Scuola: sanzioni disciplinari degli insegnanti
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6 Feb 2016
 
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Scuola: sanzioni disciplinari degli insegnanti

Se gli insegnanti violano i doveri previsti dalla legge e dal CCNL, si applicano delle sanzioni disciplinari diverse in base alla gravità della violazione; vediamo quali sono.

 

Le sanzioni disciplinari si applicano agli insegnanti che abbiano violato i doveri previsti dal CCNL, dal D.Lgs. 297/1994, D.M. 28/11/2000, Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e, dal D.Lgs. 150/2009, Ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Le diverse sanzioni previste dalle norme vigenti sono:

 

avvertimento scritto per mancanze lievi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri di ufficio;

 

censura (scritta e motivata) per mancanze non gravi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri di ufficio;

 

sospensione dall’insegnamento (fino a 15 giorni) comporta il divieto di esercitare la funzione docente, con la perdita del trattamento economico; per avere rifiutato, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, senza giustificato motivo, la collaborazione richiesta dall’autorità disciplinare procedente; per aver reso dichiarazioni false o reticenti;

 

sospensione dall’insegnamento (fino a tre mesi) comporta il divieto di esercitare la funzione docente, con la perdita del trattamento economico; per condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del danno derivante dalla violazione, da parte del dipendente, degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell’amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento;

 

sospensione dall’insegnamento (da oltre un mese a sei mesi) comporta il divieto di esercitare la funzione docente, con la perdita del trattamento economico; nei casi previsti per la sospensione fino ad un mese qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità; uso dell’impiego ai fini di interesse personale; atti in violazione dei propri doveri che pregiudichino il regolare funzionamento della scuola e per concorso negli stessi atti; abuso di autorità;

 

sospensione dall’insegnamento (di sei mesi e successiva utilizzazione permanente in compiti diversi dall’insegnamento) comporta il divieto di esercitare la funzione docente, con la perdita del trattamento economico; per condanna a pene detentive non inferiori nel massimo a tre anni pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici o della sospensione dall’esercizio della potestà dei genitori;

 

destituzione per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione; per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie; per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza; per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell’esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi; per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio; per gravi abusi di autorità;

 

licenziamento disciplinare (con preavviso) per assenza priva di valida giustificazione superiore a tre nell’arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall’amministrazione; ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’amministrazione per motivate esigenze di servizio;

 

licenziamento disciplinare (senza preavviso) per falsa attestazione della presenza in servizio; per falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell’instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera; per reiterazione nell’ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell’onore e della dignità personale altrui; per condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l’estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro.

 

 

Riabilitazione

Trascorsi due anni (o cinque anni nel caso di sospensione dall’insegnamento per un periodo di sei mesi e successiva utilizzazione permanente in compiti diversi dall’insegnamento) dalla data in cui è stata inflitta la sanzione, può essere chiesta la riabilitazione. Se la richiesta è accolta il docente è riabilitato e gli effetti della sanzione, con esclusione di quelli retroattivi, sono resi nulli (art. 501 del D.Lgs. 297/94).

 

Il D.Lgs.150/09 ha abrogato l’articolo del Testo Unico relativo ai procedimenti di riabilitazione, mantenendo in vigore solo l’articolo che prevede l’istituto. Quindi allo stato attuale non sono più definite le modalità con cui si può accedere alla riabilitazione.

 

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