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Lo sai che? Pubblicato il 10 febbraio 2016

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Lo sai che? Cartella di Equitalia: se non indica il termine per impugnare

> Lo sai che? Pubblicato il 10 febbraio 2016

Va qualificata come agli atti esecutivi l’opposizione che deduce irregolarità formali ed è proposta prima che inizi l’espropriazione: l’indicazione del termine di impugnazione serve solo a chi contesta il merito della pretesa.

Che succede se la cartella di pagamento notificata da Equitalia non indica il termine entro cui il contribuente può impugnarla? Una domanda che in molti si saranno chiesti, specie quando il consulente avrà detto loro che la possibilità di presentare ricorso era ormai scaduta e, invece, sulla cartella non era indicato un termine o era indicato un termine diverso.

I chiarimenti sulla questione vengono forniti da una illuminante sentenza della Cassazione di questa mattina [1].

Preliminarmente bisogna precisare, a chi non è un tecnico dei tribunali, che esistono due forme di opposizione:

– l’opposizione per vizi di forma della cartella (anche detta opposizione agli atti esecutivi), che ricorre, per esempio, se l’atto non è completo in tutti i suoi elementi o viene notificato con un procedimento non corretto;

– l’opposizione per vizi di sostanza della cartella (anche detta opposizione all’esecuzione), che ricorre, per esempio, quando l’importo non è corretto, non è dovuto, è calcolato in modo errato, ecc.

Ebbene, nel primo caso – precisa la Cassazione – la cartella esattoriale non deve necessariamente indicare il termine per impugnare, essendo questo uguale per tutte le cartelle e riferendosi a quello previsto dalle norme del codice di procedura civile [2]: si tratta del termine di 20 giorni, scaduto il quale non è più possibile sollevare contestazioni per vizi formali. Di tanto avevamo già parlato nell’articolo: “Cartelle: il termine di 60 giorni per l’opposizione non vale sempre”.

Qualora invece la cartella non indichi il termine per le opposizioni sul merito della pretesa esattoriale, essa è nulla.

Nella vicenda oggetto della sentenza qui in commento si verteva in merito a una cartella esattoriale per contributi previdenziali non pagati dal datore sulla quale non era presente l’indicazione del termine per l’opposizione. La Corte ha chiarito che “in tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali iscritti a ruolo, ove sia dedotta l’irregolarità formale della cartella, che, essendo un estratto del ruolo, costituisce titolo esecutivo, l’opposizione deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi” per la quale è applicabile il termine ordinario di 20 giorni (previsto dal codice di procedura civile) e non il termine di 40 giorni che riguarda, invece, l’opposizione sul merito della pretesa azionata.

Ne consegue che è irrilevante la mancata indicazione, nella cartella, del termine predetto, in quanto l’obbligo di indicazione dei termini e delle modalità di impugnazione della cartella deve intendersi riferito solo alle impugnazioni sul merito della pretesa azionata.

note

[1] Cass. sent. n. 2647/2016.

[2] Art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 46 del 1999 che rinvia, per la relativa regolamentazione, all’art. 617 cod. proc. civ.

[3] Art. 24, d.lgs. n. 46 del 1999.

Autore immagine: 123rf com

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