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News Pubblicato il 6 febbraio 2016

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News Avvocati: arriva l’equo compenso nelle parcelle

> News Pubblicato il 6 febbraio 2016

La proposta di legge del CNF nei contratti con i clienti più forti per tutelare l’onorario minimo dell’avvocato.

 

Non è il ritorno delle tariffe minime, ma qualcosa di simile: la proposta contenuta nel disegno di legge del CNF, che potrebbe essere tradotta in un emendamento alle misure appena varate dal Governo sul lavoro autonomo, inserisce l’istituto dell’equo compenso in favore dell’avvocato. In buona sostanza, tutte le volte in cui il professionista avrà a che fare con un “cliente forte”, come banche e assicurazioni, non ci sarà convenzione che tenga: le parcelle dovranno obbligatoriamente prevedere un minimo che sarà determinato da una Commissione di valutazione presso il ministero della Giustizia.

Il riferimento è a tutti quei rapporti contrattuali che avvengono, in via massiva, con grandi committenti e operatori economici: vi rientrano innanzitutto le imprese di grosse dimensioni (si pensi a quelle di telefonia per il recupero dei crediti), ma anche altri professionisti, società tra professionisti ed enti pubblici. In questo modo si vuol mettere un freno alla diffusa pratica della presenza di clausole “capestro” non rispettose della proporzione tra il compenso previsto e la quantità e la qualità del lavoro svolto dal legale su mandato della impresa.

La Commissione per la valutazione dell’equo compenso nella professione forense sarà formata da rappresentanti istituzionali e del mondo produttivo; ad essa spetterà altresì il compito di individuare gli operatori economici a cui si applicherà la nuova misura.

Viene, di conseguenza, stabilita la nullità di tutte le clausole contrattuali che prevedano condizioni economiche contrarie all’equo compenso; la proposta definisce inoltre le tipologie di clausole ritenute abusive in quanto realizzano un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente.

Risultato: se il committente impone all’avvocato un corrispettivo più basso dell’equo compenso, quest’ultimo, anche a termine mandato, potrà agire con un decreto ingiuntivo per il recupero delle differenze.

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Autore immagine: 123rf com

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