Come dividere l’immobile tra più eredi
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17 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Come dividere l’immobile tra più eredi

Ho ereditato un appartamento insieme ad altri due fratelli ma non sappiamo se accettarlo e come dividerlo: quali sono le alternative?

 

L’immobile ricevuto in eredità da più soggetti pone problemi rilevanti in quanto si rischia spesso di non riuscire a trovare un accordo sulle modalità di divisione, l’eventuale vendita o assegnazione di porzioni.

 

La difficoltà sorge anche e soprattutto dal punto di vista pratico poiché l’immobile, specialmente se di modeste dimensioni, non può essere diviso in modo da accontentare tutti e al tempo stesso non diminuire di valore o addirittura divenire inutilizzabile.

 

Qualora l’eredità venga accettata, ecco allora le alternative possibili per sfruttare l’immobile:

 

a) Divisione dell’immobile tramite contratto: sarebbe la via preferibile, in quanto più comoda e rapida, ma presuppone il consenso di tutti i comproprietari. Difatti, solo laddove siano tutti d’accordo (e gli appartamenti siano facilmente divisibili) è possibile redigere un contratto finalizzato all’assegnazione a ciascun erede di una parte materiale del bene;

 

b) Vendita dell’immobile: qualora gli eredi non riescano a procedere ad una ripartizione adeguata degli immobili, per disaccordo oppure per oggettiva impossibilità materiale di divisione, una strada percorribile è quella della vendita a terzi con successiva ripartizione del ricavato. La vendita potrà avvenire con trattativa privata oppure all’asta, avvalendosi della procedura giudiziaria;

 

c) Acquisto dell’immobile da parte di uno più coeredi: in questa ipotesi, il coerede o coeredi che acquistano gli appartamenti devono cedere all’altro/altri il corrispettivo delle relative quote di proprietà ereditate;

 

d) Divisione giudiziale dell’immobile: qualora gli eredi non riescano in alcun modo o non vogliano procedere alla divisione negoziale o alla vendita, gli appartamenti possono essere assegnati ricorrendo alla procedura di divisione giudiziale.

 

La divisione giudiziale è una divisione “forzata”; essa infatti non presuppone il consenso di tutti i comproprietari: anche uno solo di essi può agire in tribunale, chiamando in causa gli altri, per accertare il valore degli immobili e metterli in vendita con l’ausilio del giudice e dei tecnici da questo nominati.

 

La divisione giudiziale può essere delegata ad un notaio.

 

Si ricorda che per le cause in materia di divisione è prevista la mediazione obbligatoria prima dell’istaurazione del giudizio in tribunale. È pertanto possibile che già in quella sede e grazie all’assistenza dei difensori, gli eredi riescano a trovare una soluzione idonea ed evitare le spese dell’eventuale causa.

 

 

Chi eredita l’immobile se gli eredi testamentari non accettano?

Diverso il discorso se l’eredità non viene accettata. In questo caso, ciascun coerede è libero di accettare o meno l’immobile previsto dal testamento.

 

Laddove qualcuno dovesse rinunciare, la parte dell’immobile destinata al rinunciante si dividerebbe equamente fra gli altri coeredi testamentari.  Invece, se nessun altro erede è stato nominato per testamento, gli immobili andranno agli eredi legittimi (coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle e altri parenti fino al sesto grado).

 

Si ricorda che il diritto di accettare/rinunciare l’eredità si prescrive nel termine di dieci anni dalla morte del de cuius.


 


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