Il prestito di danaro a parenti e amici
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12 Feb 2016
 
L'autore
Angelo Forte
 


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Il prestito di danaro a parenti e amici

Il contratto di mutuo tra privati: interessi, durata del prestito e pagamento rateale.

 

È frequente il caso in cui, per venire incontro ad improvvise esigenze di liquidità, si acconsenta alle richieste, talora pressanti, di parenti e/o amici che necessitano di un prestito di danaro.

Pur comprendendo che in tali circostanze, soprattutto se trattasi di parenti stretti o di amici di lunga data, una delle ultime cose a cui si pensa è fissare per iscritto o con precisione le condizioni del prestito stesso, è bene sapere che un minimo di accortezza (anche se dovesse essere scambiata con insensibilità) può evitare in seguito problemi ben più seri.

 

Innanzitutto è importante sapere che quello che comunemente viene definito prestito (avente ad oggetto danaro) è per la legge [1] un contratto di mutuo.

La legge, infatti, [2] definisce mutuo (per quello che qui interessa) il contratto con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità (cioè la stessa quantità di danaro).

 

La legge non impone per il contratto di mutuo la forma scritta e ciò vuol dire che le parti sono libere di accordarsi anche solo verbalmente. Del resto, l’accordo soltanto verbale è quello che usualmente intercorre fra le parti soprattutto se trattasi di prestito tra parenti o amici stretti.

 

Un primo consiglio: se possibile accordatevi alla presenza di una terza persona (meglio se più di una) in modo che un domani, se dovessero insorgere problemi, avrete la possibilità di dimostrare quali erano gli accordi che regolavano il prestito.

 

Fatta questa premessa relativamente alla forma del contratto di mutuo ed alla opportunità della presenza di testimoni, è necessario precisare tre aspetti importanti.

 

 

Interessi del prestito

Il prestito produce interessi a meno che le parti non si siano accordate sulla gratuità di esso: ciò significa che se nulla è stato detto e pattuito sugli interessi, il prestito produce automaticamente interessi nella misura del tasso legale che dal 1° gennaio 2016 è pari allo 0,20 annuo [3]. Per far sì, invece, che il prestito sia gratuito, cioè improduttivo di interessi, è necessario che ci si sia espressamente accordati sulla gratuità del prestito e a tale scopo, perciò, in mancanza di accordo scritto, risulta importante che ci sia almeno un testimone che possa, ove occorra, confermare questa circostanza;

 

Durata del prestito

La durata del prestito [4], se non è stata stabilita tra le parti, viene determinata dal Giudice ed è sempre il Giudice che la stabilisce se le parti hanno, invece, stabilito che la restituzione possa avvenire quando il soggetto che ha ricevuto il prestito sarà in grado di farlo (ciò vuol dire che nel caso in cui le parti nulla abbiano stabilito sulla data della restituzione, e se non si dovesse quindi raggiungere un bonario accordo, occorrerà ricorrere al Giudice affinché sia determinata una data per la restituzione; se, invece, fin dall’inizio fu fissata tra le parti, ma solo verbalmente, una data per la restituzione del prestito, risulta ancor più opportuno poter disporre di testimoni dell’accordo verbale nel caso in cui chi ha ricevuto in prestito si dovesse attardare nella restituzione oltre la data su cui ci si era accordati e negasse che una data precisa per la restituzione fosse stata stabilita);

 

 

Pagamento a rate

Infine, il pagamento rateale deve essere espressamente stabilito dalle parti [5]: se c’è stato accordo, quindi, sulla restituzione a rate del prestito e non viene adempiuto il pagamento anche di una sola rata, il mutuante (cioè chi ha dato in prestito il danaro) può chiedere l’immediata restituzione dell’intera somma prestata.


[1] Artt. 1813 e seguenti cod. civ.

[2] Art. 1813 cod. civ.

[3] Artt. 1815 e 1284 cod. civ.

[4] Art. 1817 cod. civ.

[5] Art. 1819 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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