Blocco auto: così Equitalia lascerà a piedi gli italiani
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7 Feb 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Blocco auto: così Equitalia lascerà a piedi gli italiani

Ci vorranno almeno 6 anni per sbloccare l’automobile dal fermo di Equitalia.

 

Chiedere un pagamento dilazionato ad Equitalia non conviene più, o meglio, non conviene per chi ha già subìto un fermo amministrativo sull’auto. Questo perché l’istanza di rateazione, presentata dal contribuente, e la successiva autorizzazione dell’ufficio di Equitalia, non comporta più, come in passato, la cancellazione di eventuali fermi o ipoteche iscritti in precedenza (cancellazione che avveniva con il puntuale pagamento della prima rata). Quindi, il debitore, anche se si ravvede e inizia a pagare regolarmente la cartella esattoriale, non potrà ugualmente utilizzare la propria auto fino al pagamento dell’ultima rata. Il che significa per almeno sei anni, atteso che la maggior parte delle rateazioni richieste ad Equitalia (ed anche la più semplice da ottenere) è di 72 rate.

 

È questa l’aberrante situazione che si è venuta a creare a seguito dell’approvazione del decreto legislativo sulla riforma fiscale [1], in vigore già da ottobre scorso, che ha modificato il decreto sulla riscossione esattoriale [2]. A farne le spese sono solo gli sfortunati: questo perché non sempre Equitalia si attiva con la stessa tempestività nei confronti di tutti i morosi. Per alcuni, infatti, le ganasce fiscali scattano quasi immediatamente, alla scadenza dei sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Per altri, invece, trascorrono anche diversi anni. Conseguenza: chi avrà avuto la fortuna di non ricevere l’iscrizione del fermo auto, presentando l’istanza di rateazione eviterà che, per il futuro, possano essere iscritte misure cautelari (appunto, fermo amministrativo o ipoteche); invece, chi si è visto appioppare immediatamente il fermo se lo porterà dietro per tutta la rateazione.

 

Ad accorgersi di questa chirurgica operazione legislativa sono stati tutti i contribuenti che, in questi mesi, hanno ricevuto un fermo amministrativo. Fino allo scorso ottobre, chi aveva subìto il blocco dell’auto, e perciò era costretto a non utilizzare più il proprio mezzo, poteva rimediare alla grave situazione, andando allo sportello di Equitalia, presentando l’istanza di pagamento dilazionato e versando la prima rata. Questo però ha portato numerosi abusi: diversi contribuenti, difatti, dopo aver fatto ciò, provvedevano a vendere il mezzo o a intestarlo ad un parente, smettendo poi di pagare la rateazione, così decadendo dal beneficio. In questo modo, riuscivano ad evitare che, per il futuro, l’Agente per la riscossione potesse nuovamente iscrivere la misura cautelare, non trovando più l’auto tra i beni del debitore. Per evitare ciò, il Governo ha riscritto la norma, eliminando la possibilità di cancellare il fermo al pagamento della prima rata. Recita, infatti, la nuova norma: “Sono fatti comunque salvi i fermi e le ipotesche già iscritti alla data di concessione della rateazione”.

 

È chiaro, però, che la riforma va a tutto svantaggio degli onesti e di chi, effettivamente in grosse difficoltà economiche, ora non potrà utilizzare per ben sei anni l’automobile, dovendo circolare a piedi o con i mezzi pubblici. Si pensi a chi utilizza il mezzo per procacciarsi il lavoro o per raggiungere la fabbrica posta a numerosi chilometri di distanza. O a chi ha necessità di continue visite o è solo anziano e si stanca facilmente. E a chi crederà di risolvere il problema comprando una nuova auto provvisoria, si ricorda che non esistono norme che pongano un limite massimo di fermi auto: Equitalia ben potrebbe bloccare anche la seconda. Esiste, in realtà, solo una circolare interna emessa dall’Agente della Riscossione che stabilisce, per debiti fino a 2mila euro, la possibilità di massimo un fermo auto, ma non è una norma giuridica e, pertanto, la sua applicazione non può essere invocata davanti al giudice.


[1] D.lgs. n. 159/2015 art. 10, co. 1 n. 2.

[2] D.P.R. n. 602/1973.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
8 Feb 2016 nicola

e come sempre accade, per colpa di pochi – pagano tutti.

 
9 Feb 2016 Maurizio pisano

Più che altro si dovrebbe capire che tutto il sistema e basato su delle regole (leggi) anticostituzionali in cui prevale la volontà di umiliare con azioni punitive chiunque

 
9 Feb 2016 Pippo pluto

Auto a noleggio e FUCK a tutti!!!!

 
14 Feb 2016 PELOSI MAURO

EQUITALIA VA DEMOLITA SIG.RI EQUITALIA LAVOLUTA CON TUTTALA FORZA BERSANI E RENZI COMPLICA LA SITUAZIONE SPERIAMO CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE MANDI A CASA IL GOVERNO CHE NE HA COMBINATE TANTE E LE STA COMBINANDO.
MAURO P