Risarcimento del danno dello straniero
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13 Feb 2016
 
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Risarcimento del danno dello straniero

Tutela dei diritti dello straniero, condizione di reciprocità e risarcimento del danno.

 

L’art. 16 preleggi, in tema di trattamento dello straniero, stabilisce al comma 1 che «lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali».

 

Nelle sentenze della Cassazione 10504/2009 e 4484/2010 è affermato il principio per cui l’art. 16 preleggi sulla condizione di reciprocità è applicabile solo ai diritti patrimoniali poiché i diritti fondamentali, come quelli alla vita, all’incolumità e alla salute, riconosciuti dalla Costituzione, non possono essere limitati da tale articolo, con la conseguenza che la relativa tutela deve essere assicurata indipendentemente dalla cittadinanza (italiana, comunitaria ed extracomunitaria).

 

L’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 16 disp. prel. c.c. comporta non solo che della condizione di reciprocità non deve tenersi conto ai fini di assicurare allo straniero il risarcimento della lesione di un diritto inviolabile della persona costituzionalmente garantito (in applicazione dell’art. 2 Cost.), ma anche che lo straniero danneggiato può avvalersi di tutti gli strumenti risarcitori previsti per il cittadino. L’art. 2 Cost. «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo», escludendo qualsiasi distinzione fondata sul criterio della reciprocità.

 

Il criterio della gerarchia delle fonti impone un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 16 preleggi, per cui i diritti inviolabili della persona umana sono riconosciuti dal nostro ordinamento in favore di ogni individuo (anche extracomunitario), indipendentemente dal riconoscimento di un uguale diritto in favore del cittadino italiano nello Stato a cui appartiene lo straniero.

 

La tutela non è ristretta ai casi di diritti inviolabili della persona espressamente riconosciuti dalla Costituzione, ma, in virtù dell’apertura dell’art. 2 Cost. a un processo evolutivo, è consentito valutare se nuovi interessi emersi nella realtà sociale siano di rango costituzionale, attenendo a posizioni inviolabili della persona (Cass. S.U. 26972/2008). Pertanto, allo straniero, indipendentemente dalla condizione di reciprocità, spetta il risarcimento dell’intero danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c., quale lesione di un valore della persona umana, costituzionalmente garantito.

 

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