Denunce ed esposti anonimi: diritto ad accedere agli atti
Lo sai che?
15 Feb 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Denunce ed esposti anonimi: diritto ad accedere agli atti

Il soggetto denunciato che subisce un controllo ha diritto a prendere visione dei documenti relativi al procedimento ispettivo o sanzionatorio nei suoi confronti.

 

Chi sia stato oggetto di denunce ed esposti anonimi, inoltrati alle autorità amministrative di vigilanza e controllo, ha diritto a prendere visione degli atti e dei documenti attinenti al procedimento amministrativo. È quanto chiarito dal Tar Campania in una recente sentenza [1].

 

È vero che sussiste un diritto alla riservatezza riconosciuto dal nostro ordinamento; è anche vero che sono sottratti al diritto di accesso [2] i documenti concernenti le richieste di intervento dell’Ispettorato del Lavoro, nonché i documenti contenenti notizie acquisite nel corso delle attività ispettive, quando dalla loro divulgazione possano derivare azioni discriminatorie o indebite pressioni o pregiudizi a carico di lavoratori o di terzi.

Tuttavia, l’anonimato non è un diritto riconosciuto in modo completo e incondizionato dal nostro ordinamento specie nel caso di colui che renda una dichiarazione a carico di terzi nell’ambito di un procedimento ispettivo o sanzionatorio. Ciò, in quanto la denuncia o l’esposto non sono fatti che ricadono solo sulla sfera dell’autore stesso della denuncia e dell’amministrazione competente, ma riguardano anche i soggetti denunciati.

 

Gran parte della giurisprudenza amministrativa afferma che al diritto alla riservatezza, pure costituzionalmente rilevante, non può certo riconoscersi ampiezza tale da includere il diritto all’anonimato di colui che rende una dichiarazione a carico di terzi nell’ambito di un procedimento ispettivo o sanzionatorio. Il soggetto che subisce un procedimento di controllo o ispettivo ha un interesse qualificato a conoscere integralmente tutti i documenti utilizzati dall’amministrazione nell’esercizio del potere di vigilanza, compresi gli esposti e le denunce che hanno determinato l’attivazione di tale potere [3]; in questo senso non può essere considerato un ostacolo il diritto alla riservatezza del denunciante. Addirittura l’interessato può pretendere di sapere il nome di coloro che hanno reso denunce o rapporti informativi nell’ambito di un procedimento ispettivo [4].

 

Nessuna tolleranza, quindi, verso le denunce segrete e/o anonime: l’anonimato non può costituire una prerogativa del diritto alla riservatezza. È la stessa Costituzione [5], che, nel sancire come elemento essenziale del giusto processo il diritto dell’accusato di interrogare o far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, inevitabilmente presuppone che l’accusato abbia anche il diritto di conoscere il nome dell’autore di tali dichiarazioni.


La sentenza

Tar Campania, sez. Napoli VI, sentenza 13 gennaio – 4 febbraio 2016, n. 653
Presidente Maiello – Estensore Ianigro

Fatto e diritto

1. Con riscorso ex art. 116 c.p.a. la società Eurosystem s.r.l., quale azienda operante da oltre 25 anni nella produzione di sistemi modulari di arredamento e semilavorati per conto terzi, impugnava, chiedendone l’annullamento, il diniego di accesso oppostole con atto del 23.07.2015 dall’amministrazione intimata sulla richiesta di ostensione delle denunce asseritamente “anonime” ivi menzionate cui avevano fatto seguito verbali di accesso ispettivo dell’Inps in un periodo di tempo compreso tra il 2004 ed il 2014 conclusesi tutte in assenza di rilievi a carico della istante.
A sostegno del ricorso deduceva i seguenti motivi di diritto:
1) Violazione e falsa applicazione del d.m. 757/1994 in relazione agli artt. 22 e segg della legge n. 241/1990, violazione artt. 24, 41 e 97 Cost. eccesso di potere, sviamento, irragionevolezza, illogicità;
Il regolamento di cui al d.m. 4.11.1994 n. 757 concernente le categorie di documenti formati o stabilmente detenuti dal Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale inserisce all’art. 2 lettere b) e c) tra quelli sottratti al diritto di accesso: “i documenti concernenti le richieste di intervento

Mostra tutto

[1] Tar Campania, sent. n. 653/16 del 4.02.2016.

[2] Art. 24 co. 4 L. 241/1990.

[3] Cons. St. sent. n. 231/201.

[4] Cons. St. sent. n. 3601/2007.

[5] Art. 111 Cost.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti