Come togliere il fermo amministrativo
Lo sai che?
9 Feb 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Come togliere il fermo amministrativo

Blocco auto di Equitalia: come impugnare il fermo amministrativo se l’auto serve come strumento dell’attività lavorativa o per recarsi al lavoro.

 

Come avviene il fermo auto

Il fermo amministrativo è una misura posta da Equitalia sull’automobile del contribuente debitore di somme verso l’erario il quale, pur avendo ricevuto la notifica della cartella esattoriale, non abbia provveduto per tempo al pagamento. La cartella deve essere pagata entro 60 giorni dalla notifica, tuttavia non per questo, alla scadenza di tale termine, scatta in automatico il fermo. Equitalia, infatti, potrebbe preferire altre misure di coercizione (per esempio, procedendo al pignoramento del conto corrente) oppure attendere svariati mesi prima di attuare il blocco dell’auto. In ogni caso, qualora dovesse decorrere un anno di tempo dalla notifica della cartella, Equitalia non è tenuta a notificare (così come invece avviene prima dell’esecuzione forzata) l’intimazione di pagamento.

 

Prima della notifica del fermo auto il contribuente deve comunque ricevere il preavviso di fermo e solo dopo può avvenire l’iscrizione del fermo presso il PRA.

 

In particolare, Equitalia può iscrivere il fermo quando è scaduto il termine di:

 

– 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento;

– 30 giorni in caso di notifica di accertamento esecutivo, dopo i quali le somme sono affidate in carico a Equitalia ai fini dell’esecuzione forzata.

 

 

Preavviso di fermo

L’iscrizione del fermo auto deve essere preceduta da una comunicazione inviata al debitore e ai coobbligati contenente l’avviso che, se entro 30 giorni non si procede al pagamento delle somme iscritte a ruolo, avrà luogo l’iscrizione del fermo.

 

Il preavviso di fermo può essere impugnato come la normale cartella esattoriale.

 

Solo dopo il decorso di tali 30 giorni Equitalia può disporre il fermo auto.

Equitalia non è tenuta a fornire comunicazione dell’avvenuta iscrizione del fermo.

 

 

Come si toglie il fermo auto

In caso di contribuente o soggetto coobbligato che esercita attività di impresa o professione

questo può impedire l’iscrizione del fermo dimostrando che il veicolo che Equitalia intende sottoporre a fermo è strumentale alla propria attività d’impresa o professionale.

 

Si registrano a riguardo due orientamenti differenti, uno più restrittivo e l’altro più favorevole al contribuente:

 

– conta solo l’auto di lavoro: secondo alcuni, il fermo non può essere apposto solo su quei beni relativi all’organizzazione del lavoro e, quindi, facenti parte dell’impresa o dell’attività professionale. Si pensi, ad esempio, all’escavatore per un’impresa edile, all’autovettura per l’agente di commercio, al furgone per il trasporto merci per il negoziante di mobili. In pratica, l’auto deve far parte del complesso di beni e strumenti necessari a mandare avanti l’attività stessa. Sarebbe quindi necessario dimostrare che il bene sia stato registrato come “strumentale” nella contabilità dell’azienda e negli stessi bilanci o nella dichiarazione dei redditi.

Secondo tale interpretazione, il fermo può essere invece iscritto sull’auto che serve per recarsi al lavoro, in quanto non è un bene strumentale all’attività, ma strumentale alla persona, al lavoratore;

 

– conta anche l’auto del lavoratore: secondo una tesi più ampia, invece, il fermo non può essere apposto neanche all’auto che serve al contribuente per lavorare o recarsi sul posto di lavoro, sia esso da dipendente o da autonomo. Si pensi al caso del lavoratore subordinato, quando la sede dell’azienda sia molto distante da casa e non possa essere raggiunta con mezzi pubblici, o al professionista che utilizzi il mezzo per raggiungere i propri clienti (per il mediatore immobiliare o per l’idraulico), le udienze (per l’avvocato) oppure la clinica (per il medico).

A tale ultima interpretazione hanno aderito la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (che ha ritenuto illegittimo il fermo amministrativo sull’auto del lavoratore dipendente) e la Commissione Tributaria Provinciale di Perugia (che ha ritenuto illegittimo il fermo amministrativo sull’auto dell’avvocato).

