Canone Rai: pagamento per il 2016 a rischio
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15 Feb 2016
 
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Canone Rai: pagamento per il 2016 a rischio

Abbonamento TV a rischio caos generale: incertezze su costi, morosità, sanzioni, banche dati, fatture. L’allarme lanciato dalle associazioni di tutela dei consumatori e da Assoelettrica.

 

Per il 2016 c’è il rischio di non pagare il canone Rai: la notizia farà contenti i contribuenti, un po’ meno il Governo che ha elaborato una riforma in tutta fretta, senza consultare i soggetti direttamente e principalmente interessati (le aziende elettriche). Mancano infatti poco meno di quattro mesi alla prima bolletta della luce che dovrebbe contenere la maggiorazione del canone Rai, eppure le società dell’energia elettrica sono totalmente impreparate: non sanno a quali contribuenti dovranno addebitare gli importi, non hanno minimamente idea di come emettere le nuove fatture modificate e, soprattutto, nessuno ha spiegato loro come gestire le morosità, il cambio di fornitore in corso di anno, i reclami, i contratti con i non residenti.

 

L’allarme “caos” è stato lanciato da Assoelettrica, la società che rappresenta gli interessi delle società operanti nel settore della luce. Il canone Rai, insomma, è ancora un’incognita e, peraltro, il Mise (il Ministero dello sviluppo economico) è già in ritardo nell’adozione del famoso regolamento di attuazione della legge di Stabilità per il 2016. Un regolamento che doveva essere emanato entro oggi, 15 febbraio: così disponeva la legge di Stabilità, che dava al Governo 45 giorni di tempo – a partire dal 1° gennaio – per sciogliere i nodi operativi del nuovo sistema. E gli interrogativi in campo sono tanti, le imprese del settore elettrico stanno ricevendo richieste di chiarimenti ai propri call center.

 

Il tavolo tra i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, le associazioni di rappresentanza delle aziende elettriche, però, è ancora aperto.

L’unica cosa certa che ad oggi si sa è che il pagamento del canone Rai è ancorato alla residenza (leggi “Canone Rai: si paga solo se si ha la residenza”).

 

I sistemi informatici sono ancora lontani dall’essere correttamente predisposti, gli archivi aggiornati, le informazioni tecniche completate. Bisogna ancora incrociare le banche dati, occorre chiarire tutta una serie di informazioni che le società operanti nel settore ancora non hanno. Carlo Rienzi, presidente del Codacons attacca “Siamo convinti che a luglio si scatenerà un vero e proprio caos, con gli utenti e le aziende elettriche impreparate ad affrontare la novità”. Senza contare le incertezze delle famiglie e degli operatori commerciali. Il rischio, insomma, è che per la scadenza del 2016, programmata dalla legge di Stabilità per questa estate, non potrà essere operativa la riforma o, se lo sarà, ci saranno rischi di pagamenti non dovuti, duplicazioni o di ulteriori evasioni.

 

Ed ancora, non poco peso ha la questione di chi sosterrà i costi che le compagnie elettriche dovranno affrontare per riscuotere il canone Rai e poi versarlo all’erario: un’operazione di dimensioni ciclopiche, che richiederà personale, call center e uffici appositi. Questa spesa avrà una ricaduta diretta sui contribuenti? Oppure sarà lo Stato ad accollarsela (e, quindi, alla fine, di nuovo i contribuenti?).

 

Non in ultimo, c’è il nodo delle sanzioni, delle morosità e delle relative conseguenze sulla bolletta e dei moduli che gli utenti dovranno presentare per auto-certificare la non detenzione di una televisione. Questi moduli dovrebbero essere predisposti dal Mise, ma nel frattempo i contribuenti potrebbero utilizzare quelli usati sino ad oggi e disponibili online.

 

Insomma, tuona il Presidente dell’Adusbef, “quello del canone in bolletta sembra essere l’ennesimo pasticcio all’italiana, e non è possibile non esprimere preoccupazione per i ritardi e le tante incognite del provvedimento”.

 

Il Mise, intanto, ribadisce: il canone Rai sarà addebitato solo ed esclusivamente sulle utenze residenziali, quindi solo sulle “prime case”. L’informazione è già a disposizione delle compagnie elettriche e già indicata nella bolletta. Due coniugi residenti in due abitazioni diverse, con una utenza elettrica di tipo “residenziale” nelle due case, pagheranno due volte il canone Rai. Il contribuente con più di una utenza elettrica intestata a sè dovrebbe invece pagare solo per l’abitazione nella quale è residente. L’inquilino che è residente in un immobile ma che non ha un’utenza elettrica intestata a sé dovrà pagare il canone, con modalità che saranno stabilite dal decreto Mise-Mef. Il proprietario dell’immobile, in ogni caso, dovrà pagare solo per la casa nella quale ha la residenza.


 


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Commenti
16 Feb 2016 olha oros

se sono una cittadina ucraina e non guardo la tv italia perche devo pagare il canone rai

 
16 Feb 2016 nicola

MA I POLITICI LO PAGANO L’ABBONAMENTO….

 
17 Feb 2016 Mauro Gallazzi

Potrei anche turarmi il naso e considerarla una tassa giusta.
Ciò che non tollero a questo punto che sia solo la RAI ad incassarla anziché essere spalmata su tutte le emittenti televisive in maniera proporzionale.