Daniela Rotunno
Daniela Rotunno
8 Feb 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Merce difettosa o non funzionante: garanzia per l’acquirente

Vizi sui prodotti al consumo: garanzia legale prevista dal Codice del Consumo e garanzia del produttore, la tutela del consumatore.

 

Avete acquistato da poco un computer oppure un nuovo telefono cellulare e dopo pochi giorni avete scoperto che non funziona perfettamente. Cosa fare, avvalersi della garanzia o esercitare il diritto di recesso? Quali sono i vostri diritti?

In primo luogo, non tutti sanno che il diritto di recesso, cioè la restituzione entro dieci giorni lavorativi del bene in cambio della somma pagata, non è sempre possibile. Infatti è praticabile solo per le compravendite a distanza o stipulate fuori dai locali del commerciante (acquisti da televendite, telefonici, on line).

Per tutti gli altri casi bisognerà rivolgersi al rivenditore del bene per attivare la garanzia.

 

 

Quali sono i tipi di garanzia?

Il nostro ordinamento [1] prevede una disciplina generale sulla garanzia dei prodotti secondo cui il venditore deve garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso per cui è stata acquistata o ne diminuiscano il valore. Sul compratore grava l’onere di denunciare tali vizi entro 8 giorni dalla scoperta, salvo che il venditore non ne abbia riconosciuto l’esistenza o li abbia occultati. Questa garanzia si prescrive entro un anno dalla consegna del prodotto.

Nel caso in cui il compratore sia un consumatore, il legislatore appronta una maggiore tutela secondo le norme del Codice del Consumo [2] che introducono una garanzia legale. La garanzia legale si applica solo ai contratti conclusi tra consumatore e venditore e non anche ai contratti tra professionisti.

Infine, quasi tutte le case produttrici offrono una garanzia convenzionale (soprattutto nel settore dell’elettronica) fornita dal produttore, la quale non è obbligatoria ed è prevista per una durata limitata di tempo.

La presenza di una garanzia convenzionale non esclude, tuttavia, l’operatività della garanzia legale prevista dal Codice del Consumo. Vi sarà in tal caso una maggior tutela degli interessi del consumatore, che potrà valutare quale delle due garanzie richiedere.

 

 

Quali difetti sono coperti dalla garanzia?

Possono essere denunziati non solo i difetti di fabbricazione del prodotto (c.d. difetti costruttivi), ma anche la non conformità dello stesso: vale a dire che un prodotto anche se funzionante può non essere idoneo all’uso perché non compie quelle attività decantate dal rivenditore o promesse dalla campagna pubblicitaria di quel bene o riportate nell’etichetta.

 

 

Quanto dura la garanzia di legge?

Tale garanzia ha una validità di due anni dalla data di consegna del bene. Il consumatore deve comunicare al rivenditore il difetto entro due mesi dalla scoperta dello stesso. Una direttiva europea ha introdotto la garanzia legale anche per la vendita di prodotti usati: la durata è sempre di due anni, ma può essere ridotta ad un anno se i contraenti lo convengono.

La legge prevede che la verifica dei difetti scoperti nei primi sei mesi dalla data di consegna del bene, sia sempre a carico del venditore, poiché si presume che i vizi esistessero già al momento dell’acquisto. Successivamente spetterà al consumatore dimostrare che i difetti non siano stati causati da una sua condotta o comunque da un uso non appropriato del bene.

 

 

Sostituzione o riparazione?

Secondo quanto previsto dal Codice del Consumo, in presenza di vizi di conformità, spetta al consumatore scegliere se chiedere la riparazione o la sostituzione del prodotto. La riparazione sarà da preferire in presenza di vizio lieve e comunque non si può scegliere il rimedio che si riveli più oneroso per il rivenditore. La scelta ricadrà invece sulla sostituzione se il bene acquistato manca del tutto delle qualità promesse o quando non è possibile riparare il bene. L’applicabilità della garanzia di legge prevede che nessun costo, né di trasporto, né di sostituzione di pezzi, sia dovuto dal consumatore.

 

 

Cosa succede se il rivenditore non accetta il bene in riparazione?

Una volta scoperto il vizio di conformità del bene occorre comunicarlo, oralmente o per iscritto, al rivenditore entro due mesi; se questi ne riconosce l’esistenza, nessun problema. In caso contrario occorrerà inviare al rivenditore una lettera di messa in mora, invitandolo a prendere il bene in riparazione. Se il rifiuto persiste, il consumatore potrà denunciare il comportamento del venditore alla Polizia Municipale ed anche all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato. Allo stesso modo, se il rivenditore o il produttore hanno indotto in errore il consumatore sull’esistenza o sulle modalità di esercizio della garanzia legale di conformità si può richiedere l’intervento dell’Antitrust a tutela del consumatore: una volta accertata la violazione L’Antitrust impone la cessazione della condotta contraria alla legge, sanzionando i soggetti responsabili fino ad un massimo di 5 milioni di euro.


[1] Artt. 1490 e ss. cod. civ..

[2] Artt. 128 e ss. D.Lgs. 206/2005.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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