Posso cumulare i voucher con la disoccupazione?
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5 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Posso cumulare i voucher con la disoccupazione?

Voucher per lavoro occasionale accessorio e indennità di disoccupazione Naspi: sino a quale soglia si possono cumulare i redditi?

 

 

Se accetto un lavoro retribuito con i voucher perdo la Naspi?

Durante un periodo di disoccupazione, è possibile essere chiamati a svolgere lavoro occasionale accessorio (quello, per intenderci, pagato con i voucher), senza rischiare di perdere la disoccupazione: la Naspi (ossia la nuova indennità di disoccupazione) ed i buoni lavoro, difatti, sono cumulabili, anche se, oltre una determinata soglia, l’indennità di disoccupazione viene ridotta.

 

Vediamo come funziona il cumulo, quali sono i limiti, e di quanto, eventualmente, può essere ridotta la Naspi.

 

 

Voucher e Naspi: quando sono pienamente cumulabili

Innanzitutto, come ha anche chiarito l’Inps in un recente messaggio [1], la Naspi ed i voucher da lavoro occasionale accessorio sono pienamente cumulabili, se l’importo dei compensi percepiti con i ticket non supera i 3.000 euro annui , pari a 4.000 euro lordi(importo rivalutabile in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati).

 

Pertanto, se il lavoratore non ha superato tale soglia annua, non è tenuto a inviare alcuna comunicazione all’Inps, e la sua disoccupazione non deve essere ridotta di neppure un euro.

 

 

Voucher e Naspi: cumulo ridotto

Qualora, invece, i compensi percepiti con i voucher superino i 3.000 euro annui, il lavoratore deve comunicare all’Istituto il compenso derivante dal lavoro accessorio, entro un mese dall’inizio di tale attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di Naspi.

 

Se sono svolti più contratti di lavoro accessorio durante l’anno, la comunicazione all’Inps deve essere resa prima che sia superata la soglia dei 3.000 euro.

 

Il superamento della soglia, come abbiamo detto, non determina la decadenza del lavoratore dalla disoccupazione, ma questa viene ridotta di un importo pari all’80% dei compensi percepiti coi buoni: la riduzione è rapportata al periodo che intercorre tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento della Naspi o, se antecedente, la fine dell’anno solare (31 dicembre).

 

Per semplificare, se Tizio comunica un reddito, derivante dai voucher, pari a 5.000 euro annui, sono tolti dalla Naspi spettante 4.000 euro (l’80% di 5.000).

 

 

Limite alla percezione di voucher

Non dobbiamo dimenticare, poi, che i voucher possono essere percepiti sino a un limite di 7.000 euro annui (9.333 euro lordi), e ad un limite di 2.000 euro (2.666 euro lordi) per singolo committente. Sopra tale soglia, cioè, non si perde la Naspi, come erroneamente ritengono in molti, ma non è più possibile essere pagati con i buoni, in quanto decade il requisito dell’occasionalità.


[1] Inps Mess. n.494/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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