Ammortizzatori sociali 2016, Naspi, Asdi, Dis-Coll
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11 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Ammortizzatori sociali 2016, Naspi, Asdi, Dis-Coll

Naspi, Asdi, Dis-Coll, Cassaintegrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, assegno di solidarietà: come cambiano gli ammortizzatori sociali nel 2016.

 

Il Jobs Act, con le sue norme attuative, ed in particolare col Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali, ha determinato una vera e propria rivoluzione in materia di disoccupazione e integrazioni salariali: vediamo, per ogni trattamento, che cos’è cambiato.

 

 

Naspi

La Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) è l’indennità di disoccupazione attualmente spettante ai lavoratori dipendenti, che ha sostituito Aspi e Mini Aspi (che a loro volta erano subentrate alla DS ordinaria ed alla DS a requisiti ridotti): è operativa dal 1° maggio 2015.

 

 

Naspi: a chi spetta

La Naspi spetta ai lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori domestici ed a domicilio, esclusi i lavoratori a tempo indeterminato della P.A. e gli operai agricoli) che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, qualora possiedano almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, ed un minimo di 30 giornate lavorate nei 12 mesi precedenti alla perdita dell’impiego.

 

La Naspi spetta dunque se l’impiego è stato perso a causa di:

 

– licenziamento;

– dimissioni per giusta causa;

– dimissioni nel periodo protetto di maternità;

– licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione.

 

Ovviamente è necessario il possesso dello stato di disoccupazione da parte del lavoratore: a tal fine egli deve rendere la Did (dichiarazione d’immediata disponibilità) direttamente all’Inps, in sede d’invio della domanda Naspi, oppure recandosi presso il Centro per l’impiego competente.

 

 

Naspi: durata

La durata dell’indennità è pari alla metà delle settimane di contribuzione utili possedute. Ad esempio, se Tizio ha lavorato per 2 anni, gli spetta 1 anno di disoccupazione.

 

 

Naspi: come si calcola

L’ammontare della Naspi è pari al 75% della retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni, divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33 (in pratica, il 75% dell’imponibile medio mensile).

Se l’indennità supera 1.195 euro, si deve aggiungere il 25% della differenza tra il reddito medio e 1.195 euro, sino a un massimo di 1.300 euro.

 

Dal 5° mese di spettanza, l’indennità calcolata è ridotta mensilmente del 3% (ad esempio, se la Naspi spetta per 8 mesi, l’indennità dell’ottavo mese è ridotta del 12%).

 

Qualora il lavoratore abbia un impiego a tempo indeterminato, o determinato, che comporti un reddito al di sotto della soglia di 8.000 euro annui, o al di sotto di 4.800 euro (se si tratta di attività autonoma) o di 3.000 euro (se si tratta di lavoro occasionale accessorio, pagato con voucher), la Naspi non si perde, e nemmeno lo stato di disoccupazione (grazie alla previsione del nuovo status di disoccupato parziale): viene, però, ridotta di un importo pari all’80% del nuovo reddito, parametrato su base mensile.

 

Per semplificare, se la Naspi è pari a 1.000 euro ed il reddito derivante dal nuovo lavoro è pari a 500 euro (su base mensile), saranno tolti 400 euro dalla disoccupazione.

 

Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a leggere il nostro vademecum: Naspi 2016, tutte le faq.

 

 

Naspi: domanda

Le domande di disoccupazione Naspi devono essere inviate all’Inps entro 68 giorni dalla perdita dell’impiego. La decorrenza dell’indennità parte dall’ottavo giorno successivo alla cessazione dl rapporto.

 

Per sapere come inviare la domanda di Naspi: Naspi 2016, come si invia la domanda.

 

 

Dis-Coll

La Dis-Coll è la nuova disoccupazione spettante ai lavoratori parasubordinati: inizialmente sarebbe dovuta essere valida solo per il 2015, ma è stata successivamente prorogata a tutto il 2016.

 

L’indennità può essere fruita da co.co.co. e co.co.pro., iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata (coloro che nel 2016 pagano l’aliquota del 31,72%), che perdono involontariamente il proprio rapporto di collaborazione.

 

La Dis-coll può essere richiesta alla cessazione del contratto di collaborazione, purché il lavoratore possieda i seguenti requisiti:

 

– stato di disoccupazione;

 

– almeno 3 mesi di contributi nell’anno precedente al termine della collaborazione;

 

– almeno un mese di contributi nell’anno in cui termina il contratto (in alternativa, è sufficiente un rapporto di collaborazione di almeno un mese nell’anno in corso, che preveda un compenso pari alla metà della contribuzione minima mensile).

 

L’indennità è pari al 75% dell’imponibile medio , per importi inferiori a 1.195 euro, ed ha una durata massima di 6 mesi.

 

Se l’indennità supera 1.195 euro, si deve aggiungere il 25% della differenza tra il reddito medio e 1.195 euro, sino a un massimo di 1.300 euro.

 

 

Dis-Coll: domanda

Le domande di disoccupazione Dis- Coll devono essere inviate all’Inps entro 68 giorni dalla perdita dell’impiego. La decorrenza dell’indennità parte dall’ottavo giorno successivo alla cessazione dl rapporto.

