I diritti di collaboratrici domestiche, colf, badanti e baby sitter
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6 Feb 2016
 
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Temistocle Marasco
 


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I diritti di collaboratrici domestiche, colf, badanti e baby sitter

Lavoratori domestici: orario di lavoro, retribuzione, tredicesima, ferie, straordinario, permessi, matrimonio, malattia, congedo di maternità, infortunio, assenze, scatti di anzianità.

 

La legge prevede specifici diritti per i lavoratori domestici, ossia per babysitter, assistenti a persone autosufficienti e non, collaboratori generici, personale delle pulizie, personale di cucina, custodi, giardinieri, operai.

 

L’attività di lavoro domestico è attualmente disciplinata dal contratto collettivo nazionale in vigore dal 1.07.2013 fino al 31.12.2016.

 

Il rapporto di lavoro si formalizza con una lettera di assunzione, che deve indicare le generalità delle parti, la data di assunzione (e quella di cessazione, se il contratto è a tempo determinato), il luogo e l’orario di lavoro, la retribuzione mensile o oraria, l’inquadramento del lavoratore (la categoria e le mansioni), l’esistenza o meno della convivenza, il periodo di ferie. L’accordo deve essere sottoscritto e ciascuna delle parti deve averne una copia.

 

L’assunzione deve essere formalizzata tramite una comunicazione all’Inps, da effettuare entro il giorno precedente alla data di assunzione, utilizzando le procedure telematiche previste sul sito dell’ente. Se il lavoratore è un extracomunitario non residente in Italia, è necessario che il datore di lavoro presenti domanda nell’ambito del cosiddetto “decreto flussi”, che consente al futuro dipendente l’ingresso in Italia e il completamento della trafila burocratica legata all’assunzione e al permesso di soggiorno.

 

Inquadramento dei lavoratori

I lavoratori domestici si inquadrano secondo le seguenti categorie [1]:

 

A: colf con meno di 12 mesi di esperienza (non addetti alla persona), addetto alle pulizie, alla lavanderia, aiuto di cucina, stalliere, addetto agli animali domestici, addetto alle aree verdi, operaio comune.

 

AS: addetto alla compagnia a persona autosufficiente, baby sitter occasionale.

 

B: colf generica, baby sitter, custode, addetto alla stireria, cameriere, giardiniere, autista, operaio qualificato, addetto al riassetto camere.

 

BS: assistente a persone autosufficienti, ivi comprese attività connesse al vitto e pulizie domestiche.

 

C: cuoco.

 

CS: assistente a persone non autosufficienti (non formato), ivi comprese attività di vitto e pulizie domestiche.

 

D: amministratore dei beni di famiglia, maggiordomo, governante, capo cuoco, capo giardiniere istitutore (avente cioè funzioni di istruzione ed educazione di alcuni membri della famiglia).

 

DS: assistente a persone non autosufficienti formato (cioè dotato di specifico titolo di studio o abilitazione professionale), direttore di casa.

 

Periodo di prova [2]

I lavoratori sono soggetti a un periodo di prova regolarmente retribuito di 30 giorni di lavoro effettivo, se inquadrati nei livelli D e D super, e di 8 giorni di lavoro effettivo per quelli inquadrati negli altri livelli.

 

Orario di lavoro [3]

Per i lavoratori conviventi: limite di 10 ore al giorno non consecutive, e di 54 ore settimanali.

Per i lavoratori non conviventi: limite di 8 ore giornaliere non consecutive, e di 40 ore settimanali.

Se il lavoro (ordinario) è notturno, è prevista una maggiorazione della retribuzione pari al 20%

 

Lavoro straordinario [4]

Lo straordinario è l’attività richiesta dal datore di lavoro oltre il normale orario di lavoro. Esso viene retribuito seguendo le seguenti maggiorazioni:

– del 25%, se prestato dalle ore 6:00 alle ore 22:00;

– del 50%, se prestato dalle ore 22:00 alle ore 6:00;

– del 60%, se prestato di domenica o in una delle festività previste dalla legge, indicate più avanti.

 

Riposo settimanale [5]

 Per i lavoratori conviventi: 36 ore, di cui 24 consecutive coincidenti con la domenica, e le altre 12 da concordare durante la settimana col datore di lavoro.

Per i lavoratori non conviventi: 24 ore consecutive coincidenti con la domenica. Il riposo settimanale domenicale è irrinunciabile. Se dovesse essere richiesto occasionalmente il lavoro domenicale, per esigenze imprevedibili, le ore lavorate saranno retribuite con una maggiorazione del 60% e il riposo sarà goduto nella giornata immediatamente successiva.

 

Retribuzione [6]

La retribuzione può essere liberamente concordata tra le parti, ma non può scendere al di sotto dei minimi garantiti per legge, indicati nella tabella sotto indicata, allegata al CCNL di categoria.

