Salvacondotto per la pensione anticipata negato ai disoccupati
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13 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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Salvacondotto per la pensione anticipata negato ai disoccupati

Il Salvacondotto per l’anticipo della pensione a 64 anni è stato negato dall’Inps ai lavoratori privi di occupazione nel dicembre 2011.

 

Che le casse dell’Inps siano in rosso non è certamente un mistero, pertanto non desta stupore che l’Istituto faccia tutto ciò che è in suo potere per ritardare la concessione delle pensioni o ridurne gli importi: talvolta, però, l’Ente, nell’emanare circolari e altre disposizioni interpretative, non interpreta affatto la legge, ma la cambia.

 

È il caso, ad esempio, del cosiddetto salvacondotto per i nati sino al 31 dicembre 1952, che consente a determinati soggetti di pensionarsi a 64 anni di età (con l’aggiunta degli incrementi legati alla speranza di vita): molti lavoratori, essendo ormai prossimi alla soglia di età, aspettavano di ricevere la pensione al più presto; per colpa di un messaggio dell’Inps semisconosciuto, invece, non potranno ottenere alcun trattamento , in quanto disoccupati.

 

Ma andiamo per ordine, e vediamo che cosa dispone la legge in merito al salvacondotto per anticipare la pensione.

 

 

Salvacondotto per i nati sino al 1952: come funziona

Il Salvacondotto è un istituto previsto dalla stessa Legge Fornero di riforma delle pensioni [1], che consente di pensionarsi a 64 anni di età ai seguenti soggetti:

 

– lavoratori che abbiano compiuto 60 anni di età entro il 31 dicembre 2012 e che possiedano, a tale data, almeno 35 anni di contributi;

 

– lavoratrici che abbiano compiuto 60 anni entro il 31 dicembre 2012 e che possiedano, a tale data, almeno 20 anni di contributi.

 

All’età di 64 anni devono essere aggiunti gli incrementi legati alla speranza di vita: pertanto il requisito, per chi si pensiona nel 2016, è pari a 64 anni e 7 mesi, a meno che non siano stati raggiunti 64 anni e 3 mesi entro il 31 dicembre 2015.

 

La norma specifica, poi, che possono godere di tale agevolazione i lavoratori dipendenti appartenenti al settore privato, le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago) e delle forme sostitutive della medesima (ad esempio fondo volo, etc.).

 

La legge non menziona, né fa riferimento, anche in maniera indiretta, ai lavoratori disoccupati: pertanto, molti over 60 privi di occupazione avevano riposto le loro speranze in questa “scorciatoia” per la pensione, sicuri di non dover attendere il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

 

 

Salvacondotto per i nati sino al 1952: il messaggio dell’Inps

Immaginiamo la delusione e lo stupore di questi lavoratori alla reiezione della loro domanda di pensione, a causa del loro stato di disoccupazione: ma per quale motivo l’Inps ha deciso di escludere dal Salvacondotto proprio coloro che ne hanno più necessità?

 

Le ragioni dell’esclusione risiedono in un messaggio dell’Istituto emanato nel 2013 [2], in realtà poco conosciuto: nel messaggio, l’Inps afferma che, in virtù del tenore letterale della norma che ha istituito il salvacondotto, sono inclusi i soli lavoratori occupati al 28 dicembre 2011, compresi i dipendenti sospesi, mentre sono esclusi i soggetti privi di occupazione alla stessa data.

 

Tale disposizione è passata “sotto silenzio” per tanto tempo, ed è stata “scoperta” solo in questi giorni, per via dell’arrivo di numerose reiezioni alle domande di pensione.

 

Sicuramente quanto disposto dall’Inps può essere discusso, poiché, come appena visto, l’articolo della Legge Fornero che disciplina il salvacondotto non solo non esclude i disoccupati, ma non fa nemmeno riferimento ai soli lavoratori occupati; l’Inps, invece, nel messaggio giustifica la sua interpretazione spiegando che per “lavoratore dipendente” si intende solo chi è in attività, e non chi ha perso il posto di lavoro.

 

Un’interpretazione sicuramente “forzata” e facilmente contestabile: il problema risiede nelle modalità di contestazione.

 

 

Salvacondotto: come contestare la reiezione della pensione

Risulterebbe difatti inutile, a tal fine, un ricorso amministrativo contro il provvedimento di reiezione della pensione, poiché è l’Inps stessa a decidere, in tale sede.

 

L’unica via sarebbe allora l’azione giudiziaria, con costi, però, tutt’altro che leggeri, a meno che non sia esperita una vera e propria class action, utile anche a portare l’attenzione dell’opinione pubblica su tale incresciosa questione.

 

Un precedente favorevole, a tal proposito, è costituito dall’Opzione Donna (un regime sperimentale che permette l’accesso anticipato alla pensione in cambio del calcolo contributivo dell’assegno): tale agevolazione era stata difatti negata dall’Inps, contrariamente alle previsioni della legge, a chi maturava i requisiti nel 2015. Dopo la costituzione del Comitato Opzione Donna e l’esperimento della class action, il problema è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass media, ed alla fine è stato trovato un rimedio con la Legge di Stabilità 2016.

 

Speriamo che anche la questione del Salvacondotto sia presto risolta in maniera positiva, non solo per tutelare i lavoratori privi di stipendio e pensione, ma anche per ristabilire quanto disposto dalla legge ed erroneamente distorto dall’Inps.


[1] Art. 15 bis, D.L. 201/2011.

[2] Inps Mess. n. 219/2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
14 Feb 2016 Carmen Cazzador

Ho trovato l’articolo assai interessante e mi conforta il fatto che qualcuno ha incominciato a sollevare dubbi sulla legittimità dell’arbitraria interpretazione da parte dell’INPS (circ.35/2012) del comma 15 bis -art.24 della Legge Fornero. La deroga era stata fatta apposta per le nate nel 1952, anno di spartiacque tra la precedente legge sulle pensioni e la riforma Fornero. A mio avviso l’INPS è andato oltre la Legge e questa grande iniquità si delinea quasi come una frode ai danni di chi come me ha avuto la sfortuna di nascere dopo il 31 marzo del 1952.

 
2 Lug 2016 martella giulia

su tutte le tabelle relative alle pensioni si parla di lavoratori dipendenti non vedo perchè proprio per i nati nel 1952 sia stato messo il paletto dell’occupazione al 31.11.2011. per chi è nato nei primi 3 mesi del 1952 e quindi già in pensione è stato adottato lo stesso sistema e quindi l’occupazione al 31.12.2011? Spero che la circolare 35 2012 venga quanto prima corretta come è giusto sia.