Opzione Part Time per la pensione, come fare domanda
Lo sai che?
9 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Opzione Part Time per la pensione, come fare domanda

Uscita anticipata flessibile dal lavoro con part time: i chiarimenti dell’Inps sulla spettanza del beneficio e sulle modalità di richiesta.

 

Arrivano, finalmente, i primi chiarimenti operativi dell’Inps, in merito alla fruizione dell’Opzione Part Time per la pensione: in particolare, l’Istituto ha spiegato come accedere al beneficio e quali categorie di lavoratori ed aziende sono legittimati a richiederlo.

 

Una notizia senz’altro positiva per chi vuole iniziare ad uscire gradualmente dall’impiego, lavorando con orario ridotto negli ultimi anni, senza però subire penalizzazioni nella pensione.

 

 

Opzione part time: beneficiari

L’Opzione part time, prevista dalla legge di Stabilità 2016 [1], può essere richiesta dai seguenti soggetti:

 

– lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO);

 

– lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti alle forme sostitutive dell’Ago (ad esempio ex- Enpals, Fondo volo, etc.).

 

I lavoratori, per richiedere l’Opzione Part Time, devono possedere i seguenti requisiti:

 

– avere in corso un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato;

 

– maturare entro il 31 dicembre 2018 il diritto alla pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi.

 

Ricordiamo che il requisito anagrafico previsto nel triennio 2016-2018 per la pensione di vecchiaia è:

 

66 anni e 7 mesi per gli uomini;

 

65 anni e 7 mesi per le donne lavoratrici dipendenti del settore privato; per queste ultime, il requisito è innalzato a 66 anni e 7 mesi dal 1° gennaio 2018.

 

 

Opzione part time: come funziona

L’Opzione part time consiste nel ridurre l’orario di lavoro in misura compresa tra il 40% e il 60% (sia con part time verticale, che misto o orizzontale).

 

Nonostante la riduzione dell’orario, al dipendente sono riconosciuti, a carico dell’Inps, i contributi figurativi sulla retribuzione persa, fino alla maturazione del requisito di età: in pratica, pur lavorando part time, il dipendente ha diritto alla contribuzione in misura piena, come se lavorasse full time.

 

Per di più, è corrisposto al dipendente in busta paga un bonus mensile, pari ai contributi Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti, in pratica i contributi per la pensione) persi a causa del part time, a carico del datore di lavoro.

 

Il bonus è esente da contributi e imposte.

 

 

Opzione part time: come fare domanda

Per accedere all’agevolazione, il lavoratore interessato deve, innanzitutto, richiedere la certificazione dell’Inps che attesti la sussistenza dei requisiti contributivi e di età (estratto conto certificativo).

 

Ovviamente, il dipendente deve poi accordarsi col datore di lavoro, in merito alla riduzione dell’orario: raggiunto l’accordo, lavoratore e azienda devono stipulare un regolare contratto di lavoro part time, secondo quanto previsto dal nuovo Testo Unico sui contratti [2]: gli effetti del nuovo contratto restano, però, sospesi sino alla data di accoglimento della domanda da parte dell’Inps, e decorrono dal primo giorno del periodo di paga mensile successivo alla data di accoglimento.

 

In seguito, il contratto deve essere sottoposto alla DTL (Direzione territoriale del lavoro) competente per l’autorizzazione, che deve essere rilasciata entro 5 giorni dalla presentazione della domanda.

 

A questo punto, l’azienda deve inviare la domanda telematica all’Inps, che provvede ai controlli di congruità rispetto alla copertura finanziaria prevista, e che può eventualmente prenotare le risorse necessarie: l’accoglimento dell’istanza da parte dell’Istituto completa l’iter e dà il via libera alla fruizione delle agevolazioni.


[1] L. 208/2015.

[2] D.lgs. 81/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti