Da oggi cancellati oltre 40 reati: in vigore le depenalizzazioni
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6 Feb 2016
 
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Da oggi cancellati oltre 40 reati: in vigore le depenalizzazioni

Niente più procedimento penale per chi guida senza patente, ingiuria un’altra persona, si apparta in auto commettendo atti osceni in luogo pubblico, danneggia i beni di vicini di casa, si appropria di cose smarrite.

 

Diventa operativa da oggi la monolitica opera di depenalizzazione approvata dal governo Renzi, che porta fuori dal codice penale oltre 40 illeciti. Dalle ore 00.00 di questa notte, dunque, non sono più puniti come reati comportamenti come la guida senza patente, l’ingiuria, gli atti osceni in luogo pubblico, gli atti contrari alla pubblica decenza, il danneggiamento, i piccoli e grandi dispetti condominiali, la falsità in scrittura privata, l’appropriazione di cose smarrite. Non sarà più reato neanche il furto da parte di un comproprietario: per cui, se Tizio e Caio sono cointestatari della stessa auto e l’uno dei due la sottrae all’altro non potrà più essere punito con il codice penale. Allo stesso modo, chi troverà su una panchina un cellulare smarrito dal proprietario e lo terrà per sé non commetterà più alcun reato.

 

Alcuni di questi reati vengono trasformati in semplici illeciti amministrativi (al pari delle multe o dell’emissione di assegni senza provvista) e, per essi, scatterà una sanzione fino a 30mila euro (gli importi sono nettamente più elevati di quelli previsti precedentemente dal codice penale); gli altri reati, invece, vengono trasformati in illeciti civili: per cui, in tal caso, sarà la vittima a dover citare il colpevole in un giudizio di risarcimento del danno e, al termine, il giudice dovrà comminare un’ulteriore multa (si pensi al caso emblematico della ingiuria). Per conoscere l’elenco dettagliato delle vecchie e delle nuove sanzioni, leggi la nostra scheda sulle depenalizzazioni.

 

Il principio del favor rei e la retroattività delle nuove regole più favorevoli ai colpevoli comporterà che non potranno essere puniti neanche coloro che hanno posto tali reati prima della approvazione della riforma ma che ancora non hanno subìto una sentenza irrevocabile: i procedimenti in corso si chiuderanno (per gli illeciti amministrativi, gli atti passeranno dalla Procura della Repubblica alla competente autorità amministrativa) mentre quelli definiti con sentenza ancora non definitiva potranno essere oggetto di impugnazione ai fini dell’assoluzione perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

 

Ecco i principali reati previsti dai due decreti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri.

 

 

I PRINCIPALI REATI DEPENALIZZATI

 

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA

Falsità in scrittura privata (Art. 485)

Falsità in foglio firmato in bianco. Atto privato (Art. 486)

Falsità su un foglio firmato in bianco diverse da quelle previste dall’articolo 486. Atto privato (Art. 488)

Uso di atto falso. Atto privato (Art. 489, co. 2)

Soppressione, distruz. e occultam. di scritture private vere (Art. 490)

 

REATI CONTRO LA MORALITÀ E BUON COSTUME

Atti osceni (Art. 527, co. 1)

Pubblicazioni e spettacoli osceni (Art. 528, co. 1 e 2)

 

REATI CONTRO LA PERSONA

Ingiuria (Articolo 594)

 

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Sottrazione di cose comuni (Art. 627)

Danneggiamento semplice (Art. 635, co. 1)

Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (Art. 647)

 

CONTRAVVENZIONI DI POLIZIA

Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto (Art. 652 commi 1-2)

Abuso della credulità popolare (Art. 661)

Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive (Art. 668, co. 1, 2 e 3)

Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio (Art. 726)

 

REATI IN MATERIA DI STUPEFACENTI

Mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico (art. 28, co. 2 del Dpr 309/1990)

 

REATI IN MATERI DI PREVIDENZA

Omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali

(Art. 2 del Dl 463/1983)

 

REATI IN MATERI DI CIRCOLAZIONE STRADALE

Guida senza patente (Art. 116, co. 15, del Dlgs 285/1992)

 

REATI IN MATERI DI RICICLAGGIO

Omessa identificazione (Art. 55, com. 1, del Dlgs 231/2007)

Omessa registrazione (Art. 55, co. 4, del Dlgs 231/2007)

 

REATI IN MATERI DI DIRITTO SOCIETARIO

Impedito controllo ai revisori

(Art. 29 del Dlgs 39/2010)

 

