Annullamento testamento: testatore incapace di intendere e volere
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7 Feb 2016
 
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Annullamento testamento: testatore incapace di intendere e volere

Annullabilità del testamento olografo per incapacità del testatore: solo nel caso di incapacità assoluta la prova spetta a chi si vuol valere della scheda.

 

Per annullare il testamento a causa dell’incapacità del de cuius non è sufficiente che questi presentasse una semplice alterazione delle proprie facoltà psichiche ed intellettive, né è necessario, dall’altro lato, che tale infermità sia per forza permanente (potendo anche essere transitoria). Tutti ciò che richiede la legge è che, a causa di detta incapacità, il soggetto sia stato privo, in modo assoluto, al momento della redazione delle ultime volontà, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

 

Onere della prova

Poiché lo stato di capacità costituisce la regola (e, quindi, si presume sempre), mentre quello di incapacità è l’eccezione, spetta a chi impugni il testamento dimostrare l’incapacità naturale del testatore.

 

Se però il de cuius era affetto da incapacità totale e permanente, spetta su chi voglia avvalersi del testamento provarne la corrispondente redazione delle ultime volontà in un intervallo di piena lucidità da parte del testatore. Si pensi al caso del soggetto interdetto o inabilitato, nel qual caso l’incapacità legale è già essa stessa fonte di nullità del testamento, salvo prova contraria.

 

 

Le modalità di impugnazione del testamento olografo

In ultimo la Corte ricorda che, per impugnare il testamento olografo, non è sufficiente la semplice contestazione della scrittura, ma è necessario un apposito giudizio rivolto all’accertamento della sua autenticità. Di tanto la stessa Corte aveva dato già ulteriore chiarimento in una sentenza della settimana scorsa (leggi “Testamento olografo: come contestarne l’autenticità”), peraltro aderendo a un orientamento già varato, di recente, dalle Sezioni Unite [2].


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 24 novembre 2015 – 4 febbraio 2016, n. 2239
Presidente Mazzacane – Relatore Migliucci

Svolgimento del processo

1. C.L. conveniva lavanti al Tribunale di Firenze B.C. e M.M. , quest’ultima quale esercente la potestà sul figlio minore B.S. , per sentire dichiarare la nullità del testamento olografo redatto il 26 febbraio 2004 di B.P. , che aveva istituito eredi le controparti revocando il precedente testamento olografo del 3 aprile 2002 a favore di essa attrice. A sostegno dell’azione, questa deduceva la nullità della seconda scheda testamentaria, per mancanza di data e di autografia e comunque per incapacità naturale del testatore.
Le convenute si costituivano separatamente in giudizio contestando la fondatezza della domanda avversa e chiedendo in via riconvenzionale l’accertamento della qualità di eredi di B.P. .
Con sentenza del 5 dicembre 2007, il tribunale dichiarava nullo ex art. 591 comma 3 cod.civ. il testamento olografo del 26 febbraio 2004 e la C. erede universale in virtù del precedente del 3 aprile 2002, ritenendo in via preliminare e assorbente l’incapacità naturale del testatore, affetto da una grave malattia che lo aveva portato alla morte

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[1] Cass. sent. n. 2239/16 del 4.02.2016.

[2] Cass. sent. n. 12307/2015.

 


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