Provvigione agente di commercio: come si calcola e quando spetta
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17 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Provvigione agente di commercio: come si calcola e quando spetta

Ecco le regole previste dalla legge e dal CCNL Commercio per il conteggio e le modalità di corresponsione della provvigione degli agenti e rappresentanti di commercio.

 

L’agente di commercio viene definito come il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona di attività.

 

Come noto, per tutti gli affari conclusi, l’agente ha diritto alla cosiddetta provvigione, cioè ad un compenso proporzionale che premia il risultato ottenuto (per esempio vendita di prodotti, sottoscrizione di polizze ecc.).

 

L’importo della provvigione è stabilito dalle parti al momento del conferimento del mandato ma resta fermo il rispetto di alcune regole inderogabili previste dal codice civile [1] e dal contratto collettivo nazionale di categoria. Vediamo quali.

 

 

Diritto alla provvigione

La provvigione è di norma determinata in misura percentuale, quando l’operazione è stata conclusa per effetto dell’intervento dell’agente.

 

L’agente o rappresentante che tratta in esclusiva nella zona affidatagli gli affari di una ditta ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dalla medesima senza il suo intervento, purché questi rientrino nell’ambito del mandato conferitogli.

 

Il diritto alla provvigione è previsto anche per gli affari conclusi dopo lo scioglimento del contratto, o dopo la sospensione del contratto in caso di malattia e/o gravidanza, se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente, o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’ attività da lui svolta.

 

In tal modo viene riconosciuta la rilevanza dell’attività dell’agente ai fini della conclusione dell’affare che, molto probabilmente, non si sarebbe concluso senza il suo intervento.

 

L’agente ha diritto alle provvigioni per le trattative concluse nell’arco di sei mesi dalla data di cessazione del rapporto (od eventualmente nell’arco del più lungo termine pattuito nel contratto individuale, sempre che la conclusione delle trattative stesse sia riconducibile all’attività da lui prevalentemente svolta.

 

Decorso tale termine, la conclusione di ogni eventuale ordine, inserito o meno nella relazione dell’agente, non potrà più essere considerata conseguenza dell’attività da lui svolta e non sarà quindi riconosciuta alcuna provvigione.

 

Le parti possono prevedere un termine temporale diverso o la ripartizione della provvigione fra gli agenti succedutisi nella zona ed intervenuti per la promozione e conclusione dell’affare.

 

Nei contratti individuali di agenzia il termine può essere aumentato su richiesta dell’agente, ma in nessun caso diminuito. È nullo infatti il patto contrario.

 

 

Quando deve essere corrisposta la provvigione

La legge prevede che, salvo diverso accordo tra le parti, la provvigione spetta all’agente dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il terzo.

 

In ogni caso la provvigione spetta all’agente inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico.

 

La provvigione spetta all’agente o rappresentante anche per gli affari che non hanno avuto esecuzione per cause imputabili al preponente.

 

Ai soli fini del diritto alla provvigione, le proposte d’ordine non confermate per iscritto dal proponente entro 60 giorni dalla data di ricevimento delle proposte stesse si intendono accettate per intero.

 

Se il preponente e il terzo si accordano per non dare, in tutto o in parte, esecuzione al contratto, l’agente ha diritto, per la parte ineseguita, ad una provvigione ridotta nella misura determinata dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equità.

 

L’agente è tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nell’ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il preponente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente.

 

 

Calcolo della provvigione

I criteri per il conteggio della provvigione saranno stabiliti negli accordi tra le parti.  In ogni caso non potranno essere dedotti dall’importo a cui è ragguagliata la provvigione gli sconti di valuta concordati per condizioni di pagamento.

 

Quando la consegna della merce o la fornitura del servizio viene effettuata in una zona diversa da quella in cui è stato concluso l’affare, la provvigione compete all’agente che abbia effettivamente promosso l’affare, salvo diverso accordo fra le parti.

 

L’agente ha diritto ad una provvigione separata o ad un compenso aggiuntivo in forma non provvigionale quando gli viene affidato l’incarico continuativo di riscuotere somme per conto della ditta, con conseguente responsabilità per errore contabile, o di svolgere attività complementari e/o accessorie.

 

In qualsiasi caso di insolvenza parziale del compratore, qualora la perdita subita dalla ditta sia inferiore all’importo della provvigione sulla quota soluta, la ditta verserà all’agente o rappresentante la differenza.

 

Tuttavia, qualora l’insolvenza parziale del compratore sia inferiore al 15% del venduto, l’agente o rappresentante avrà diritto alla provvigione sulla quota soluta.

 

Salvo patto contrario, L’agente o rappresentante non ha diritto al rimborso delle spese connesse con l’esercizio dell’attività di rappresentanza o agenzia. Il patto in contrario non potrà determinare il rimborso di spese o concorso alle spese in forma percentuale.

 

 

Liquidazione delle provvigioni

La liquidazione delle provvigioni deve avvenire al termine di ogni trimestre.

 

Entro trenta giorni dalla scadenza del trimestre considerato, la ditta deve inviare all’agente o rappresentante il conto delle provvigioni, nonché il relativo importo, con l’adempimento delle formalità richieste dalle vigenti norme fiscali.

 

Qualora l’agente o rappresentante non sollevi contestazioni entro trenta giorni dal ricevimento del conto, questo si intenderà definitivamente approvato. In caso di contestazione, la ditta verserà le eventuali ulteriori somme non oltre trenta giorni dalla definizione della controversia.

 

La ditta mandante che ritarda il pagamento delle somme dovute di oltre quindici giorni, è tenuta a versare all’agente, per ogni giorno di ritardo, un interesse in misura pari al tasso ufficiale.

 

Se per consuetudine la ditta non spedisce le fatture per tramite dell’agente o rappresentante, essa deve almeno alla fine di ogni mese fornire all’agente o rappresentante le copie delle fatture inviate direttamente ai clienti.

 

 

Anticipi provvigione

Le parti possono prevedere il diritto dell’agente di richiedere anticipi sulla provvigione. In questo caso gli anticipi potranno essere pagati nella misura del 50% della provvigione per gli affari che prevedono l’esecuzione da parte del compratore non oltre 90 giorni, e nella misura del 35% per gli affari che prevedono l’esecuzione da parte del compratore oltre 90 giorni.


[1] Art. 1748 cod. civile.

 


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