Minimi e Forfettario, come si calcolano i contributi previdenziali
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7 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Minimi e Forfettario, come si calcolano i contributi previdenziali

Contributi Inps Gestione Separata, artigiani e commercianti, casse dei professionisti: come e quanto devono versare i contribuenti minimi e gli aderenti al forfettario.

 

Anche se il nuovo regime fiscale agevolato Forfettario (istituito dalla Legge di Stabilità 2015 [1] e modificato dalla Legge di Stabilità 2016 [2]) presenta molti punti in comune col regime dei contribuenti Minimi [3], vi sono sostanziali differenze nel calcolo del reddito, che si traducono, oltreché nella determinazione delle imposte, anche nella quantificazione dei contributi previdenziali.

 

Le differenze riguardano sia i soggetti aderenti ai regimi agevolati imprenditori, che i liberi professionisti: vediamo, in questa breve guida, come si calcolano i contributi previdenziali dovuti dalle varie categorie.

 

 

Liberi professionisti contribuenti minimi: calcolo dei contributi

Per i liberi professionisti aderenti al regime dei minimi, il calcolo dei contributi è differente a seconda della gestione previdenziale di appartenenza: ogni cassa professionale, difatti, ha le sue regole nella determinazione sia dell’imponibile, che dell’aliquota contributiva, che di eventuali minimali o contributi integrativi (per quanto concerne gli avvocati, si veda il nostro vademecum alla Cassa Forense).

 

Le regole, invece, sono le medesime per tutti i professionisti “senza cassa”, cioè gli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps.

 

L’aliquota dovuta alla Gestione Separata Inps, per i minimi, è pari, nel 2016, al:

 

24%, se iscritti ad altre gestioni previdenziali, o pensionati;

 

27,72%, se iscritti alla Gestione Separata in via esclusiva.

 

L’aliquota del 31,72% è invece quella valida per i lavoratori parasubordinati (co.co.co.).

 

Il reddito imponibile su cui calcolare i contributi dovuti alla gestione separata si determina, semplificando, sottraendo ai compensi annui le spese inerenti all’attività, o le spese promiscue (al 50%). In pratica, l’imponibile è dato da compensi meno spese (ed eventuali perdite pregresse), così come esposti nel rigo LM6 del Modello Unico (meno il rigo LM9).

 

 

Liberi professionisti contribuenti minimi: pagamento dei contributi

L’importo dei contributi si ottiene applicando l’aliquota dovuta al reddito imponibile; oltre all’importo a saldo, il 16 giugno dell’anno di effettuazione della dichiarazione dei redditi si deve pagare anche il 40% della contribuzione totale dovuta in acconto; un ulteriore 40%, quale secondo acconto, si deve poi pagare entro il successivo 30 novembre.

 

Il modello F24, recante saldo ed acconti dovuti alla Gestione Separata, deve essere compilato:

 

– col codice PXX, se soggetti all’aliquota piena;

 

– col codice P10, se soggetti all’aliquota ridotta;

 

-per importi rateizzati, i codici sono PXXR e P10R;

 

-per gli importi dovuti a titolo d’interessi (la maggiorazione è pari allo 0,40% se il saldo ed il primo acconto sono versati entro il mese successivo alla scadenza), il codice è DPPI.

 

 

Artigiani e commercianti contribuenti minimi: calcolo dei contributi

Per gli artigiani ed i commercianti aderenti ai contribuenti minimi, le aliquote relative alla contribuzione Inps (gestione artigiani e commercianti)sono pari, nel 2016, al:

 

23,10% per gli artigiani;

23,19% per i commercianti;

20,10% per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;

20,19% per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

 

Il reddito imponibile si calcola, per gli imprenditori contribuenti minimi, allo stesso modo dei liberi professionisti aderenti a tale regime(con alcune differenze in merito alle deduzioni): pertanto, l’imponibile si ricava, semplificando per grandi linee, sottraendo le spese ai ricavi.

 

Qualora, però, il reddito così ottenuto sia minore di 15.548 euro, viene preso in considerazione questo ammontare come reddito minimale: in parole povere, anche se il lavoratore ha guadagnato zero, i contributi Inps sono calcolati come se avesse guadagnato 15.548 euro (ammontare valido per il 2016).