 

 

La prova

Prova dell’utilizzo strumentale potrebbe essere fornita con l’esibizione presso lo sportello dell’Agente della riscossione di apposita istanza corredata da:

 

– copia della fattura di acquisto del mezzo;

– copia del certificato di proprietà del veicolo;

– copia del libretto di circolazione del mezzo che identifichi la codifica attribuita agli Uffici competenti;

– copia di stralcio del registro dei beni ammortizzabili (o registro degli acquisti) ove sia riscontrabile la presenza del bene ammortizzabile (o già interamente ammortizzato).

 

 

Termine per chiedere la cancellazione del fermo

Il contribuente deve richiedere la cancellazione del fermo sull’auto strumentale al lavoro entro 30 giorni dalla comunicazione preventiva dando dimostrazione della strumentalità del bene al lavoro. Si ritiene però che tale termine non sia perentorio. C’è però chi sostiene che la dimostrazione tardiva renderebbe la richiesta di cancellazione priva di effetti.

 

 

La rateazione

Con la riforma della legge sulla riscossione, la richiesta di dilazionare il pagamento della cartella esattoriale in rate non comporta più (al pagamento della prima rata) la cancellazione del fermo. Il blocco auto, quindi, rimane per tutta la durata della rateazione. Equitalia tuttavia ieri ha annunciato che il fermo amministrativo può essere almeno sospeso se il contribuente ottiene un piano di rateizzazione e paga la  prima rata (proprio come avveniva in passato, con la differenza che ciò implicherà solo la sospensione e non la cancellazione del fermo, misura quest’ultima che sarà disposta solo a pagamento integrale avvenuto, ossia col versamento dell’ultima mensilità).

A chi dimostrerà l’adempimento della prima rata della dilazione, Equitalia rilascerà un’apposita comunicazione con la quale il debitore potrà recarsi negli uffici del Pra (Pubblico registro automobilistico) o direttamente online, per effettuare l’annotazione della sospensione e riprendere a utilizzare il veicolo. Questo provvedimento voluto dall’amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, consente di neutralizzare gli effetti del fermo amministrativo con la dilazione del debito.

 

Tale previsione, tuttavia, non è contenuta in nessuna norma di legge e, pertanto, poiché le direttive interne di Equitalia non sono fonte del diritto, qualora l’Agente della Riscossione non risponda all’istanza del cittadino o la rigetti senza motivo, quest’ultimo non avrà possibilità di agire davanti al giudice a difesa di un proprio diritto che, come detto, mancando una norma specifica, ancora non esiste.

 

 

Ricorso per annullamento del fermo

Il contribuente può sempre impugnare il fermo per ragioni attinenti alla legittimità della pretesa di Equitalia. Di certo, non si può impugnare la misura per vizi attinenti al merito del tributo, poiché i termini per sollevare contestazioni di tale tipo sono ormai spirati (60 giorni dalla notifica della cartella). Tuttavia, se alcuna cartella è mai stata notificata, il preavviso di fermo è impugnabile per mancata dell’atto presupposto (appunto la cartella esattoriale).

 

Il fermo può essere altresì impugnato per errori nella procedura come:

 

– errata notifica della cartella;

 

– mancata notifica del preavviso di fermo;

 

– mancato rispetto dei termini minimi tra preavviso e fermo;

 

 

Giudice competente per l’annullamento del fermo

Chi intende ricorrere per la cancellazione del fermo auto deve farlo presso il giudice competente a decidere sulla cartella esattoriale non pagata. Infatti il fermo non è un atto esecutivo e quindi non è competente il giudice dell’esecuzione, ma quello sul merito della pretesa. Dunque, la competenza è così ripartita:

 

– fermo per mancato pagamento di multe: giudice di Pace

– fermo per mancato pagamento di tasse: Commissione Tributaria

– fermo per mancato pagamento di contributi previdenziali e Inail: tribunale ordinario, sezione Lavoro

 


[1] Ctp Milano sent. n. 9202 del 29.10.2015.

[2] CTP Perugia, sent. n. 40/15.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
 
 
Commenti