Canone Rai: gli arretrati si pagano, ma senza presunzione di possesso
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12 Feb 2016
 
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Redazione
 


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Canone Rai: gli arretrati si pagano, ma senza presunzione di possesso

Legge di Stabilità: la riforma dell’abbonamento sulla tv non è retroattiva; accertamenti fiscali sì, ma senza applicare la presunzione di possesso.

 

Non ha effetto retroattivo la riforma del canone Rai approvata con la legge di Stabilità e, quindi, non vale per gli anni passati, ma solo dal 2016 in poi. Questo però non comporta una sanatoria per chi non ha mai pagato, sicché l’Erario potrà ugualmente procedere a effettuare i controlli per accertare le evasioni; controlli, tuttavia, che non potranno basarsi sul semplice fatto di aver versato l’abbonamento a partire da quest’anno con la bolletta della luce. È quanto chiarito dal viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, rispondendo al question time in commissione Finanze della Camera a un’interrogazione [1].

 

 

Il canone in bolletta

L’ultima Legge di Stabilità, come noto, stabilisce, a partire dal 1° gennaio 2016, una presunzione di possesso della televisione a chi, nell’abitazione di residenza, è intestatario di un contratto della luce. Un binomio perfetto: se hai una lampadina non puoi non avere una tv. L’unico modo per interrompere tale presunzione è inviare un’autocertificazione [2] all’agenzia delle Entrate/direzione provinciale I di Torino/ufficio territoriale di Torino I/Sportello Sat; la certificazione avrà validità solo per l’anno in cui sarà stata presentata e, pertanto, dovrà essere inviata ogni anno. Nella dichiarazione, il contribuente dovrà certificare di non possedere alcuna televisione.

Non è ammessa l’esenzione per la richiesta di oscuramento delle reti Rai, né per quello che un tempo era chiamato suggellamento, ossia la disdetta dell’abbonamento.

 

 

I timori

All’indomani della riforma, era sorto un dubbio: chi paga per la prima volta nel 2016, si autodenuncerà anche per gli anni passati? Il suo comportamento sarà considerabile come un’ammissione di possesso della televisione anche per le annualità precedenti a quella in corso? A dare risposta positiva, scatenando un timore generalizzato di riscossione degli ultimi 10 anni di canone Rai con tanto di sanzione (pari a cinque volte l’importo), era stata una affermazione del sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Secondo quest’ultimo il corretto pagamento del canone a partire dal 2016 “non costituirà una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti che senza alcuna opposizione risulteranno pienamente sanzionabili, alla stregua di un’autodenuncia o di ammissione del debito”. Per questo si era diffuso il timore che lo stesso pagamento diventasse l’occasione, per le Entrate, di pretendere la riscossione degli anni arretrati, “a meno che non fosse fatta opposizione inviando comunicazioni relative all’esistenza di un intestatario diverso, o al mancato possesso di apparecchi televisivi”.

 

A placare gli animi ci ha pensato Zanetti. Tuttavia, la rassicurazione è solo a metà. Il viceministro infatti ha solo chiarito che, per accertare il mancato pagamento degli anni passati, non si potrà applicare la presunzione contenuta nella legge di Stabilità 2016 [3], ma resta pur sempre possibile utilizzare i classici strumenti di controllo che ha l’amministrazione finanziaria, ivi comprese le presunzioni gravi, precise e concordati (presunzioni, quindi, che devono essere più di una). Dunque, il semplice fatto di aver pagato quest’anno è un elemento insufficiente, da solo, per poter accertare l’evasione del passato se non ricorreranno altri indizi validi.

 

 

La riforma

Il canone verrà inserito automaticamente nelle bollette delle prime case degli italiani che possiedono un televisore.

La prima rata del canone Rai, quest’anno, si pagherà in bolletta elettrica a luglio e sarà pari a 70 euro; le successive rate saranno di importo uguale fino a raggiungere la cifra di 100 euro.

Chi non possiede un televisore, sarà tenuto a presentare un’autocertificazione.

 

Intanto il ministero sta ancora lavorando al decreto attuativo che dovrebbe dare maggiori dettagli sulle modalità di pagamento per gli anni prossimi.


[1] Interrogazione n. 5-07743 – di Sel.

[2] Rilasciata ai sensi del Dpr 445/2000.

[3] L. 2018/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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