Atti osceni: non è più reato salvo ci siano minori
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14 Feb 2016
 
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Atti osceni: non è più reato salvo ci siano minori

Oscenità: resta reato la condotta posta all’interno, o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori con pericolo che essi vi assistano.

 

Gli atti osceni in luogo pubblico sono usciti fuori dal codice penale: con i nuovi decreti sulla depenalizzazione [2] le oscenità rientrano saranno puniti solo con una sanzione amministrativa, ossia con una multa da un minimo di 5.000 a un massimo di 10.000 euro, salvo che gli atti siano commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori, con pericolo che essi vi assistano.

 

Dunque, la coppietta che si apparta in auto in un posto visibile ad altri o, comunque, potenzialmente transitato (al di là se, in quel determinato momento, è privo di traffico) non potrà essere portata in questura, non potrà essere privata della libertà, non potrà neanche subire un procedimento penale e nulla apparirà sulla fedina. Ma questo non significa che la condotta non è più illecita: anzi, la pena, sebbene di carattere pecuniario, sarà più immediata e non dovrà attendere i lunghi tempi del processo penale. Né ci sarà possibilità di sperare nella prescrizione del reato che, in passato, ha garantito l’impunità a molte persone. Gli atti, questa volta, passeranno al Prefetto il quale irrogherà la sanzione. Sanzione contro la quale sarà possibile presentare ricorso entro 60 giorni al Prefetto oppure entro 30 al giudice. Ma procediamo con ordine.

 

 

Gli atti osceni

Quando si parla di atti osceni si pensa sempre alla coppietta in auto con i vetri tappezzati di giornali. Ma non è l’unico caso. Negli atti osceni rientrano tutti quei comportamenti attinenti la sfera sessuale come il toccamento lascivo di parti intime (si pensi al guardone che si masturba in pubblico), l’esibizione di organi genitali (il classico esibizionista da parco con l’impermeabile), ecc.

 

Un tempo, la sanzione era di carattere penale e consisteva nella reclusione da tre mesi a tre anni e nella sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 5mila a un massimo di 30mila euro. Oggi, come detto, la sanzione – che resta ugualmente – ha carattere amministrativo (al pari di quelle emesse dal Prefetto per l’emissione di assegni a vuoto) e va da 5mila a 10mila euro.

 

Resta reato quello che un tempo era l’atto osceno aggravato, quando cioè il comportamento è commesso all’interno, o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori con pericolo che essi vi assistano. In tal caso, si resta nel penale e la sanzione è la reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi. Quindi, per tornare all’esibizionista con l’impermeabile o alla coppietta: se il fatto viene consumato in un parco giochi per bambini o vicino a una scuola, il colpevole potrà essere arrestato e portato in questura.

 

 

Atti contrari alla pubblica decenza

La riforma ha depenalizzato anche gli atti contrari alla pubblica decenza. Con la depenalizzazione, anche in questo caso si determina un netto inasprimento del regime punitivo, in quanto la sanzione amministrativa viene ora determinata dal Prefetto da un minimo di 5mila a un massimo di 10mila euro.

Si tratta di atti che hanno ormai perso gran parte dell’originario disvalore: si pensi al caso di urinare in luogo pubblico o anche ai cigli dell’autostrada, l’indossare abbigliamento succinto, stare nudi in spiaggia, dormire nudi in automobile.

 

 

Chi applica le sanzioni

Competente ad applicare la nuova sanzione è il Prefetto e non più il giudice. In particolare, il Prefetto invierà all’interessato, entro 90 giorni dal fatto (che diventano 360 se si tratti di soggetto residente all’estero), la sanzione.

 

Il colpevole avrà 60 giorni di tempo per pagare ed estinguere la sanzione in misura ridotta. Nello stesso termine di 60 giorni può decidere di fare ricorso al Prefetto (ricorso in via amministrativa) oppure preferire il ricorso al giudice, ma in tal caso il termine è di 30 giorni. Se il ricorso viene presentato al Prefetto e questi dovesse rigettarlo, c’è sempre la possibilità, nei successivi 30 giorni, di ricorrere al giudice contro detto diniego. Se il ricorso dovesse essere rigettato, sia il Prefetto quanto il giudice imporranno il pagamento non più in misura ridotta.

 

Se il responsabile non propone ricorso o, proponendolo, dovesse perdere il giudizio, la somma non pagata viene iscritta a ruolo. Dunque, l’unica conseguenza per l’inadempiente non sarà alcun casellario giudiziario macchiato, ma solo il pignoramento di Equitalia, che potrà aggredire il quinto dello stipendio o della pensione, il conto corrente o eventuali proventi derivanti da fitti. Più difficile l’ipotesi di un pignoramento dei beni mobili. Impossibile quello dei beni immobili posto che l’esecuzione immobiliare dell’Agente della riscossione può essere attivata solo per debiti superiori a 120mila euro. Discorso diverso per il fermo auto, per il quale non vi è un limite di valore e per l’ipoteca che, invece, può scattare solo se il debito supera 20mila euro.

 

 

Retroattività della riforma

Per gli atti commessi prima del 6 febbraio 2016, l’autorità giudiziaria ne dispone la trasmissione al prefetto entro 90 giorni, salvo che il reato risulti estinto. Se il procedimento è in fase di indagini, sarà il pubblico ministero a curare direttamente l’adempimento, con annotazione nel registro delle notizie di reato, salvo richiedere (anche mediante elenchi cumulativi, come già avviene nei procedimenti a carico di ignoti) l’archiviazione, ove il reato risulti estinto. Ove invece sia già stata esercitata l’azione penale, salvo non ritenga di poter assolvere nel merito, il giudice dovrà, in ogni stato e grado del processo, pronunciare sentenza inappellabile di proscioglimento, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, disponendo la trasmissione degli atti al prefetto e decidere, ove in sede di impugnazione, ai soli effetti delle eventuali disposizioni e dei capi che concernono gli interessi civili.

