Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: Cassazione smentita
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16 Feb 2016
 
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Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: Cassazione smentita

L’onere di attivare il procedimento di mediazione spetta al creditore che viene opposto e non al debitore opponente.

 

Nuovamente smentita la Cassazione: nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di attivare il procedimento di mediazione spetta al creditore opposto. Con la conseguenza che, in caso di inerzia da parte di questi, il decreto ingiuntivo decade e il debitore si libera dal debito. Ad affermarlo è nuovamente il Tribunale di Firenze [1] che, già per la seconda volta, prende nettamente le distanze dalla posizione manifestata dalla Suprema Corte sul finire dell’anno scorso (leggi: “Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: arriva la Cassazione”).

 

Non è il debitore opponente, dunque, a doversi far carico dell’obbligo di attivare il tentativo di conciliazione – obbligo che, si ricorderà, scatta alla prima udienza, con la decisione sulla provvisoria esecuzione del provvedimento – così come non è questi a subire gli effetti negativi per il caso di inerzia.

 

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo – si legge nell’ordinanza in commento – una volta assunti i provvedimenti interinali sulla provvisoria esecuzione, l’onere di attivare la mediazione – se la controversia è tra quelle che prevedono, a pena di improcedibilità, l’obbligo del tentativo di mediazione – è della parte opposta. È l’opposto che ha deciso di portare in giudizio il conflitto per tutelare un suo diritto e la specialità del procedimento ingiuntivo che giustifica la peculiare disciplina del giudizio di opposizione rispetto alla condizione di procedibilità non consente di discostarsi dallo schema generale: “Chi intende agire in giudizio è onerato dell’avvio della mediazione, dunque è l’opposto che è attore, portatore del diritto o dell’interesse che ritiene compresso”.

 

Sul punto, il contrasto tra i giudici è all’ordine del giorno. Alcuni giudici hanno ritenuto che l’onere di avviare la mediazione gravi sul creditore opposto (con conseguente improcedibilità anche per il decreto ingiuntivo); altri invece, in linea con la Cassazione, hanno ritenuto di addossare l’obbligo sul debitore opponente (per cui, in caso di inerzia, scatterebbe l’improcedibilità dell’opposizione, divenendo definitivo il decreto ingiuntivo).

 

Il tribunale di Firenze ritiene che la Cassazione si sia fondata su un presupposto non corretto (“applicazione della condizione di procedibilità per la proposizione della opposizione al decreto ingiuntivo anziché nel momento successivo alla proposizione…”) e sposta l’attenzione dal processo alla mediazione. Lo scopo della mediazione è – secondo il giudice toscano – offrire un vantaggio e un’opportunità alle parti e non inutilmente ostacolarle nell’accesso alla giustizia. Essa, quindi, serve a richiamare l’attenzione della parte che intenda adire il giudice su “se non vi sia in realtà un metodo più adeguato a soddisfare i propri interessi rispetto alla definizione eteronoma del conflitto”, una soluzione “più mirata, flessibile e, ove possibile, rigenerativa di rapporti in una fase stragiudiziale”.


La sentenza

TRIBUNALE ORDINARIO di FIRENZE

Seconda sezione CIVILE Nella causa civile iscritta al n. r.g. ……. promossa da:

[…] SRL (C.F. …), con il patrocinio dell’avv. … e dell’avv. … (….) VIA ….; , elettivamente domiciliato in presso il difensore avv. ….

ATTORE

contro

[…] (C.F. …), con il patrocinio dell’avv. … e dell’avv. , elettivamente domiciliato in … presso il difensore avv. …

Il Giudice Luciana Breggia,

sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 20.01.2016, ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

Rilevato che la sig.ra ….. ha chiesto e ottenuto decreto ingiuntivo per la somma di complessivi euro 30.800,00 asseritamente dovuti per canoni di locazione e indennità di occupazione dell’immobile di sua proprietà, oltre il rimborso delle spese condominiali;

rilevato che l’ingiunta propone opposizione al decreto ingiuntivo n. …../2015 formulando, altresì, richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del predetto decreto;

rilevato che l’opponente indica quale grave motivo che giustifica la sospensione della provvisoria esecutività del provvedimento monitorio ex art. 649 cpc il pregiudizio che consegue all’esecuzione di un decreto ingiuntivo

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[1] Trib. Firenze ord. n. 478/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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