 

Per sapere come inviare la domanda di Dis- Coll: Dis- Coll 2016, come si invia la domanda.

 

 

Asdi

L’Asdi, l’assegno di disoccupazione, è in vigore dall’11 gennaio 2016, ed è fruibile dai lavoratori percepiscono la Naspi da almeno 4 mesi e non hanno ancora trovato lavoro, purché possiedano i seguenti requisiti:

 

– reddito ai fini Isee non superiore a 5.000 euro;

 

– nucleo familiare con almeno un minore o un disoccupato di età superiore ai 55 anni.

 

L’importo dell’Asdi è pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi, e non può superare l’ammontare dell’assegno sociale (pari a 448,07 euro al mese per il 2016).

 

Sono poi previste le seguenti agevolazioni in base al numero di figli a carico:

 

– 89,70 euro, per i lavoratori con un figlio a carico;

– 116,60 euro, per i lavoratori con due figli a carico;

– 140,80 euro, per i lavoratori con tre figli a carico;

– 163,82 euro, per i lavoratori con quattro figli a carico.

 

L’Asdi è erogato sotto forma di voucher, spendibile presso i servizi per l’impiego, come i centri per l’impiego, i centri servizi per il lavoro e le agenzie private: gli importi sono difatti finalizzati a misure personalizzate per il ricollocamento del lavoratore.

 

 

Naspi, Asdi, Dis-Coll: come si perdono

Ognuna delle 3 indennità può essere persa, oltreché per il rifiuto di un impiego congruo, per le seguenti cause:

 

– assenza agli incontri ed alle convocazioni presso il centro per l’impiego: la prima volta l’indennità è decurtata di 1/4, alla seconda assenza è sospesa per un mese, alla terza revocata;

 

– assenza alle iniziative formative e di riqualificazione: per la Naspi e la Dis-Coll, la prima assenza determina la sospensione, la seconda la revoca; per l’Asdi, l’indennità è revocata alla prima assenza;

 

– assenza alle iniziative volte al rafforzamento delle competenze nella ricerca di lavoro: per la Naspi e la Dis-Coll, la prima volta l’indennità è decurtata di 1/4, alla seconda assenza è sospesa per un mese, alla terza revocata; per l’Asdi, la prima assenza determina la sospensione, la seconda la revoca.

 

 

Nuova Cigs 2016

La Cassa integrazione straordinaria è un’integrazione salariale spettante ai dipendenti di determinate aziende, per la riduzione o l’interruzione dell’attività, dovuta a:

 

riorganizzazione aziendale;

 

crisi aziendale, esclusi, come già esposto, i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;

 

contratto di solidarietà (che può essere difensivo, quando la riduzione oraria serve per evitare licenziamenti, o espansivo, quando serve per effettuare nuove assunzioni).

 

 

Nuova Cigs 2016: durata

La durata della Cigs, nel 2016, non può superare il nuovo limite massimo complessivo di 24 mesi (30 mesi per il settore edilizio e lapideo)nel quinquennio mobile, comprensivo anche dei periodi di Cig: i 24 mesi devono essere infatti intesi come somma dei trattamenti di integrazione salariale ordinari e straordinari.

 

Il limite, però, è innalzato a 36 mesi, se la Cig o la Cigs sono sommate ai contratti di solidarietà, o qualora l’azienda fruisca dei soli contratti di solidarietà.

 

 

Nuova Cigs 2016: beneficiari

I trattamenti possono essere concessi:

 

– ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno;

 

– ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo parziale;

 

– ai lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante.

 

Il dipendente deve possedere almeno 90 giorni di effettivo lavoro, all’interno della stessa Unità produttiva, alla data della domanda. Sono contati come giorni di effettivo lavoro anche le domeniche, i giorni liberi, i festivi, e le giornate in cui il lavoratore risulta assente per infortunio o maternità obbligatoria.

 

Sono invece esclusi dalla nuova Cigs 2016:

 

– i dirigenti;

 

– i lavoratori a domicilio;

 

– i lavoratori con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;

 

– i lavoratori con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

 

 

Cig 2016

La Cassa integrazione ordinaria, detta anche Cig o Cigo, si differenzia dalla straordinaria, in quanto l’integrazione è richiesta per affrontare brevi sospensioni dell’attività.

 

In particolare, l’intervento dell’Inps può essere richiesto:

 

– per crisi temporanee di mercato;

 

– per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, che risultino imprevedibili ed estranei al normale rischio di impresa.

 

 

Cig e Cigs 2016: aziende destinatarie

Le aziende destinatarie delle integrazioni salariali ordinaria e straordinaria nel 2016, nel dettaglio, sono:

 

imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas;

 

cooperative di produzione e lavoro che svolgono attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali;

 

– imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;

 

– cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri, per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;

 

– imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;

 

– imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;

 

– imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;

 

– imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;

 

– imprese addette all’armamento ferroviario;

 

– imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;

 

– imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;

 

– imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;

 

– imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei.