 

In pendenza del giudizio di legittimità, la Cassazione si troverà a dover pronunciare sentenza di annullamento senza rinvio, anche in presenza di ricorso manifestamente infondato, o comunque inammissibile, salvo il caso di tardività in cui, non essendosi instaurato un valido rapporto processuale, può ritenersi formato il giudicato e porsi la questione, soltanto in sede esecutiva, laddove il giudice dovrà trasmettere gli atti al prefetto, salvo che il reato risulti estinto.


[1] Art. 527 cod. pen.

[2] D.lgs. n. 7/2016 e n. 8/2016 pubblicati in Gazz. Uff. del 24.01.2016.

 

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Commenti
14 Feb 2016 Francostars

Sottolineo che le sanzioni amministrative ricalcano il diritto penale nei suoi principi generali e di conseguenza, la tenuità del fatto (art. 131bis Codice Penale) riguarda anche questo tipo d’illeciti.

 
14 Feb 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

ANZICCHE’ CREARE LEGGI;(MA E’ PIU’ CONSONO DIRE”LOGICA”),PER VIVERE TUTTI,RIBADISCO “TUTTI” NELL’UMANA CIVILTA’,SI PENSA SEMPRE AL PEGGIO;AL CONTRARIO; DIFATTI,ALCUNE LEGGI SONO AL COMPLETO ROVESCIO,E’ LE POCHE LEGGI “NORMALI E’ LOGICHE” NON SONO MAI APPLICATE;PER CUI,A MIO MODESTO AVVISO,ED AD AVVISO DI SVARIATI SERI,ED ONESTI CITTADINI, POICHE’ SONO LA PORTAVOCE DI CHI NON A VOCE,L’INTERO GLOBO E’ PRECIPITATO NELL’ATTUALE ABISSO E’ COMPLETO CAOS PERCHE’ NON C’E’ LA MODERAZIONE DEL “FRENO” COME GLI AUTOVEICOLI,BENSI’ LIBERTA’ ASSOLUTA IN SVARIATI MODI ED IN TUTTI I SETTORI;PER CUI,E’ PIU’ CHE LOGICO CHE LE PERSONE PIU’ FORTUNATE,ESSENDO DOTATI DI VALORI,SANI PRINCIPI,DI DIGNITA’,DI RIFLESSIONE,E’ QUANT’ALTRO RELATIVO ALL’UMANA CIVILTA’,CERTO CHE SI DEVONO RIBELLARE ALLE SVARIATE ” ANOMALIE E’ ILLEGALITA'” CHE SI VOGLIONO IMPORRE. NON E GIUSTO’ BENSI’ VERGOGNOSO;PER CUI OCCORRONO”CIVILI E’ UMANELEGGI,MEGLIO DIRE “LOGICE” POICHE’ CON LA BUONA EDUCAZIONE,PUO’ DARSI CHE RITORNIAMO ALLA VECCHIA REALE UMANA CIVILTA’,POICHE’ ESISTONO TANTI MODI DI AFFRONTARE IL SERIO,SERENO,TRANQUILLO E’ VIVILE PERCORSO DELLA VITA DI OGNI ESSERE UMANO. PER CORTESIA NON GIUDICATEMI MALE,POICHE’ TUTTI,RIBADISCO “TUTTI” DOBBIAMO STUDIARE PER L’AVVENIRE DI UN MONDO MIGLIORE COME CI INSEGNANO E’ VOGLIONO I BAMBINI,MENTRE VISTO CIO’ CHE E’ ACCADE QUOTIDIANAMENTE CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, ACCADONO SVARIATI CASI AL COMPLETO ROVESCIO; DIFATTI, SVARIATI ADULTI PRIVI DI VALORI,BUON SENSO,SENZA SCRUPOLI,CRUDELI,CATTIVI,ANOMALI,ECC.,ECC.,DECIDONO IL “PERVERSO” PERCORSO DI VITA DI SVARIATI SFORTUNATI BAMBINI;NON E’ GIUSTO;PER CUI,RIBADISCO,BISOGNA CREARE SVARIATE STRUTTURE IDONEE,PER ELIMINARE LE SVARITA ILLEGALITA’ E’ ANOMALIE CHE SI TRAMANO E’ METTONO IN ATTO PPER LA LIBERTA’ CHE SI HA. INOLTRE,E’ NON DA MENO,LE MULTE NON SERVONO A PIU’ DI TANTO,POICHE’,IL BRUTTO RICORDO,E’ QUANT’ALTRO POTREBBE SUCCEDERE, NON “CANCELLERA’ MAI” LA BRUTTA VISIONE,E’ QU’ANT’ALTRO POTREBBE ACCADERE PER AVER VISTO SPREGEVOLEZZE DEL GENERE;INOLTRE,DI SOLITO,SI FANNO ANCHE MINACCE DI NON ELARGIRE CIO’ CHE SI E’ VISTO. PER CUI,L’UNICA COSA DA FARE, E’ BRUCIARE TUTTI I MALEDETTI VELENI,E’ QUANT’ALTRO NOCIVO ALL’INTERO CORPO UMANO,COSI’ TUTTI SAREMO PIU’ “LUCIDI” , GRAZIE PER LA POSSIBILITA’ CHE DATE DI SCRIVERE I NOSTRI COMMENTI. CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI ED ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DI TERZI.
IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ANIOPA.