I titoli di credito
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11 Feb 2016
 
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I titoli di credito

Definizione, caratteri, classificazione e ammortamento dei titoli di credito.

 

Il titolo di credito (artt. 1992 e ss.) è «un documento contenente la promessa unilaterale di effettuare una data prestazione a favore di chi lo presenterà al debitore».

 

Tale documento ha le seguenti caratteristiche:

 

— nel momento della sottoscrizione determina la nascita del diritto;

 

rappresenta un credito e ne prova l’esistenza;

 

— attua con la massima speditezza il trasferimento dello stesso, in quanto trasferendo il documento si attribuisce ad altri il diritto in esso incorporato.

 

Funzione dei titoli di credito è la mobilizzazione della ricchezza: favorire, cioè, la circolazione dei beni, rendendola più semplice e più sicura, sia nello spazio che nel tempo.

 

 

Caratteri dei titoli di credito

I titoli di credito presentano i seguenti caratteri:

 

a) l’incorporazione: il diritto è incorporato nel titolo, è trasfuso nel documento sì da far corpo con esso, per cui è sufficiente il possesso del titolo per:

 

— provare l’esistenza del diritto in esso incorporato;

— ottenere la prestazione in esso prevista;

 

b) la letteralità: corollario del principio dell’incorporazione è che il diritto è determinato dal tenore letterale del titolo.

Il contenuto e la portata della promessa, infatti, sono quelli, e soltanto quelli, che risultano documentati dal contesto letterale del titolo. Da ciò consegue che:

— il titolare non può pretendere una prestazione diversa da quella risultante dal documento;

— il debitore non può disconoscere le obbligazioni inserite nel titolo;

 

c) l’autonomia: colui che risulta, in base alla legge di circolazione del titolo, titolare di esso, esercita un diritto proprio, autonomo ed indipendente dai precedenti rapporti intercorsi fra altri titolari e il debitore. Il debitore non può infatti opporre al possessore del titolo le eccezioni personali riguardanti i rapporti con i precedenti possessori, a meno che non si dimostri che il possessore, nell’acquistare il titolo, ha agito intenzionalmente a danno del debitore medesimo (art. 1993, co. 2).

 

 

Classificazioni dei titoli di credito

Dei titoli di credito possono farsi differenti classificazioni:

 

a) In base al rapporto fondamentale (cioè, al rapporto sottostante che ha portato alla creazione del titolo) si distingue tra:

 

—  titolo causale, nel quale, insieme alla promessa, è indicato il rapporto sottostante, alla cui sorte è legato l’adempimento del titolo, anche di fronte ai terzi;

 

—  titolo astratto, in cui, invece, il rapporto fondamentale non è enunciato ed è, perciò, irrilevante nei confronti dei terzi possessori in buona fede del titolo, i quali avranno diritto alla prestazione anche se il rapporto fondamentale non sussiste più, ovvero è viziato.

 

 

b) In relazione al regime di circolazione del titolo si distinguono:

 

—  titoli nominativi, intestati ad una determinata persona; tale intestazione risulta sia dal titolo sia dal registro dell’emittente. Il trasferimento avviene mediante l’annotazione del nome dell’acquirente sul titolo e nel registro dell’emittente o con il rilascio di un nuovo titolo intestato al nuovo titolare;

 

—  titoli all’ordine, intestati anch’essi ad un nome; l’intestazione, però, risulta unicamente dal titolo, e l’emittente non è tenuto a registrarla. Il trasferimento avviene mediante consegna del titolo accompagnato da girata (girata è, appunto, l’ordine di pagare a una determinata persona rivolto dal creditore al debitore);

 

—  titoli al portatore, non intestati ad alcuno. Per il trasferimento è sufficiente la semplice consegna del titolo.

 

 

c) In relazione ai diritti enunciati nel titolo si distinguono:

 

—  titoli di pagamento, che danno diritto a una determinata prestazione di carattere pecuniario (es.: cambiale, assegno);

 

—  titoli rappresentativi, che attribuiscono un diritto diverso dal diritto di credito, e cioè in genere un diritto reale; tali sono la fede di deposito, la nota di pegno, la polizza di carico, la lettera di vettura etc. Questi titoli, che rappresentano una determinata merce, attribuiscono al possessore il diritto alla consegna della merce in essi indicata, in quanto il possesso della merce si trasferisce con il possesso del titolo;

 

—  titoli di partecipazione: che attribuiscono al possessore un determinato status giuridico con i relativi diritti da esso derivanti: tali sono le azioni di società, che attribuiscono lo status di socio con i diritti a esso connessi (partecipazione alle assemblee, diritto di voto etc.).

 

Eccezioni opponibili dal debitore cartolare

Chi è debitore in base a un titolo di credito, per i principi di letteralità e autonomia dei titoli di credito non può esimersi dal pagarlo invocando eccezioni che derivano da rapporti intercorrenti con i precedenti portatori del titolo stesso. Tali ultimi rapporti, in particolare, non influenzano in alcun modo il diritto del portatore.

 

Al portatore del titolo saranno opponibili solo le eccezioni:

 

a lui personali (ad es., compensazione con un credito che il debitore vanta verso il possessore);

reali o assolute, che il debitore può opporre a chiunque.

 

 

Ammortamento dei titoli di credito

Che cosa avviene se il titolo di credito viene smarrito, sottratto o distrutto?

 

La legge tende a far conseguire, a colui che ha perduto il possesso del titolo, un documento che ne faccia le veci ma, allo stesso tempo, si deve tener conto che il titolo originario può continuare a circolare, ingenerando nei terzi l’affidamento sulla sua validità.

 

Per conciliare le opposte esigenze è predisposto un particolare procedimento, cd. ammortamento, volto a eliminare l’efficacia del titolo smarrito, sottratto o distrutto.

 

L’ammortamento è ammesso per i soli titoli allordine e nominativi, non anche per i titoli al portatore. Il legittimo possessore di questi ultimi, qualora li abbia perduti per smarrimento o sottrazione, può denunciare detti eventi all’emittente del titolo, dandone prova, ed avrà diritto alla prestazione solo dopo che sia decorso il termine di prescrizione del titolo stesso (art. 2006).

 

Nel contempo, il titolo continua ad incorporare il diritto per tutto il periodo di prescrizione e può venire legittimamente acquistato da un possessore di buona fede.

 

 

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