 

 

Tabella del lavoro e delle politiche sociali

Direzione Generale delle Relazioni industriali e dei rapporti di lavoro

Tabelle minimi retributivi fissati dalla Commissione Nazionale – decorrenza 1.01.2014

  Tab. A
Tab. B
Tab. C
Tab. D
Tab. E
Tab. F
Tab. G

Lavoratori

Conviventi

Lavoratori di cui art. 15, ii co. Lavoratori non conviventi Assistenza notturna Presenza notturna Indennita’(valori giorn.) TotaleIndennita’

Vitto e

Alloggio

Assistenza a persone non autosuff. Con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari
PranzoE/o

Colazione

Cena Alloggio
Valori mensili Indennità Valori mensili Valori orari Valori mensili Valori mensili
Autosuff. Non autosuff.
LIV. UNICO 645,61
A 614,86 4,47
AS 726,66 5,27
B 782,55 558,97 5,59
BS 838,45 586,91 5,93 964,22 1,88 1,88 1,63 5,39
C 894,36 648,39 6,26
CS 950,25 6,58 1.092,78 7,14
D 1.117,93 165,31 7,60
DS 1.173,83 165,31 7,93 1.349,92 8,61

 

 

Tredicesima mensilità [7]

Nel mese di dicembre, spetta al lavoratore una mensilità aggiuntiva che, in caso di convivenza, deve comprendere anche l’indennità di vitto e alloggio. Se il contratto ha una durata inferiore a un anno, saranno corrisposti tanti dodicesimi di detta mensilità quanti sono i mesi del rapporto di lavoro.

 

Permessi retribuiti e non retribuiti [8]

Per lavoratori conviventi: 16 ore annue, ridotte a 12 per i lavoratori di livello C, B e B super, nonché per gli studenti di età fra i 16 e i 40 anni per la frequentazione di corsi di studio.

Per lavoratori non conviventi con orario superiore a 30 ore settimanali: 16 ore annue; per i lavoratori non conviventi con orario inferiore a 30 ore settimanali, le ore di permesso devono essere stabilite in proporzione alle ore di lavoro.

Sono altresì previsti 3 giorni lavorativi per lutto familiare per parenti fino al secondo grado e 2 giorni per nascita di un figlio.

Infine, possono anche essere concessi dal datore di lavoro permessi non retribuiti di breve durata.

 

Festività [9]

I seguenti giorni dell’anno sono considerati festivi e il lavoratore ha diritto al riposo e alla ordinaria retribuzione: 1 gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre, S. Patrono.

Per il rapporto ad ore, le festività verranno retribuite sulla base della normale paga oraria ragguagliata ad un 1/6 dell’orario settimanale.

L’eventuale lavoro nelle festività prevede una retribuzione maggiorata del 60%.

 

Ferie [10]

Il diritto alle ferie è irrinunciabile: 26 giorni lavorativi l’anno da godersi, di norma, nel periodo tra giugno e settembre, salvo diverso accordo tra le parti.

 

Assenze [11]

Le assenze del lavoratore debbono essere tempestivamente giustificate al datore di lavoro e le assenze non giustificate entro il quinto giorno, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerare giusta causa di licenziamento.

 

Matrimonio [12]

Qualora il lavoratore contragga matrimonio, ha diritto a un congedo retribuito di 15 giorni.

 

Malattia [13]

In caso di malattia, il lavoratore dovrà avvertire tempestivamente il datore di lavoro prima dell’inizio dell’orario di lavoro e dovrà inviare certificazione medica entro il secondo giorno dall’inizio della malattia (per i lavoratori non conviventi, l’invio del certificato medico non è necessario, salvo espressa richiesta del datore di lavoro).

In caso di malattia, al lavoratore, convivente o non convivente, spetta la conservazione del posto per i seguenti periodi:

– per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;

– per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;

per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

 

Infortunio e malattia professionale [14]

Il datore di lavoro deve denunciare all’Inail eventuali infortuni e malattie professionali del lavoratore. La denuncia deve essere presentata:

– entro le 24 ore per quelli mortali o presunti tali;

– entro due giorni dalla ricezione del relativo certificato di infortunio o di malattia professionale, per gli eventi prognosticati non guaribili entro tre giorni;

– entro due giorni dalla ricezione del relativo certificato di prosecuzione, per gli eventi inizialmente prognosticati guaribili entro tre giorni ma non guariti entro tale termine.

Al datore di lavoro spetta la corresponsione della retribuzione per i primi 3 giorni di assenza per infortunio o malattia professionale.

 

Maternità [15]

È vietato adibire al lavoro le donne:

 

– durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;

 

– per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;

 

– durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

 

La lavoratrice madre ha quindi diritto a 5 mesi di congedo di maternità (i due mesi precedenti alla presunta data del parto e i 3 mesi successivi al parto). Tali periodi devono essere computati nell’anzianità di servizio. Dall’inizio della gravidanza, purché intervenuta nel corso del rapporto di lavoro, e fino alla cessazione del congedo di maternità, la lavoratrice non può essere licenziata, salvo che per giusta causa.

 

Scatti di anzianità [16]

Per ogni biennio presso lo stesso datore di lavoro, al lavoratore spetta il 4% di aumento della retribuzione minima contrattuale, fino ad un massimo di 7 scatti.


[1] Art. 10 CCNL lavoro domestico.

[2] Art. 13 CCNL lavoro domestico.

[3] Art. 15 CCNL lavoro domestico.

[4] Art. 16 CCNL lavoro domestico.

[5] Art. 14 CCNL lavoro domestico.

[6] Art. 33 CCNL lavoro domestico.

[7] Art. 38 CCNL lavoro domestico.

[8] Art. 20 CCNL lavoro domestico.

[9] Art. 17 CCNL lavoro domestico.

[10] Art. 18 CCNL lavoro domestico.

[11] Art. 21 CCNL lavoro domestico.

[12] Art. 23 CCNL lavoro domestico.

[13] Art. 26 CCNL lavoro domestico.

[14] art. 28 CCNL lavoro domestico.

[15] Art.24 CCNL lavoro domestico.

[16] Art. 36 CCNL lavoro domestico.

 


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