Bonus ristrutturazione, mobili, ecobonus: come recuperare le detrazioni
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16 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Bonus ristrutturazione, mobili, ecobonus: come recuperare le detrazioni

Come non perdere il bonus sulla casa: trasferimento del bonus all’impresa, al familiare e all’acquirente.

 

La Legge di stabilità [1] ha confermato, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, la possibilità di richiedere il Bonus ristrutturazioni, il Bonus arredi e l’ecobonus (ossia il beneficio per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici).

 

I tre incentivi, tuttavia, non sono erogati direttamente dall’Agenzia delle Entrate, ma sono riconosciuti sotto forma di detrazione, e non di rimborso o di credito d’imposta: la differenza tra i benefici è molto rilevante, in quanto la detrazione spetta sino alla capienza dell’imposta (cioè sino all’ammontare dell’Irpef da pagare). In parole povere, il bonus, qualora il suo importo sia superiore alle tasse da pagare, non dà luogo a credito d’imposta, ma azzera l’imposta e basta, e l’importo avanzato, nella generalità dei casi, è perso. Ma esiste un modo per recuperare la detrazione per gli interventi sulla casa?

 

 

Trasferimento del bonus all’impresa

Una prima modalità per non perdere la detrazione è stata prevista, dalla Legge di Stabilità 2016, relativamente agli interventi volti all’efficientamento energetico degli edifici: in pratica, si tratta del cosiddetto Ecobonus, che dà diritto ad una detrazione del 65%, per le attività finalizzate a migliorare il risparmio energetico degli immobili; si tratta di lavori che, il più delle volte, sono effettuati a livello condominiale, la cui spesa, cioè, deve essere ripartita tra condomini.

 

In questi casi, se il contribuente che paga l’intervento è incapiente, ossia se quanto paga annualmente di Irpef è inferiore all’ammontare della detrazione riconosciuta in base al bonus, l’eccedenza del bonus può essere ceduta all’impresa che ha effettuato i lavori: in termini pratici, significa che, a fronte di 1.000 euro di spese complessive (Iva inclusa) per gli interventi di risparmio energetico, il cittadino pagherà 350 euro all’impresa e le cederà i suoi 650 euro di detrazione (che dovrebbero figurare, però, per l’impresa, quale credito d’imposta, e non come detrazione).

 

La normativa precisa i requisiti secondo i quali un soggetto può essere considerato incapiente:

 

pensionato che possiede soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro annui, con l’eventuale aggiunta del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze , e di redditi di terreni non superiori a 185,92 euro annui;

 

– lavoratore che percepisce redditi di lavoro dipendente o assimilati entro 8.000 euro annui;

 

– lavoratore che percepisce reddito di lavoro autonomo, anche occasionale, di importo non superiore a 4.800,00 euro annui.

 

Ad ogni modo, la nuova disposizione che consente di trasferire la detrazione degli incapienti all’impresa non è ancora operativa, ma necessita di un decreto direttoriale, a tutt’oggi non emanato; in futuro, comunque, il beneficio potrebbe essere esteso anche alle ristrutturazioni.

 

 

Bonus al familiare

Per non perdere la detrazione, una buona soluzione può essere anche quella di cointestare le fatture ed i bonifici relativi agli interventi ed alle spese effettuate: ad esempio, se marito e moglie risultano cointestatari, ciascuno gode del bonus al 50%, ed è più difficile che si verifichi l’incapienza.

 

È possibile anche intestare i documenti a nome di uno o più familiari con maggiore capienza: l’Agenzia delle Entrate ha difatti chiarito che la detrazione spetta anche ai familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado), se conviventi del possessore o del detentore dell’immobile, al momento dell’inizio dei lavori, purché sostengano i costi degli interventi, e le fatture e i bonifici risultino a loro intestati.

 

L’agevolazione, inoltre, è riconosciuta anche se le abilitazioni comunali (eventualmente necessarie per gli interventi)sono intestate al proprietario dell’immobile, e non al familiare che beneficia della detrazione.

 

Nel caso in cui, però, i pagamenti siano stati già effettuati, e le fatture emesse, non è possibile cambiare l’intestazione.

 

 

Bonus all’acquirente

Un’ultima soluzione per non perdere la detrazione consiste nella vendita dell’immobile: secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, in effetti, per coloro che acquistano un immobile sul quale sono stati effettuati interventi che beneficiano del bonus, le quote residue della detrazione si trasferiscono automaticamente, salvo diverso accordo tra le parti.

 

Tale soluzione, ad ogni modo, può essere utile soltanto a coloro che sono comunque intenzionati alla vendita dell’abitazione per altri motivi, in quanto costituirebbe un assurdo vendere l’immobile solo ai fini del recupero della detrazione (visto e considerato che oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, per vendere è necessario “svendere”).


[1] L. 208/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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