REATI IN MATERI DI DIRITTO FALLIMENTARE

Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari da parte del pubblico ufficiale (Art. 235 del Rd 267/1942)

 

REATI IN MATERI DI ASSEGNO BANCARIO

Emissione di assegno da parte dell’Istituto non autorizzato o con autorizzazione revocata (Art. 117 del Rd 1736/1933)

 

INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA

Interruzione volontaria della propria gravidanza senza l’osservanza delle modalità indicate dalla legge (Art. 19, co. 2, della legge 194/1978)

 

REATI IN MATERI DI PUBBLICA SICUREZZA

Violazione delle norme per l’impianto e l’uso di apparecchi radioelettrici privati (Art. 11 del Rd 234/1931)

 

REATI IN MATERI DI DIRITTO D’AUTORE

Abusiva concessione in noleggio   (Art. 171-quater del legge 633/1941)

 

REATI IN MATERI DI GUERRA

Omissione di denuncia di beni (Art. 3 del decreto legislativo luogotenenziale 506/1945)

 

REATI IN MATERI DI MACCHINE UTENSILI

Alterazione del contrassegno di macchine (Art. 15 della L. 1329/1965)

 

REATI IN MATERI DI COMMERCIO

Installazione o esercizio di impianti in mancanza di concessione (Art. 16 del Dl 745/1970)

 

REATI IN MATERI DI CONTRABBANDO – VIOLAZIONI DOGANALI

Contrabbando nel movimento delle merci attraverso i confini di terra e gli spazi doganali (Art. 282 del Dpr 43/73)

Contrabbando nel movimento delle merci nei laghi di confine (Art. 283 del Dpr 43/1973)

Contrabbando nel movimento marittimo delle merci (Art. 284 del Dpr 43/1973)

Contrabbando nel movimento delle merci per via aerea (Art. 285 del Dpr 43/1973)

Contrabbando nelle zone extra-doganali (Art. 286 del Dpr 43/1973)

Contrabbando per indebito uso di merci importate con agevolazioni doganali (Art. 287 del Dpr 43/1973)

Contrabbando nei depositi doganali (Art. 288 del Dpr 43/1973)

Contrabbando nel cabotaggio e nella circolazione (Art. 289 del Dpr 43/73)

Contrabbando nell’esportazione di merci ammesse a restituzione di diritti (Art. 290 del Dpr 43/1973)

Contrabbando nell’importazione od esportazione temporanea (Art. 291 del Dpr 43/1973)

Altri casi di contrabbando (Art. 292 del Dpr 43/1973)

Pena per il contrabbando in caso di mancato o incompleto accertamento dell’oggetto del reato (Art. 294 del Dpr 43/1973)

 

 

La relazione dell’ufficio massimario della Cassazione

Con una corposa relazione (scaricabile cliccando qui), l’Ufficio del massimario della Suprema Corte ha fornito un inquadramento degli aspetti fondamentali dell’intervento normativo di depenalizzazione, mettendone in luce i risvolti critici.

In particolare, il documento esamina tutti gli aspetti della riforma: dall’esclusione di alcuni illeciti dal codice penale, sino alle sanzioni pecuniarie civili introdotte, non trascurando una disamina in merito all’abrogazione della fattispecie di ingiuria e la modifica del reato di danneggiamento.

Tra i gli snodi problematici, secondo l’Ufficio del massimario, «la coesistenza sistemica tra il fatto ritenuto non più di interesse penale, ma pur sempre sanzionato a livello amministrativo, e quello, in via astratta più grave e quindi ritenuto ancora bisognoso della tipizzazione penale, ma in concreto non punito, ove ritenuto inoffensivo».

Ciò consegue all’adozione, da parte del legislatore, di due strumenti (depenalizzazione e tenuità del fatto) finalizzati all’eliminazione dei reati, c.d. bagatellari.

Il documento, peraltro, evidenzia come tale criticità possa acuirsi con riferimento a quelle fattispecie, prima in forma aggravata ed ora in forma autonoma, rimangono nella sfera del penalmente rilevante, ma che in concreto potrebbero determinare la non punibilità del reo, ove valutate di particolare tenuità.

L’Ufficio del massimario, inoltre, manifesta perplessità in relazione alla disciplina della fattispecie aggravata fondata sulla reiterazione dell’illecito depenalizzato, rilevando come la formulazione delle disposizioni relative possa suscitare dubbi di costituzionalità, dubbi che potrebbero essere eventualmente attenuati con un’interpretazione delle norme ispirate alla giurisprudenza dell’Unione Europea.


 


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Commenti
8 Feb 2016 andrea pirondi

Interessante….