Revoca di patente se provochi un incidente in stato di ebbrezza
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9 Feb 2016
 
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Revoca di patente se provochi un incidente in stato di ebbrezza

Guida sotto l’effetto dell’alcol: si applica in automatico la sanzione accessoria della revoca della patente di guida.

 

Chi commette un incidente a causa della propria condizione di guida, perché sotto gli effetti dell’alcol, subisce in automatico la revoca della patente. E ciò vale anche se, nel procedimento penale, l’imputato ottiene le attenuanti generiche. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

 

La vicenda

Un uomo veniva condannato per aver circolato alla guida di un autoveicolo – di altrui proprietà – in stato di ebbrezza (con un tasso alcol emico di 2,75 mg/l); la sanzione penale veniva applicata con l’aggravante perché il conducente ubriaco aveva provocato un incidente stradale.

 

 

La sentenza

Per giurisprudenza ormai costante, quando nel conducente sia accertato un tasso alcolico superiore all’1,5 mg/l e lo stesso provochi un incidente stradale, la revoca della patente è automatica e non può essere evitata neanche dal fatto che al reo vengano riconosciute le attenuanti generiche (ed anche se quest’ultime siano ritenute equivalenti alla aggravante dell’aggravante dell’aver provocato l’incidente).

 

Gli Ermellini, pertanto, confermano quanto già affermato in pregevoli pronunce: il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti, che conduca all’esclusione dell’operatività dell’aggravante sul piano sanzionatorio, non può fare venire meno la configurazione giuridica del reato aggravato, cioè non assume alcun rilievo ai fini della applicazione delle sanzioni amministrative accessorie. Pertanto la revoca della patente resta immutata e non può essere scontata.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 18 novembre 2015 – 8 febbraio 2016, n. 4985
Presidente Romis – Relatore Ciampi

Ritenuto in fatto

1. Con l’impugnata sentenza resa in data 7 maggio 2014 la Corte d’Appello di Trieste, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Udine del 7 febbraio 2013, appellata da M. C. e, in via incidentale, dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Trieste, ha aumentato la pena inflittta all’imputato in quella di mesi otto di arresto ed € 2300,00 di ammenda, confermando nel resto la impugnata decisione.
2. Il M. era stato tratto a giudizio per rispondere del reato previsto e punito dall’art. 186, commi 1 e 2 lett. c) e 2 bis codice della strada per aver circolato, alla guida del veicolo tipo BMW 525, targato BX 646 VE di altrui proprietà, in stato di ebbrezza dovuto all’assunzione di bevande alcoliche, essendo stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcol emico superiore a 1,50 (2,75 g/I). Con le aggravanti di aver provocato un incidente stradale e di aver commesso il fatto alle ore 3,50.
3. Avverso tale decisione ricorre in cassazione a mezzo del difensore il M. denunciando sotto più profili violazione di legge, vizio di motivazione e mancata assunzione di prova decisiva.

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[1] Cass. sent. n. 4985/16 dell’8.02.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 

 


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