Comunicazione dati conducente: la seconda multa entro 90 giorni
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9 Feb 2016
 
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Comunicazione dati conducente: la seconda multa entro 90 giorni

Decurtazione punti dalla patente: mancata comunicazione e applicazione della seconda multa, i termini entro cui la polizia deve inviare la notifica.

 

In caso di contravvenzione stradale, la seconda multa, in caso di mancata comunicazione dei dati del conducente, deve essere notificata entro tempi stretti: 90 giorni dalla violazione. È quanto chiarisce una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto [1]. Ma procediamo con ordine.

 

Se la polizia rileva una violazione del codice della strada in un tratto ove la contestazione non può essere immediata, e quindi il conducente non può essere fermato al momento dell’infrazione (si pensi, per esempio, alle strade in cui il Prefetto consente l’utilizzo dell’autovelox con la presenza della pattuglia o in modalità “fissa”), la multa deve essere spedita direttamente a casa del proprietario dell’auto entro 90 giorni dalla violazione. A quest’ultimo vengono assegnati alcuni importanti termini che iniziano a decorrere tutti dal ricevimento del verbale (se non ritirato e quindi depositato, dal postino, presso la Casa Comunale, il termine inizia a decorrere dopo 10 giorni dalla notifica del secondo avviso contenente la comunicazione di tale adempimento):

 

30 giorni per fare opposizione al giudice di pace: se scade tale termine, il verbale, anche se nullo, diventa definitivo e la multa non può più essere contestata neanche quando arriva la cartella di pagamento di Equitalia;

 

– 60 giorni per pagare (diversamente non si può più ottenere il pagamento in misura ridotta). Se il pagamento avviene, però, nei primi 5 giorni (decorrenti dalla contestazione immediata della multa o dalla notifica della sanzione) si può ottenere un ulteriore sconto del 30%;

 

60 giorni per fare ricorso al Prefetto: si tratta di un ricorso in via amministrativa, gratuito, ma che non consente la garanzia di terzietà che, invece, il ricorso giudiziario offre;

 

60 giorni per comunicare alla polizia – se richiesto – i dati dell’effettivo conducente del mezzo: tale comunicazione serve al fine di sottrarre i punti dalla patente nei confronti del vero responsabile dell’illecito e non del proprietario del veicolo, che potrebbe non essere stato alla guida al momento dell’infrazione.

 

Se il proprietario dell’auto non effettua tale ultima comunicazione dei dati dell’effettivo conducente, subisce una seconda multa [2] pari a una somma da euro 286 a 1.142 euro.

 

Qui interviene la sentenza in commento: detta successiva multa, per omessa o incompleta comunicazione dei dati del conducente, deve intervenire entro massimo 90 giorni dalla violazione. Violazione che, evidentemente, si identifica, temporalmente, con la data di scadenza entro cui tale comunicazione doveva pervenire oppure con la data in cui perviene la comunicazione, ma essa non fornisce, senza giustificato motivo, i dati del conducente.

 

Facciamo un esempio per comprendere meglio.

Una multa viene notificata il 1.01.2016. Entro 60 giorni, e quindi entro il 29.02.2016, il conducente deve inviare la comunicazione con i dati del conducente. Se non lo fa, il termine di 90 giorni per la notifica della seconda multa inizia a decorrere il 1.03.2016. Se invece invia una comunicazione, ma questa è incompleta o negativa, ed essa viene spedita il 31.01.2016, la seconda multa deve arrivare entro 90 giorni a decorrere dal 1.02.2016.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

In Nome del Popolo Italiano

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO

       Il Giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, ha emesso la seguente

SENTENZA

     nel procedimento civile in primo grado recante il n. 4930/2015 del Ruolo Generale ed avente ad Oggetto: Opposizione a verbale di contestazione per sanzione amministrativa di complessivi € 214,08 oltre spese di notifica, promossa da:

     M.G., elettivamente domiciliata in Massafra   5 presso lo studio dell’Avv. Tommaso M., che la rappresenta e difende, giusta mandato a margine del ricorso ricorrente

contro

       R.C. in persona del Sindaco p.t., con delega al Comando P.M. in p. F.D., Francesca T.                                                                                                                 resistente

Conclusioni per la ricorrente:

il Giudice

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[1] G.d.P. Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. n. 3840/15 del 3.12.2015.

[2] Art. 126 bis cod. str.

 

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Commenti
20 Feb 2016 Stefano Cavallazzi

Scusate l’ingerenza, magari non ho capito bene, ma la sentenza Cassazione 2014 n. 18754, citerebbe un principio differente. Infatti, ha detto di valutare anche la congruità del tempo impiegato per l’accertamento.
Nel caso, il verbale ex art. 180/8 era stato emesso 6 mesi dopo la scadenza (ricorso Min.Dif.-verbale CC). Per la cassazione, la data di commissione sarebbe relativa alla sola prescrizione ex L. 689. Ho capito bene?