 

 

Cig e Cigs 2016: ammontare

Nel 2016, il trattamento d’integrazione salariale ammonta, come già previsto dalla vecchia normativa, all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al dipendente per le ore lavorative non prestate, comprese fra le zero ore e il limite dell’orario contrattuale.

 

Non si potranno però superare le seguenti soglie:

971,71 euro (ammontare soggetto ad adeguamento Istat), se la retribuzione mensile di riferimento (comprese le mensilità aggiuntive) risulta pari o inferiore a 2.102,24 euro;

 

1.167,91 euro (ammontare soggetto ad adeguamento Istat), quando la retribuzione mensile di riferimento supera i 2.102,24 euro.

L’ammontare deve essere aumentato del 20% per le imprese del settore edile e lapideo, in caso di sussidi richiesti per intemperie stagionali.

 

 

Cig in deroga

Per il 2016 è stata anche rifinanziata la cassaintegrazione in deroga, che sarà fruibile, per un massimo di 3 mensilità, fino al 31 dicembre 2016.

 

Le imprese beneficiarie della Cig in deroga sono quelle che non possono beneficiare degli ammortizzatori ordinari (Cig, Cigs, mobilità), oppure che hanno già esaurito i sussidi.

Hanno diritto alla cassa integrazione in deroga:

 

i lavoratori dipendenti dell’azienda;

 

– gli apprendisti;

 

– gli impiegati con contratto di somministrazione;

 

purché possiedano almeno 12 mesi di anzianità di servizio nell’azienda interessata alla misura, di cui 6 effettivamente lavorati.

 

La misura non può essere domandata se prima non sono stati utilizzati altri istituti utili alla gestione dei cali di lavoro, come ferie e permessi.

 

 

Mobilità in deroga 2016

Anche l’indennità di mobilità in deroga è stata rifinanziata nel 2016: si tratta di un ammortizzatore sociale che serve a sostenere il reddito dei dipendenti licenziati al termine delle procedure di riduzione del personale.

 

Al contrario dell’indennità di mobilità ordinaria, riservata solo ai lavoratori licenziati da imprese precisamente individuate (di norma, le destinatarie di Cig e Cigs), con più di 15 dipendenti e tenute al versamento all’Inps di un contributo mensile aggiuntivo, la mobilità in deroga può essere richiesta anche dalle imprese non aventi i predetti requisiti.

 

I dipendenti beneficiari della mobilità in deroga sono gli stessi che possono beneficiare della Cig in deroga: requisito essenziale è dunque il possesso di almeno 12 mesi di anzianità di servizio, di cui 6 effettivamente lavorati.

 

La durata della mobilità in deroga è pari, nel 2016, ad un massimo di 4 mesi (6 se i soggetti risultano residenti in aree svantaggiate), per i lavoratori che non hanno maturato 36 mesi di fruizione della mobilità.

 

Il sussidio è erogato dalle singole Regioni, anche se la domanda deve essere effettuata dal lavoratore interessato, entro 60 giorni dal licenziamento, all’Inps.

 

 

Assegno di solidarietà

Per i settori non coperti dalla normativa sulle integrazioni salariali, le aziende che occupano mediamente oltre 5 dipendenti sono obbligate ad aderire ad un fondo di solidarietà bilaterale: i fondi assicurano ai dipendenti la tutela nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, per le stesse cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

 

Tra le varie prestazioni cui i fondi danno diritto, la più rilevante è l’Assegno di solidarietà bilaterale: l’assegno corrisponde, nella misura minima, alla normale integrazione salariale (80% della retribuzione persa).

 

La durata dell’assegno è differente a seconda della causale della sua richiesta:

 

– per eventi transitori e non imputabili all’impresa, la durata è di 13 settimane, fino ad un massimo di 52 settimane nel biennio mobile;

 

– per crisi dovuta a situazioni temporanee di mercato, la durata è di 13 settimane, fino ad un massimo di 52 settimane nel biennio mobile;

 

– per riorganizzazione aziendale, la durata massima è di 24 mesi in un quinquennio mobile;

 

– per crisi aziendale, la durata massima è di 12 mesi; una nuova domanda può comunque essere accolta, ma non prima che sia decorso un periodo pari a 2/3 di quello della precedente autorizzazione;

 

– in caso di stipula di un contratto di solidarietà, la durata è pari a 24 più 12 mesi in un quinquennio mobile.

 

Nell’ipotesi in cui l’assegno si sommi ai trattamenti di Cig e Cigs, la durata massima totale delle prestazioni non può superare i 24 mesi nel quinquennio mobile, eccetto i seguenti casi:

 

36 mesi complessivi: 12 mesi di Cig più 24 mesi di Contratto di Solidarietà;

36 mesi complessivi: 12 mesi di Cigs più 24 mesi di Contratto di Solidarietà;

 

36 mesi di Contratto di Solidarietà;

 

6 mesi di Cig più 12 mesi di Contratto di Solidarietà: è possibile fruire di altri 12 mesi di Cigs oppure di altri 18 mesi di Contratto di Solidarietà.


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
20 Feb 2016 EMILIANO BETTI

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