Canone Rai incostituzionale se la tv è rotta
Editoriali
16 Feb 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Canone Rai incostituzionale se la tv è rotta

Pagare l’abbonamento per la televisione anche se questa non è in grado di percepire i segnali audio/video è una violazione dei diritti del contribuente e della Costituzione.

 

La recente ordinanza della Cassazione [1], che ha dichiarato dovuto il canone Rai anche quando l’apparecchio è rotto, rischia di diventare un vero e proprio boomerang nei confronti dell’erario e, in particolare, della Rai. Questo perché il presupposto dell’imposta, in questo caso, è del tutto assente e, quindi, anche il pagamento non dovrebbe essere dovuto. L’orientamento rigoroso della Suprema Corte, dunque, potrebbe generare una reazione tale da sottoporre la questione al vaglio della Corte Costituzionale, per illegittimità del Regio Decreto nella parte in cui non prevede l’esenzione per tutti gli apparecchi non funzionanti. Ma procediamo con ordine.

 

La natura del canone Rai è, come ormai pacificamente riconosciuta, quella di un’imposta. E, come tale, essa è dovuta solo in presenza di un presupposto di imposta che sia indice di capacità contributiva, per come richiesto dalla Costituzione [2]. In particolare, la condizione per il pagamento del canone Rai è la detenzione di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni. Ne consegue che, tanto la non detenzione dell’apparecchio, tanto l’inidoneità dello stesso alla ricezione delle onde audio/video, implicano l’assenza di qualsiasi obbligo di pagamento del canone Rai.

 

In termini pratici, questo significa che la condizione di chi non abbia una televisione in casa è del tutto equiparabile a quella in cui l’apparecchio, pur presente, non è in grado di ricevere le trasmissioni. Tuttavia, sebbene per il primo caso nessuno dubita del fatto che non si debba pagare, nel secondo caso la Cassazione ha detto l’esatto contrario. Il che, ovviamente, si pone anche in contrasto con un altro principio della Costituzione: quello di uguaglianza [3].

 

 

Ebbene, se la televisione alla quale vengano semplicemente oscurate le reti Rai è certamente idonea a ricevere gli altri canali televisivi, e pertanto non consenta l’esenzione dall’imposta, completamente diverso è il caso in cui l’apparecchio sia inservibile perché non funzionante. È incostituzionale pensare di dover pagare per un presupposto d’imposta che non esiste. Dov’è la ricchezza per un televisore che non funziona? Dov’è il vantaggio per il contribuente da tassare? L’incostituzionalità si evidenzia per via della  violazione dell’articolo 53 della Costituzione relativo alla capacità contributiva: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” e, pertanto, per le imposte indirette – quelle, cioè, non collegate al reddito – solo in presenza del presupposto di imposta. Se quest’ultimo però manca, come nel caso di una televisione non atta a ricevere trasmissioni, l’imposta non dovrebbe essere dovuta.

 

Per convincere i contribuenti della necessità di pagamento anche in presenza di una televisione inutilizzabile, l’Agenzia delle Entrate ricorre spesso all’esempio della casa non abitata: anche se il proprietario non vive nell’appartamento è tenuto a pagare l’imposta sugli immobili. Questo è vero. Ma non è vero però che l’Imu sia dovuta per le case non ancora completate e non accatastate, quelle cioè inservibili. Così come, negli immobili inagibili, è dovuto uno sconto del 50%. Questo ragionamento – più che giusto – quando si parla di canone Rai invece viene meno.

 

Non solo. Una interpretazione che imponga il pagamento del Canone Rai anche sulle tv non più utilizzabili imporrà la rottamazione dei pezzi di antiquariato, che invece potrebbero avere un valore economico o affettivo. Una politica opposta rispetto a quella del bollo auto che prevede l’esenzione per i veicoli d’epoca.

Insomma, quando si tratta di fare cassa tutti i principi dello stato democratico vengono dimenticati e letteralmente calpestati.


[1] Cass. ord. n. 1922/2016.

[2] Art. 53 Cost.

[3] Art. 3 Cost.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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