 

 

Artigiani e commercianti contribuenti minimi: pagamento dei contributi

Conseguentemente all’applicazione del reddito minimale, la contribuzione minima obbligatoria da liquidare, per artigiani e commercianti aderenti al regime agevolato, ammonta, per il 2016, a:

 

3.599,03 euro(3.591,59 contributo I VS più 7,44 contributo maternità) per gli artigiani;

 

3.613,02 euro(3.605,58 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i commercianti;

 

3.132,59 euro(3.125,15 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;

 

3.146,58 euro(3.139,14contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

 

I contributi sul minimale, anche per i minimi, devono essere versati in 4 rate di pari importo, entro le seguenti scadenze:

 

1° rata: 16 maggio 2016;

2°rata: 22 agosto 2016;

3° rata: 16 novembre 2016;

4° rata: 16 febbraio 2017.

 

I contributi sul reddito eccedente il minimale (calcolato, come abbiamo detto, in base a ricavi meno costi e perdite pregresse: nel Modello Unico, rigo LM6 meno, eventualmente, rigo LM9) devono invece essere versati entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi:

 

– entro il 16 giugno 2016, a titolo di saldo 2015, e primo acconto 2016;

 

-entro il 30 novembre 2016, a titolo di secondo acconto 2016.

 

Gli importi eccedenti il minimale relativi ai redditi 2016 sono dunque spostati, rispettivamente, al giugno ed al novembre 2017.

 

 

Liberi professionisti forfettario: calcolo dei contributi

I liberi professionisti aderenti al forfettario, invece, hanno un modo totalmente differente di calcolare il reddito, sebbene, per le start up, la tassazione sia uguale a quella dei contribuenti minimi (pari al 5%).

 

Il reddito dei professionisti aderenti al regime Forfettario, difatti, si determina decurtando i compensi con un coefficiente di redditività, pari, per la categoria, al 78%.

In pratica, su 10.000 euro di compensi annui, il professionista forfettario ha un imponibile di 7.800 euro, sul quale devono essere calcolati i contributi, applicando le vigenti aliquote; non può, però, dedurre alcuna spesa (eccetto i contributi previdenziali e le perdite pregresse).

 

Per quanto concerne le aliquote contributive, valgono le osservazioni già fatte per i contribuenti minimi: il calcolo è differente a seconda della cassa professionale di appartenenza; per i senza cassa iscritti alla Gestione separata, l’aliquota dovuta è pari al 27,72%, per gli iscritti in via esclusiva, ed al 24%, per i pensionati e gli iscritti ad altra gestione.

 

Le considerazioni già effettuate valgono anche per il pagamento dei contributi.

 

 

Artigiani e commercianti forfettario: calcolo dei contributi

Anche per quanto concerne artigiani e commercianti aderenti al forfettario il calcolo del reddito imponibile è effettuato applicando un coefficiente ai ricavi.

 

In particolare, il coefficiente è diverso a seconda dell’attività esercitata. Vediamoli tutti nella seguente tabella:

 

Settore di attività Coefficiente di redditività
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso) 40%
Commercio di alimenti e bevande 40%
Commercio ambulante di alimenti e bevande 54%
Costruzioni e attività immobiliari 86%
Intermediari del commercio 62%
Servizi di alloggio e attività di

ristorazione

40%
Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

78%
Altre attività economiche 67%
Industrie alimentari e delle bevande 40%

 

 

Ad esempio, se un grossista guadagna, in un anno, 30.000 euro, il suo reddito imponibile è pari a 12.000 euro (il suo 40% appunto): su tale cifra devono essere applicate le aliquote contributive stabilite dalla Gestione Inps artigiani e commercianti (viste nel precedente paragrafo).

 

Per il 2016 è previsto uno sconto del 35%, per gli aderenti al forfettario, sulla contribuzione dovuta: nessuna esenzione, invece, sul pagamento dei contributi sul minimale (prevista per il solo anno 2015).

 


[1] L.190/2014.

[2] L. 208/2016.

[3] D.L. 98/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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