Bolletta dell’acqua: ingiunzione fiscale nulla se la società è privata
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10 Feb 2016
 
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Bolletta dell’acqua: ingiunzione fiscale nulla se la società è privata

Recupero dei crediti per il canone dell’acqua: la concessionaria partecipata non può emettere ingiunzioni fiscali contro i morosi.

 

Sono illegittime le ingiunzioni fiscali emesse dalle società concessionarie del servizio idrico, anche se partecipate dal Comune o da altra pubblica amministrazione: lo grida a gran voce la Corte di appello di Milano, con una sentenza [1] che farà parlare perché mette in ballo numerose aziende concessionarie del servizio di somministrazione di acqua potabile.

 

L’ingiunzione fiscale a carico dei morosi, prevista dal Regio Decreto del 1910 sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato [2] può essere utilizzato per recuperare i crediti solo quando il creditore è un soggetto pubblico. Nel caso della società privata, invece, sebbene partecipata di secondo grado di enti territoriali, siamo in presenza di un soggetto privatistico. Il fatto che la compagine sia qualificata come ente pubblico economico e soggetta a controlli contabili è del tutto irrilevante. Ciò, infatti, non la trasforma in pubblica amministrazione in senso stretto.

 

Risultato: le ingiunzioni fiscali – tipiche piuttosto di Equitalia o degli altri agenti locali per la riscossione esattoriale – possono essere impugnate davanti al giudice ordinario e, in tal modo, annullati. Nulla quindi sono tenuti a versare alcunché gli utenti che, per tutti questi anni, hanno ricevuto avvisi di mora come se fossero ingiunzioni di carattere tributario, solo per costringerli a pagare subito e tutto. E ciò a fronte di canoni spesso sproporzionati al servizio reso: non è un mistero, difatti, che gran parte della rete idrica nazionale sia un colabrodo (paghiamo una addizionale sulla bolletta per un rinnovo delle tubature che non è mai avvenuto) e, quand’anche l’acqua arrivi nei nostri rubinetti, spesso non è neanche potabile. Situazione, quest’ultima, che ha già visto la giurisprudenza riconoscere agli utenti la decurtazione dalla bolletta e un risarcimento del danno.

 

 

La vicenda

Con la sentenza in commento, il Tribunale ha accolto l’opposizione avanzata da un utente che si era visto notificare l’ingiunzione fiscale per il pagamento dell’acqua potabile e per le altre voci relative a depurazione e fognature dalla società che gestisce il servizio idrico integrato. Il provvedimento è però risultato emesso da un soggetto che non aveva i poteri, laddove la concessionaria è, e resta, una società di capitali.

 

 

La motivazione della sentenza

È vero: l’ingiunzione fiscale prevista dal Regio decreto del 1910 ha perso ormai la funzione di precetto e titolo esecutivo, ma conserva comunque l’attribuzione di atto impositivo con efficacia accertativa della pretesa erariale. E la norma che disciplina la materia è una disposizione speciale che non può essere oggetto di interpretazione estensiva o analogica, in quanto deroga al meccanismo previsto dal codice di procedura civile per il recupero del credito: meccanismo che prevede, per la generalità dei casi, e in particolar modo quando ad agire è un soggetto privato, il ricorso per decreto ingiuntivo.

 

Dunque, la società partecipata dalla pubblica amministrazione, ma con forma di società privata non può emettere l’ingiunzione fiscale: il pareggio di bilancio è ormai un principio costituzionale ma da solo non basta a mutare la natura giuridica della compagine, che pure risulta soggetta a controlli amministrativi.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI MILANO

– SEZIONE UNDICESIMA CIVILE –

Il Giudice, dott.ssa Ilaria Gentile, in composizione monocratica, ha pronunciato ai sensi dell’art. 281 quinquies co. 2 cpc la seguente:

SENTENZA

nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 62917/2011 R.G. in data 18.10.2011, promossa

da:

KE. S.R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore, corrente in Opera, di seguito per brevità: “KH.”,

rappresentata e difesa dall’avv. Ca.ZU. del foro di Monza e con lo stesso elettivamente domiciliata in Milano, presso A.T. Soc. coop. a r.l., giusta procura speciale alle liti ed elezione di domicilio a margine dell’atto di citazione in opposizione;

– Attrice opponente –

contro:

AM. S.R.L., corrente in Milano, in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa dall’avv. Ma.RI. e con lo stesso elettivamente domiciliata in Bollate (MI), giusta procura speciale alle liti ed elezione di domicilio a margine della comparsa di costituzione e risposta;

– Convenuta opposta –

OGGETTO: opposizione a ingiunzione ex artt. 2 e 3 r.d. 14.04.1010 n. 639 – somministrazione di 

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[1] C. App. Milano, sent. n. 1599/16.

[2] Art. 2 del Rd 639/1910.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
11 Feb 2016 Antonio Mangino

Sembra di capire che il ragionamento dei giudici di Milano sia applicabile a tutte le aziende concessionarie di servizi pubblici se rivestono forme societarie di diritto privato.

 
17 Feb 2016 Paolo Ronzani

quindi anche per il canone rai