Spese per babysitter e mantenimento: ordinarie o straordinarie?
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10 Feb 2016
 
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Spese per babysitter e mantenimento: ordinarie o straordinarie?

Separazione dei coniugi: la spesa per la babysitter rientra nell’assegno di mantenimento o si considera spesa straordinaria da dividere al 50%?

 

Chi paga le spese per la babysitter, dopo la separazione dei coniugi? Tali importi devono considerarsi compresi nell’assegno di mantenimento essendo spese ordinarie, oppure vanno considerati come uscite straordinarie e, pertanto, da dividere a metà? La soluzione non è chiara agli operatori del diritto atteso che diversi tribunali offrono soluzioni differenti.

 

Ad esempio, secondo il protocollo siglato dal tribunale di Bergamo, le spese di babysitter si considerano straordinarie e, quindi, gravanti al 50% sia sul coniuge affidatario che sull’altro. Opposta la visione del tribunale di Varese, secondo il cui protocollo, invece, detti importi si considerano spese ordinarie.

 

Ed ancora, secondo il protocollo adottato dal tribunale di Vicenza e di Firenze, sono da considerarsi straordinarie le spese per la babysitter solo in caso di malattia dei figli o del genitore collocatario in mancanza di strutture gratuite o della disponibilità dell’altro genitore o di parenti disponibili.

 

Infine, secondo il protocollo dei Tribunali di Sondrio e Pistoia, le spese di babysitter sono straordinarie solo se rese necessarie per impegni lavorativi di entrambi i genitori, in caso di malattia della prole al di sotto dei 12 anni e/o del genitore affidatario, in mancanza di alternative gratuite (ad es. strutture pubbliche/scolastiche, genitore non affidatario, parenti disponibili).

 

Il tribunale di Roma è recentemente intervenuto sulla questione [1] sostenendo che le spese per babysitter, servizio dovuto alla separazione dei coniugi, devono essere sostenute da entrambi i genitori. E ciò vale anche se il coniuge assegnatario della prole non lavora full time, ma ha ottenuto una riduzione dell’orario di lavoro: ciò, infatti, non giustifica l’esenzione dal pagamento da parte dell’altro, che è obbligato a partecipare all’esborso.

 

 

La vicenda

Nel giudizio di separazione tra due coniugi, la moglie, con la quale vivevano i due figli, gemelli, iscritti al primo anno della scuola media inferiore, chiedeva che il marito partecipasse alle spese ordinarie e straordinarie per il loro mantenimento. L’uomo si opponeva, in particolare, al pagamento del servizio di babysitter, ricordando come la moglie non lavorasse più a tempo pieno ma bensì part time e di conseguenza avesse più disponibilità per accudire i figli.

 

 

Babysitter: spesa straordinaria anche se il genitore lavora part time

Nella sentenza in commento viene precisato che l’orario ridotto di lavoro della donna non è sufficiente a esentare il marito dal pagamento al 50% del servizio di babysitter, la cui esigenza è nata, oltretutto, a causa della separazione dei due.

 

La sentenza va anche oltre, considerando che “non può essere escluso una volta per tutte che l’esigenza di affidare i bambini a terzi sorga nuovamente in futuro in ragione di un mutato orario lavorativo della madre o in presenza di altre particolari situazioni”.

 

Per semplificare le decisioni di entrambi il giudice dispone che le spese straordinarie siano concordate attraverso una richiesta scritta dell’uno alla quale entro dieci giorni dovrà rispondere, positivamente o negativamente, l’altro e che, in caso di mancata risposta scritta, si considera l’assenso di quest’ultimo.


[1] Trib. Roma, sent. n. 18916/15.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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