Troppe telefonate nella stessa giornata: è reato
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12 Feb 2016
 
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Troppe telefonate nella stessa giornata: è reato

Non è necessario un comportamento abituale: per le molestie basta una sola occasione se nell’arco della stessa notte, la vittima è stata raggiunta da una pluralità di squilli.

 

Le ripetute telefonate, peggio se nel cuore della notte, integrano il reato di molestia. Lo ha chiarito il tribunale di Taranto con una recente sentenza [1]. Nel caso di specie una donna ha affermato di aver ricevuto dall’imputato circa sette, otto telefonate tra le otto della sera e le cinque di mattina. Secondo il tribunale, date le risultanze processuali, c’è la prova della responsabilità penale dell’imputato per il reato di molestie [2].

 

Il codice penale, a riguardo, punisce con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, oppure con il telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca ad altri molestia.

La petulanza è intesa, dalla legge, come arroganza, sfacciataggine e indiscrezione; invece il biasimevole motivo indica, in via residuale, ogni altro movente riprovevole.

 

Il tribunale pugliese ricorda che il reato di molestia “non è necessariamente abituale, potendo essere realizzato anche con una sola azione di disturbo”. Dunque, se le telefonate, purché insistenti, si ripetono anche solo in un’unica giornata, il reato è ugualmente integrato. Ciò che conta è la che condotta sia caratterizzata dalla “petulanza o da altro biasimevole motivo, ossia da quel modo di agire pressante, ripetitivo, insistente, indiscreto e impertinente che finisce per interferire nella sfera della quiete e della libertà della persona offesa”.


[1] Trib. Taranto, sent. n. 721/15.

[2] Art. 660 cod. pen.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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