Carta di credito smarrita: rimborso anche con denuncia tardiva
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11 Feb 2016
 
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Carta di credito smarrita: rimborso anche con denuncia tardiva

La richiesta di blocco della carta avvenuta solo dopo alcuni giorni dal furto non pregiudica il diritto al risarcimento.

            

Chi perde la carta di credito ha diritto al rimborso dei soldi illegittimamente spesi da terzi anche se chiede il blocco della carta con qualche giorno di ritardo. È quanto chiarito dal Tribunale di Firenze con una recente sentenza [1] con cui è stato condannato l’istituto l’emittente per non aver segnalato le ingenti spese come operazioni anomale. La pronuncia è particolarmente interessante perché spiega al cittadino la via corretta per ottenere il risarcimento.

 

È vero che potrebbe configurarsi un concorso di colpa da parte del titolare della carta di credito per non aver custodito la stessa con la dovuta diligenza richiesta in questi casi. Per cui, nel caso in cui il correntista si accorga solo dopo diversi giorni che la sua carta è andata smarrita, non potrebbe richiedere l’integrale restituzione delle somme sottrattegli, ma solo una parte. Tuttavia – prosegue la sentenza – la legge del 2010 sulla moneta elettronica [2] prevede che, nel caso di furto o smarrimento della carta di credito, il titolare può sopportare un rischio per un importo non superiore a 150 euro. Salvo ovviamente che il suo comportamento sia stato in malafede o macchiato da colpa grave.

 

 

Onere della prova

Con riguardo all’onere della prova, la legge stabilisce [3] che, quando il titolare della carta neghi di aver autorizzato un pagamento, il fatto che sia stata utilizzata la carta stessa non può valere automaticamente come prova contraria a suo sfavore. In definitiva – argomenta la sentenza – si tratta di una legislazione di favore per i consumatori, che deroga alle generali norme del codice civile, adottata per favorire la diffusione dei pagamenti elettronici. La normativa finisce, infatti, per porre a carico dell’intermediario tanto i rischi connessi all’indebito uso della carta, tanto l’onere di dimostrare l’inesistenza del diritto al rimborso (come nel caso di dolo o di colpa grave da parte del titolare).

 

 

La tardiva denuncia di smarrimento

Quanto alla “tardività della denuncia di smarrimento”, secondo il giudice toscano nessuna colpa grave è ravvisabile per il fatto che l’attore abbia avuto contezza dello smarrimento della carta solo dopo otto giorni. Né ciò implica necessariamente che abbia omesso di custodire diligentemente lo carta, ovvero abbia agito in colpa grave. Del resto, non c’è una norma che impone “la verifica periodica e ravvicinata della disponibilità della carta da parte del suo titolare”.

 

Il ricorrente ha dunque diritto al rimborso delle somme addebitategli, detratta unicamente la franchigia di legge (€ 150,00).

 

 

Legittimazione passiva

Il tribunale ha in ultimo chiarito che a dover pagare il rimborso è solo l’istituto emittente la carta e non anche la banca depositaria delle somme sulle quali la carta stessa era appoggiata. “L’onere economico derivante dall’uso indebito della carta non può che gravare che sul soggetto emittente, ente che trae, sostanzialmente in via esclusiva, i vantaggi economici legati alla gestione della carta”.


La sentenza

SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Con atto di citazione ritualmente notificato il Sig. X ha convenuto in giudizio, innanzi alla sezione distaccata di Empoli, Y S.p.A. e BANCA S.p.A., al fine di sentirle condannare al pagamento, in solido tra loro, della somma di € 32.750,85 – oltre interessi legali dal 17.10.2011 sino al saldo effettivo – a titolo di rimborso di somme addebitate in conseguenza di utilizzo illecito, da parte di soggetto terzo ignoto, della carta di credito di cui era titolare.

In particolare, l’attore ha esposto che in data 17.06.2009 aveva stipulato con la BANCA un contratto per l’emissione della carta di credito del circuito Y; che lo stesso aveva regolarmente ricevuto il suddetto strumento di pagamento; che sulla carta di credito l’attore aveva apposto la propria sottoscrizione; che i pagamenti effettuati a mezzo della carta venivano addebitati sul conto corrente intestato all’attore, aperto presso BANCA.

L’attore ha aggiunto che, alla fine di agosto 2011, la carta di credito era stata trafugata o comunque smarrita; che lo stesso, tuttavia, si era accorto del fatto solo in data 03.09.2011, con immediata richiesta a Y di bloccare la carta; che in data

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[1] Trib. Firenze sent. del 19.01.2016.

[2] Art. 7 d.lgs 11/2010 adottato in attuazione della direttiva europea sui servizi di pagamento.

[3] Art. 10 d.lgs 11/2010­.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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