Promessa di pagamento, ricognizione di debito e promessa al pubblico
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11 Feb 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Promessa di pagamento, ricognizione di debito e promessa al pubblico

Caratteri generali di promessa al pubblico e ricognizione, differenza tra ricognizione del debito, confessione e negozio di accertamento; caratteri generali della promessa al pubblico.

 

Nozione e natura giuridica di promessa di pagamento e ricognizione di debito

La promessa di pagamento e la ricognizione di debito sono dichiarazioni unilaterali recettizie (in quanto rivolte a un destinatario) e obbligatorie per il dichiarante, che presuppongono una ragione di debito, in vista del quale il soggetto promette o riconosce il debito (art. 1988): ad es., prometto di pagarti 1 euro (promessa di pagamento), riconosco di doverti 1 euro (riconoscimento del debito).

Circa la natura giuridica vi è discordia: secondo la giurisprudenza e una parte della dottrina sono negozi giuridici, in particolare la ricognizione sarebbe un negozio d’accertamento; secondo altri, sono dichiarazioni di scienza.

 

 

Astrazione processuale

La promessa di pagamento e la ricognizione di debito possono essere ritenute fonti di obbligazione solo in senso lato. La loro rilevanza, infatti, non si manifesta sul piano sostanziale ma su quello processuale: la legge, cioè, presume esistente e valido, fino a prova contraria, il rapporto fondamentale, spostando l’onere della prova della sua inesistenza o invalidità su colui che si è obbligato con la dichiarazione (principio dell’inversione dell’onere della prova).

Il fenomeno in esame (astrazione processuale) va distinto da quello dell’astrazione sostanziale, che si verifica nei titoli di credito. In questi, infatti, l’astrattezza determina l’inopponibilità ai terzi di eccezioni riguardanti il rapporto fondamentale; tali eccezioni si riferiscono ad un rapporto diverso da quello cartolare, che ha nella formazione del titolo, ed in ciò che in esso viene scritto, il proprio fatto costitutivo.

 

 

Differenza tra ricognizione del debito e confessione

La giurisprudenza solitamente distingue la ricognizione di debito dalla confessione in base alla differente natura giuridica. Infatti, mentre considera la ricognizione una dichiarazione di volontà, diversamente individua nella confessione una dichiarazione di scienza. In particolare:

 

– la confessione è un’ammissione di fatti, il riconoscimento è un’ammissione di rapporti giuridici;

– il riconoscimento comporta l’inversione dell’onere della prova, la confessione comporta la prova dei fatti, salvo la revoca per errore di fatto o per violenza (art. 2732).

 

Parte della dottrina (BRANCA; contra CARNELUTTI, ANDRIOLI) ritiene che quando la promessa di pagamento e la ricognizione di debito siano titolate, contengono cioè riferimento al rapporto fondamentale, esse integrino una vera e propria confessione in quanto l’indicazione del rapporto fondamentale costituirebbe confessione dello stesso.

 

 

Differenza tra ricognizione del debito e negozio di accertamento

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale:

 

– il riconoscimento del debito costituisce una dichiarazione di natura negoziale (Cass. 6625/1988), con l’effetto di dispensare il creditore dal fornire la prova del rapporto fonda-mentale (Cass. 5106/1987) che si presume così come riconosciuto finché non se ne dia (con qualsiasi mezzo) la prova dell’inesistenza, dell’invalidità o dell’estinzione;

 

– l’accertamento costituisce, invece, un negozio a struttura bilaterale o anche unilaterale recettizia (Cass. 5857/1981), avente funzione di superamento della situazione di incertezza in cui si trova un determinato rapporto giuridico, precludendo ogni indagine in ordine alla effettiva esistenza, alla coesistenza e alla natura del rapporto che le parti hanno fatto oggetto di accertamento (Cass. 6332/1979).

 

 

La promessa al pubblico

È una promessa unilaterale a destinatario indeterminato (in incertam personam), che ha per contenuto una prestazione da effettuare a favore di chi si trova in una determinata situazione (prometto di dare 500 euro allo studente che riporterà la media più alta al termine dell’anno scolastico) o compie una data azione (prometto una ricompensa a chi ritroverà un bassotto smarrito). La promessa al pubblico diventa vincolante per il promittente appena è portata a conoscenza del pubblico (art. 1989, co. 1).

Se alla promessa non è apposto un termine, o questo non risulta dalla natura o dallo scopo della medesima, l’obbligatorietà cessa qualora, entro l’anno dalla promessa, non sia stato comunicato al promittente l’avveramento della situazione o il compimento dell’azione prevista (art. 1989, co. 2). Tuttavia, anche prima della scadenza del termine suddetto la promessa è revocabile purché (art. 1990):

 

– la revoca avvenga per giusta causa e sia resa pubblica nella stessa forma della promessa;

– non si sia già verificata la situazione considerata o non sia stata già compiuta l’azione prevista.

 

Un esempio di promessa al pubblico è la vendita a premi (raccolta di figurine, etichette, bollini) in cui l’acquisto del prodotto non entra nella fattispecie (da qui l’unilateralità della promessa) e chi presenta i bollini o le figurine ha diritto al premio indipendentemente dal modo in cui ne è venuto in possesso. Viceversa, non si ha promessa al pubblico nel caso di premi per manifestazioni sportive (l’iscrizione del partecipante lo rende parte di un accordo contrattuale) o di concorsi collegati a manifestazioni sportive, che si costituiscono come contratti di scommessa (ad es.: totocalcio).

La promessa al pubblico va tenuta distinta dall’offerta al pubblico: la prima è caratterizzata da «una prestazione unilaterale che si farà in una determinata circostanza, senza che sia necessaria la formazione di un contratto; offerta al pubblico è, invece, la proposta in incertam personam a concludere un contratto» (TRABUCCHI) per il quale è comunque necessaria l’accettazione.

 

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