Come maturano le ferie
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10 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Come maturano le ferie

Maturazione delle ferie e fruizione: ratei mensili, mesi non lavorati, part time, assunzione e cessazione in corso di mese, assenze che interrompono la maturazione.

 

Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore, previsto dalla legge [1]: si tratta di assenze retribuite finalizzate al recupero psico-fisico del dipendente.

 

Le ferie spettano, in una misura minima stabilita dalla normativa, nello stesso modo a tutti i lavoratori, a prescindere dall’inquadramento e dal settore: i singoli contratti collettivi, però, possono prevedere delle assenze aggiuntive.

 

Tuttavia, le ferie spettanti sono proporzionate al periodo lavorato dal dipendente: vediamo, in questa breve guida, in che misura maturano le ferie, quali assenze retribuite danno diritto alla loro fruizione, e che cosa succede quando una mensilità risulta parzialmente o non lavorata.

 

 

Ferie: maturazione

Le ferie totali spettanti in un anno, nella misura minima prevista dalla legge, sono pari a 4 settimane, cioè a 26 giornate (in quanto non sono computate le domeniche o i diversi giorni di riposo settimanale): tutte le 26 giornate (o il numero superiore previsto dal contratto collettivo applicato), però, spettano soltanto ai dipendenti che hanno lavorato per un anno intero (escluse determinate assenze per le quali la maturazione avviene comunque).

 

Solitamente, la maturazione delle ferie avviene proporzionalmente alle mensilità lavorate: in pratica, per ogni mese matura un rateo di ferie pari a un dodicesimo del totale annuo spettante.

 

Ipotizzando che il contratto collettivo preveda il minimo legale di 26 giornate l’anno di ferie, è dovuto, per ogni mese lavorato, un rateo di 2,166 giornate, pari a 17,28 ore.

 

Il rateo, come abbiamo detto, spetta se il mese è lavorato per intero, o per una frazione pari o superiore a 15 giorni: per fare un esempio, se il lavoratore è assunto il 19 del mese, o viene licenziato il 7 del mese, durante tali mensilità le ferie non maturano (salvo che il contratto collettivo applicato non preveda una disposizione più favorevole, con un proporzionamento delle ferie in base alle giornate, o addirittura alle ore lavorate, e non alle frazioni di mese).

 

 

Ferie: maturazione nel contratto part time

Lo stesso ragionamento, relativo alla spettanza dei ratei mensili, deve essere applicato ai dipendenti con orario part time verticale o misto (nel quale l’attività lavorativa è prevista soltanto in alcune giornate della settimana, del mese o dell’anno): il rateo, difatti, non matura qualora siano lavorate, in un mese, meno di 15 giornate, salvo diversa previsione del singolo contratto collettivo.

 

Nessun ostacolo alla maturazione piena dei ratei, invece, per quei lavoratori aventi un contratto part time orizzontale: con tale tipologia di orario ridotto, difatti, tutte le giornate risultano lavorate, anche se per un minor numero di ore. Pertanto, le ferie spettano, relativamente alle giornate, in misura piena, poiché la riduzione è relativa al solo orario: ad esempio, se Tizio lavora per 6 giorni a settimana, per 3 ore al giorno, spettano, appunto, giornate di ferie da 3 ore ciascuna.

 

 

Durante quali assenze maturano le ferie

Le ferie continuano a maturare anche durante determinate tipologie di assenze, tutelate dalla legge:

 

malattia e infortunio sul lavoro (entro il periodo di comporto);

 

astensione obbligatoria per maternità (2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo, o, con la flessibilità, 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo; se è stata prevista l’astensione anticipata dalla Direzione territoriale del lavoro, le ferie spettano anche durante il maggior periodo di astensione, in quanto comunque obbligatoria);

 

permessi retribuiti, come, ad esempio, quelli per l’assistenza di un familiare portatore di handicap grave (cosiddetti permessi Legge 104), o il congedo matrimoniale;

 

– assenza per l’espletamento di funzioni presso i seggi elettorali.

 

Non maturano le ferie, invece, durante le seguenti assenze:

 

– malattia e infortunio, oltre il periodo di comporto;

congedo parentale;

– assenza per malattia del bambino;

– aspettativa per i lavoratori chiamati a ricoprire cariche pubbliche elettive o funzioni sindacali;

– cassaintegrazione a zero ore;

congedo straordinario per l’assistenza di familiari disabili (nonostante sia retribuito);

– altre tipologie di assenze non retribuite.

 

 

Ferie e malattia

La malattia intervenuta durante le ferie ne interrompe il godimento, qualora la patologia sia tale da impedire la finalità di recupero psico-fisico delle assenze. L’effetto sospensivo si produce a partire dal momento in cui il datore di lavoro viene a conoscenza della malattia (in base a quanto comunicato dal dipendente).

Il datore di lavoro può richiedere la visita fiscale, per verificare se effettivamente la patologia impedisce il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore.

 

 

Godimento delle ferie

La legge dispone il godimento delle ferie, durante l’anno di maturazione, in misura pari ad almeno 2 settimane, possibilmente consecutive; le rimanenti 2 settimane devono essere godute nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione (salvo eventuale deroga da parte di eventuali accordi collettivi, che comunque non possono differire eccessivamente la fruizione dell’astensione dal lavoro, per non pregiudicarne la finalità di recupero psico-fisico).

Se il contratto collettivo prevede ferie ulteriori alle 4 settimane, queste possono essere godute anche successivamente ai 18 mesi posteriori all’anno di maturazione.

 

 

Ferie non godute e divieto di monetizzazione

La normativa stabilisce che le ferie non possono essere monetizzate, e che qualsiasi accordo che prevede un’indennità al posto della loro fruizione è nullo [2].

 

Vi sono, comunque, alcuni casi eccezionali nei quali è possibile erogare un’indennità al posto delle ferie. Le ipotesi, nello specifico, sono:

 

cessazione del contratto di lavoro: il termine del rapporto dà diritto al pagamento delle ferie residue maturate e non godute, in quanto non potrebbero essere altrimenti fruite;

 

periodi aggiuntivi rispetto alle 4 settimane minime, in quanto si tratta di periodi extra rispetto a quelli previsti dalla legge;

 

– mancata fruizione per esigenze aziendali, con impossibilità di successivo godimento in altro momento;

 

– invio del lavoratore all’estero con rinegoziazione delle condizioni contrattuali.

 

 

Ferie e prescrizione

Le ferie, essendo un diritto irrinunciabile, non si prescrivono: ciò che si prescrive è l’indennità prevista per il loro mancato godimento.

Non avendo tale indennità la natura di retribuzione, ma di risarcimento, il termine di prescrizione è di 10 anni, e parte dal momento in cui sarebbe dovuto avvenire il pagamento dell’emolumento, e non dal momento di maturazione delle ferie [3].


[1] D.lgs. 66/2003.

[2] Art. 36 Cost.

[3] Cass. Sent. 10341/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
11 Feb 2016 morra michele

Salve ad oggi o 75 giorni di ferie arretrate,non per colpa mia per il lovoro di straordinario di bidello come si deve procedere si deve trovare un accordo con la segretaria o decide lei da sola. faccio presente tutti gli anni sono in ferie dal 1/7/al 31/8/ poi vatale e pasqua grazie