Bollo auto storiche e auto d’epoca
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9 Feb 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Bollo auto storiche e auto d’epoca

Quando un’auto può dirsi storica o d’epoca e quand’è che non si paga il bollo?

 

Le auto storiche e d’epoca sono poche, le auto semplicemente vecchie invece sono moltissime. Nel sentire comune, un veicolo che ha più di 20 anni di vita diventa auto d’epoca e il bollo non va più pagato. Ma questo non corrisponde a verità o, quanto meno, il requisito anagrafico non è sufficiente.

 

 

Che cosa si intende per auto d’epoca

È bene chiarire innanzitutto cosa si intende per auto d’epoca. Secondo quanto previsto dal codice della strada [1], sono veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, non più in linea, nei dispositivi e negli equipaggiamenti, alle vigenti disposizioni in materia di circolazione stradale. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri, su richiesta del proprietario, previa verifica del mezzo da parte di un tecnico della Motorizzazione Civile.

La loro circolazione è vietata, salvo in occasione di manifestazioni o raduni autorizzati (con foglio di via e targa provvisoria [2]): in questi casi, i veicoli devono essere provvisti di una particolare autorizzazione rilasciata dall’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri territorialmente competente, su richiesta degli organizzatori della manifestazione comprensiva dell’elenco delle vetture partecipanti.

Il riconoscimento del titolo di auto d’epoca necessita dell’iscrizione in specifici registri previsti dalla legge (come ASI, Storico Lancia, Storico Fiat) e dell’ottenimento di un certificato di rilevanza storica e collezionistica.

 

 

Differenza tra auto d’epoca e auto storiche

I veicoli di interesse storico e collezionistico, rispetto alle auto d’epoca, possono circolare, sempre che posseggano i requisiti previsti dalla legge per quella tipologia di vettura. Per essere considerata “storica”, la vettura deve ottenere il certificato di rilevanza storico collezionistica, previa analisi del mezzo da parte di un tecnico del Dipartimento per i Trasporti terrestri, ed iscrizione ad uno degli specofici registri riconosciuti dalla legge (come ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI).

 

 

Il pagamento del bollo

La legge di stabilità 2015 [3] ha cancellato tutte le agevolazioni fiscali di cui in passato godevano le auto di età compresa tra i 20 e 30 anni, riservandole solo alle vetture con più di 30 anni.

È bene ricordare, però, che ciascuna Regione ha, in materia di tassa automobilistica, la propria normativa e quindi ci si è chiesti, in tal caso, quali disposizioni dovessero essere applicate. In merito, il Ministero delle Finanze [4] ha precisato che, nonostante il gettito del bollo auto finisca nelle casse delle Regioni, la tassa automobilistica non può ritenersi “tributo proprio della Regione” (in linea con quanto precisato più volte dalla Corte Costituzionale [5]). Le norme regionali che hanno mantenuto le agevolazioni sono pertanto incompatibili con la legge statale e devono ritenersi abrogate. In buona sostanza: le auto esenti da bollo sono solo quelle che hanno compiuto i 30 anni.


[1] Art. 60 C.d.S.

[2] Art. 99 C.d.S.

[3] Art. 1, comma 666, della legge 190/2014 che ha abrogato i commi 2 e 3 dell’art. 63 della 342/2000 dove si disponeva l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per i veicoli storici a decorrere dall’anno in cui si compiva il ventesimo anno dalla loro costruzione.

[4] Ministero dell’Economia e delle Finanze, risoluzione n. 4/DF dell’1/4/2015.

[5] C. Cost. sent. n. 296/2003; 311/2003; 455/2005; 451/2007.

 


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Commenti
12 Feb 2016 Michele Santoro

Gentilissimo Sig. Marasco, buona sera innanzitutto, sono Michele e le scrivo dalla provincia di Roma una delle poche regioni d’Italia più ladre in senso di pagamento di bollo (noi nel Lazio per il 2015 abbiamo sborsato un 15% in più rispetto al vecchio e tramandato bollo poiché, le nostre auto BELLE e DECOROSE ma essendo regolarmente Iscritte presso i dovuti registri anzi alcune con doppie certificazioni ma per loro sfortuna sono considerate inquinanti poiché facenti parti delle euro 0 ed qualcuna euro 1). Le vorrei chiarire un piccolo particolare in merito ai veicoli d’interesse storico ed in particolare che codesti veicoli non necessariamente devono essere conservati presso dei museo ed uscire quell’una tantum che Lei tanto dichiara ma al contrario, questi veicoli e mi creda io ne ho 4 e pur non avendo tempo devo per forza di cosa qualche volta farle uscire a turno per poterle muovere e tenerle in esercizio pena deperimento di molti organi meccanici importanti (le dico questo che io personalmente in varie occasioni presso l’officina dove mi servo vengo strigliato dal meccanico il quale, mi raccomanda di farle camminare un po’ di più ma sia un po’ per il tempo ed un po’ per pigrizia non lo riesco a fare. Comunque ad ogni modo io esprimo il mio giudizio in merito a questa Legge che è davvero tanto miseramente BALORDA proprio come chi l’ha proposta ed attuata nella Legge di Stabilità del 2015. Finisco con il dire che ahimè questo settore è crollato a pezzi e basta guardare su internet quante belle auto vengono proposte in vendita a prezzi ridicoli e pertanto quanti ricambisti di vario genere lamentano un forte e drastico calo delle vendite del settore tanto da indurre a chi le ha in garage di liberarsene manco fossero un grandissimo peso. Complimenti al governo Italiano ed a tutti quelli che lo compongono siamo arrivati alla frutta ma cercate ancora come spremerci per bene……!!!!! Siamo stanchi di essere trattati così!!! Ormai non rimane per me solo che cambiare definitivamente registro e farvi provare una volta per tutte quello che fate assaporare a noi giornalmente. (cioè tristezza ed amarezza per cosa per una belle passione)
In bocca a lupo a tutti i veri appassionati saluti Michele da Civitavecchia.