è stato effettivamente battuto sul registratore di cassa.

 

A seguito di ciò la Commissione Tributaria [2] ha accolto il ricorso di Nadia ed ha annullato il verbale per mancata emissione dello scontrino.

 

Adesso bisognerà attendere la decisione relativa alla somministrazione della sanzione accessoria della chiusura, anche alla luce di una recente sentenza [3] che stabilisce che la sanzione accessoria non si applica qualora i verbali di contestazione siano stati estinti mediante il pagamento della sanzione amministrativa dovuta e, contemporaneamente, nel verbale non sia specificato che la sanzione della sospensione dell’attività sia speciale e non accessoria [4].

 

Il resto della storia dunque fra qualche tempo, per il momento Nadia ha visto riconosciute le proprie ragioni.

 

Ma qualora i giudici decidessero per la non applicazione della sanzione accessoria della chiusura dell’attività, chi rimborserà la perdita per i mancati incassi dei tre giorni di chiusura obbligatoria, che erano stati individuati nella settimana di Pasqua dell’aprile 2014, proprio per cagionare maggior disagio alla contribuente?


[1] Legge n. 18/1983 art. 1 co. 1

[2] CTP Imperiam sent. n. 38 del 29.01.2016

[3] CTP Milano, sent. n. 4652/01/2015

[4] Art. 12 co. 2 D.Lgs. n. 471/97 e Art. 16 co. 3 D.Lgs. n. 472/97

 


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