Che cos’è la stepchild adoption
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L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Che cos’è la stepchild adoption

 

Il disegno di legge Cirinnà disciplina le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza, prevedendo l’adozione del figlio del partner, nato da situazioni personali precedenti.

 

Il disegno di legge Cirinnà, sollecitato più volte anche a livello europeo, mira a dare riconoscimento e garanzia alle unioni tra persone dello stesso sesso che, al pari di tutte le altre famiglie, sono portatrici di diritti e doveri. Il testo è il frutto della necessità, assai sentita, di disciplinare la situazione di molti cittadini che vivono in condizioni svantaggiate in quanto privi di tutela

L’orientamento sessuale è fonte di numerose discriminazioni impedendo, alle persone dello stesso sesso, di ricevere, in caso di morte, la pensione di reversibilità o ereditare i beni del partner.

 

Al momento, in Italia, contrariamente ad altre nazioni, le coppie omosessuali non dispongono di alcun tipo di riconoscimento giuridico, non hanno diritti di alcuna natura, né in vita, né nella sfortunata ipotesi di morte. Ad esempio, se in un’unione omosessuale, anche decennale, uno dei due partner viene ricoverato in ospedale, l’altro non può essere informato del suo stato di salute, non può fargli visita, né tantomeno, in caso di emergenza, decidere circa eventuali operazioni chirurgiche, trasfusioni o altri interventi che necessitano di consenso, in quanto considerato non familiare.

 

Con l’attuale discussione di tale disegno di legge, attraverso gli organi di stampa e di informazione, si sente molto spesso il termine inglese stepchild adoption: con esso si intende la possibilità per il partner di una coppia omosessuale di diventare formalmente, mediante il riconoscimento legislativo, genitore del figlio dell’altro.

 

La stepchild adoption, letteralmente, “l’adozione del figliastro”, costituisce, nell’ambito della discussione del disegno di legge Cirinnà, un elemento controverso, che sta mettendo in contrasto le diverse forze politiche.

La possibilità di adottare il figlio del partner, nel caso di coppie eterosessuali viene appositamente previsto dalla legge [1], con la finalità di tutelare i minori, nati da matrimoni o relazioni precedenti, soprattutto in caso di morte o di malattia del genitore. Riconoscendo la maternità o paternità anche all’altro partner, il bambino trova dunque una maggiore protezione.

 

Lo stesso principio, secondo il ddl Cirinnà, deve essere seguito per le coppie omosessuali, in quanto è di fondamentale importanza prevedere una tutela dei bambini delle famiglie arcobaleno, nati sia da precedenti unioni che da interventi di procreazione assistita o maternità surrogata, eseguite all’estero; l’istituto mira quindi a consolidare i rapporti familiari. Con la stepchild adoption si vuole fare in modo che, per le coppie omosessuali, il partner non biologicamente legato ai bambini, già presenti nella famiglia di fatto, ne diventi effettivamente genitore instaurando un rapporto diretto che non si estende alla propria famiglia di origine.

 

Attualmente, senza alcun riconoscimento legislativo, questi bambini vivono una condizione di diversità rispetto agli altri in quanto, poiché il partner del proprio padre o della propria madre, viene considerato dalla legge un perfetto estraneo, nell’eventualità ad esempio di malattia o di morte del proprio genitore, potrebbero trovarsi totalmente soli e, in mancanza di altri familiari disposti ad accudirli, sarebbero addirittura adottabili da terzi estranei.

 

[1] Legge n. 184/1983.


Autore immagine: 123rf com

 


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