Se ti infortuni lavorando da casa l’Inail paga?
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17 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Se ti infortuni lavorando da casa l’Inail paga?

Nuovo ddl sul lavoro agile ed il telelavoro: infortunio domestico ed in itinere del dipendente, quando sono risarciti dall’Inail.

 

Lavorare da casa è ormai diventata una realtà per molti dipendenti : sempre più aziende, difatti, utilizzano il lavoro a distanza, o telelavoro, con ottimi risultati e risparmio di spese.

Proprio per questo è attualmente in discussione un disegno di legge sul cosiddetto lavoro agile, per regolamentarne gli aspetti più importanti, nonché quelli più complessi da disciplinare, come la sicurezza sul lavoro: ed è proprio la materia antinfortunistica, quella che fa più discutere, in tema di smartworking, poiché il datore non può controllare attrezzature e luoghi di lavoro.

 

 

Infortunio in casa del lavoratore a distanza

Il nuovo ddl sul telelavoro, per evitare problemi e corresponsabilità dell’azienda, in caso di infortunio, prevede l’invio di un’informativa periodica al lavoratore: in pratica, il datore deve inviare una sorta di check-list sui rischi per la sicurezza, che il dipendente è tenuto a verificare.

Notevole, poi, è la partecipazione attiva del dipendente prevista nell’adottare le misure di sicurezza: una collaborazione necessaria, in quanto è il lavoratore ad avere il pieno controllo della sede di lavoro.

 

Qualora il dipendente dovesse infortunarsi nella propria abitazione (o in un luogo diverso, concordato quale sede di lavoro), non si configurerà un infortunio domestico e, quindi, non è possibile ottenere il risarcimento. Per ottenere, invece, il risarcimento è necessario aver pagato l’assicurazione per le casalinghe. Tale assicurazione non può riguardare i lavoratori perché già coperti dall’INAIL.

L’infortunio nell’abitazione del dipendente, in caso di telelavoro, sarà allora indennizzato come normale infortunio sul luogo di lavoro: ciò che conta, difatti, è l’inerenza del luogo, delle attrezzature eventualmente coinvolte,  e delle circostanze, alle mansioni concretamente svolte.

 

Ad esempio, se Tizio, lavorando nella propria abitazione col pc, prende una scossa elettrica, salvo l’ipotesi di rischio elettivo  (comportamento contrario al buonsenso), ha diritto ad essere indennizzato dall’Inail, in quanto si tratta di un infortunio occorso nell’espletamento delle proprie mansioni e nell’utilizzo dell’attrezzatura a ciò destinata.

Se, invece, Tizio decide di interrompere il lavoro per fare pulizie in casa e, mentre sta lavando le scale, scivola e batte la testa, tale infortunio non può essere indennizzato dall’Inail, in quanto il rischio non è connesso alle mansioni svolte.

 

Queste previsioni non sono, comunque, una novità, ma rispondono a criteri di indennizzabilità che l’Inail adotta da sempre, anche laddove il luogo di lavoro sia la sede aziendale: per esempio, se un dipendente si infortuna durante lo svolgimento di un’attività ludica, non connessa alle mansioni, anche se il danno avviene nella sede aziendale e durante l’orario di lavoro, l’Inail non pagherà un euro.

 

 

Infortunio durante gli spostamenti

Lo stesso criterio di collegamento tra mansioni svolte e infortunio si applicherà, per i telelavoratori, anche al cosiddetto infortunio in itinere, cioè all’infortunio verificatosi durante uno spostamento: lo spostamento, però, dovrà essere giustificato da esigenze connesse alla prestazione, o da esigenze derivanti dalla conciliazione della vita lavorativa con quella familiare, purché rispondenti a criteri di ragionevolezza.

Niente di molto distante, dunque, dalle attuali previsioni in merito all’infortunio in itinere per la generalità dei dipendenti, che riconoscono l’indennizzabilità per gli spostamenti casa-lavoro, o tra due luoghi di lavoro, o tra la sede aziendale ed il luogo di consumazione dei pasti.

 

In generale, dunque, i criteri di risarcibilità previsti dal ddl per i lavoratori a distanza non si discostano dai principi applicati agli altri lavoratori, ma, ciò che cambia, è solo un maggior coinvolgimento attivo del dipendente, in quanto è solo lui ad avere effettiva disponibilità dell’abitazione, quale luogo di lavoro.

Il ddl non è ancora definitivo, ma si spera che possa essere adottato al più presto, poiché, prevedendo più responsabilità del telelavoratore in materia antinfortunistica, nonché disposizioni specifiche per il lavoro agile, incentiverà senza dubbio le aziende ancora restie ad adottare tali modalità flessibili d’impiego.


 


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