La morosità del debitore si può cedere ad altro creditore
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16 Feb 2016
 
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La morosità del debitore si può cedere ad altro creditore

La cessione del credito e la possibilità, per il creditore, di vendere il credito vantato verso il debitore a terzi ai propri creditori.

 

Il debitore può essere “venduto”: detta così, l’affermazione potrebbe generare qualche perplessità, ma la cessione del credito è qualcosa di molto simile. In pratica, chi vanta un credito verso un determinato soggetto può accordarsi con un terzo per la cessione, a quest’ultimo, del credito stesso. Il debitore, quindi, si troverà “ceduto” ad un nuovo creditore e dovrà pagare solo a quest’ultimo. Il pagamento fatto al primo creditore non lo libera se di tale cessione è stato prontamente informato.

Si pensi all’ipotesi in cui una banca vanta un credito verso il proprio correntista e, dopo aver tentato di riscuoterlo inutilmente, ceda la posizione a una società (di norma facente parte dello stesso gruppo bancario): quest’ultima, divenendo titolare del credito stesso, procede alla riscossione coattiva.

Lo stesso schema può addirittura essere utilizzato in ambito condominiale: l’amministratore può cedere a terzi un credito vantato dal condominio verso il condòmino moroso grazie a un semplice accordo tra cedente (il condominio) e cessionario (ad esempio la ditta che ha eseguito i lavori di manutenzione nello stabile).

Un ulteriore e frequente esempio è dato nel caso di chiusura di una società con subentro, nell’attività, di un’altra (spesso facente capo alle stesse persone): i rapporti ancora pendenti vengono ceduti alla nuova persona giuridica per consentire la rapida estinzione della precedente.

 

La cessione del credito può avvenire con estrema semplicità. La cessione avviene senza bisogno del consenso del debitore (che comunque deve essere informato) e quindi soltanto in forza dell’accordo tra cedente, ossia creditore iniziale, e cessionario, ossia il nuovo creditore. Il consenso del debitore rileva solo tutte quelle volte in cui questi può avere un interesse legittimo a non eseguire la prestazione nei confronti del nuovo creditore. Si pensi al caso in cui Tizio deleghi Caio a fare dei lavori all’interno della propria casa, ma poi ceda il proprio credito a Sempronio, la cui abitazione però dista diversi chilometri dalla sede di Caio. Oppure si pensi al caso di Tizio che vanti un credito verso Caio e lo ceda a Sempronio, il quale tuttavia ha dei precedenti penali di particolare gravità: in questo caso Caio potrebbe avere interesse a non far risultare scambi di denaro tra lui e Sempronio.

 

Detta in termini giuridici, la cessione del credito è un contratto con il quale il creditore (cedente) trasferisce ad un altro soggetto (cessionario) il proprio diritto di credito.

Per effetto della cessione si sostituisce un nuovo creditore a quello originario e, pertanto, si verifica un caso di successione nel credito.

 

 

Quali crediti non si possono trasferire?

Non si possono trasferire:

 

– i crediti strettamente personali come per esempio quelli alimentari

– i crediti il cui trasferimento è vietato dalla legge: per es. il credito per gli stipendi degli impiegati dello Stato e di altri enti;

– i crediti la cui cessione è esclusa dalle stesse parti con preventivo accordo.

 

 

Che succede se il debitore non paga neanche al cessionario?

La cessione del credito può essere di due tipi:

 

cessione pro-solvendo, con il cedente che risponde dell’inadempienza del debitore: per cui se non paga il debitore, dovrà farlo il primo creditore;

cessione pro-soluto, dove il cedente, vale a dire il condominio, garantisce solamente l’esistenza del credito e non risponde dell’eventuale insolvibilità del debitore.


Autore immagine: 123rf com

 


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