Come recupero i contributi della Gestione Separata?
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14 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Come recupero i contributi della Gestione Separata?

Gestione Separata Inps: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione supplementare, totalizzazione e computo.

 

Sempre più italiani possiedono almeno un contributo versato nella Gestione Separata: in tale gestione, difatti, confluisce la contribuzione non solo dei co.co.co., ma anche di chi è retribuito con i voucher e dei lavoratori autonomi senza cassa professionale.

 

Le posizioni aperte nella Gestione Separata sono davvero numerose, anche perché, una volta cessata l’attività per la quale sono stati versati i contributi, non si è soggetti alla cancellazione: ma come si recuperano tutti i versamenti accantonati?

 

Prima di scoprire come si recuperano i contributi, dobbiamo fare un passo indietro, e capire come funzionano gli accrediti nella Gestione Separata.

 

 

Accrediti nella Gestione Separata

La Gestione Separata, rispetto ad altre casse Previdenziali, ha, in primo luogo, un grande vantaggio: non è soggetta al versamento del minimale.

In pratica, si devono pagare i contributi solo se si guadagna qualcosa. Le aliquote contributive previste sono:

 

– il 31,72% per i lavoratori parasubordinati (co.co.co.);

 

– il 27,72% per i liberi professionisti iscritti alla Gestione in via esclusiva;

 

– il 24% per i professionisti pensionati e per gli iscritti alla Gestione non in via esclusiva;

 

– il 13% per chi è retribuito con i voucher (un buono orario vale 10 euro, pertanto 1,3 euro sono versati al lavoratore, per ogni ora di lavoro).

 

Tuttavia, perché sia accreditato un anno di contributi, l’ammontare versato deve essere almeno pari al minimale per i lavoratori autonomi (gestione artigiani e commercianti): se minore, l’accredito è proporzionalmente ridotto.

 

Essendo il minimale, nel 2016, pari a 3.605,58 euro, chi versa tale cifra si vedrà accreditato un intero anno di contributi; chi versa, ad esempio, 1.000 euro, si vedrà invece accreditati solo 3 mesi di contributi (essendo il minimale mensile pari a circa 300 euro).

 

È dunque facile, nonostante tanti anni di versamento, che il lavoratore veda accreditate solo poche annualità di contribuzione nell’estratto conto della Gestione. Ad ogni modo, per quanto esigui siano, ci sono diversi modi per recuperare i contributi e non regalare soldi all’Inps, anche se non è possibile la loro ricongiunzione.

 

 

Totalizzazione

Laddove i contributi versati siano abbastanza consistenti, una buona soluzione potrebbe essere quella di totalizzarli ai contributi versati in altre casse: con la totalizzazione, difatti, i contributi di diverse gestioni, compresa quella Separata, possono essere sommati per ottenere la pensione.

 

I requisiti per accedere alla pensione in totalizzazione sono:

 

40 anni e 7 mesi di contributi;

 

65 anni e 7 mesi di età, con almeno 20 anni di contributi.

 

È necessaria l’attesa di una finestra di 12 mesi, dalla maturazione dei requisiti, per la decorrenza del trattamento.

 

Lo svantaggio della totalizzazione risiede nel calcolo contributivo dell’assegno, che è applicato anche alle quote di pensione non maturate nella Gestione Separata (a meno che non si sia raggiunto un autonomo diritto al pensionamento in una delle gestioni: in tal caso, si utilizzeranno le regole proprie di tale gestione, e potranno esserci anche delle annualità conteggiate col metodo retributivo).

 

Il calcolo della pensione nella Gestione Separata è, invece, sempre contributivo.

 

 

Pensione supplementare

Laddove gli anni di contributi versati nella Gestione siano pochi, ma non li si voglia perdere, è possibile richiedere la pensione supplementare a carico della stessa.

 

I requisiti per ottenerla sono:

 

– titolarità di una pensione a carico dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti), o delle forme sostitutive della medesima;

 

– in alternativa, titolarità di una pensione a carico della Gestione Artigiani e Commercianti;

 

– in alternativa, titolarità di un trattamento pensionistico nelle gestioni previdenziali obbligatorie dei liberi professionisti (per esempio, la cassa degli Avvocati, dei commercialisti, etc.);

 

– aver raggiunto il requisito d’età per la pensione di vecchiaia;

 

non aver raggiunto il diritto ad autonoma pensione nella Gestione Separata;

 

-avere una pensione inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo, se si tratta di iscritti alla previdenza obbligatoria dopo il 1996.

 

 

Pensione autonoma e computo nella Gestione Separata

È possibile, poi, ottenere un’autonoma pensione nella Gestione Separata anche qualora si possiedano pochi anni di contributi: difatti, grazie alla facoltà di Computo, è possibile cumulare la contribuzione versata in altre gestioni (escluse le casse professionali private) per ottenere un’unica pensione nella Gestione Separata.

 

Tutta la contribuzione sarà, però, soggetta al calcolo contributivo, trattandosi di unico trattamento, che quindi deve sottostare alle regole della Gestione Separata.

 

 

I requisiti per ottenere una pensione autonoma, o col cumulo, nella Gestione, sono:

 

pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne; in alternativa, la pensione anticipata può essere ottenuta anche con 63 anni e 7 mesi di età, ed almeno 20 anni di contributi, laddove possa essere ottenuto un assegno non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale;

 

pensione di vecchiaia: 66 anni e 7 mesi di età per gli uomini, 66 anni e 1 mese per le donne, assieme a 20 anni di contributi, laddove possa essere ottenuto un assegno non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale; in alternativa, 70 anni e 7 mesi di età, assieme ad almeno 5 anni di contributi.

 

 

Possono optare per il computo, però, soltanto i soggetti che possiedono i seguenti requisiti:

 

– anzianità contributiva inferiore a 18 anni, sino al 31 dicembre1995: valgono a tal fine tutti i contributi, compresi quelli volontari e figurativi;

 

– anzianità contributiva complessiva pari ad almeno 15 anni, di cui almeno 5 posteriori al 31 dicembre 1995.

 

La facoltà di computo può essere utilizzata anche per aumentare i requisiti per l’ottenimento della pensione d’invalidità e di inabilità nella Gestione Separata.


 


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