Ecco il nuovo processo civile: come funziona la riforma
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17 Feb 2016
 
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Ecco il nuovo processo civile: come funziona la riforma

 

Riforma della giustizia: Testo Unico sul PCT, in primo grado obbligatorio il rito semplificato per le cause di minor rilievo economico, in appello arriva il giudice monocratico, più spazio alla conciliazione del giudice e alla negoziazione assistita in materia di lavoro.

 

È ormai ufficiale: la nuova riforma del processo civile si farà e stravolgerà la procedura per come oggi conosciuta, sia in primo che in secondo grado. Ieri è arrivato il via libera della Commissione Giustizia della Camera al ddl di riforma e ora il testo passerà alla Camera per l’approvazione definitiva.

 

Il testo degli emendamenti è qui allegato e scaricabile cliccando su questo link. Ma procediamo subito all’esame delle principali novità.

 

 

Primo grado

Cambiano le regole in primo grado. Davanti al giudice unico diventa obbligatorio un nuovo rito: si chiama rito semplificato di cognizione e sarà molto simile al procedimento sommario. Esso si applicherà a tutte le cause di minor rilievo economico in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, salvo alle controversie in materia di lavoro. Al giudice viene affidata, nel rispetto del principio del contraddittorio, la facoltà di fissare termini perentori per la precisazione o modificazione delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni, per l’indicazione dei mezzi di prova diretta e contraria e per le produzioni documentali; il magistrato non avrà il potere di disporre il passaggio al rito ordinario.

Il rito ordinario viene riservato alle questioni giudicate dal tribunale in composizione collegiale.

 

 

La nuova conciliazione del giudice

Viene valorizzata la proposta di conciliazione da parte del giudice: in questo caso, la mancata presenza delle parti e il rifiuto, senza un motivo giustificato, della proposta di transazione da parte dell’autorità giudiziaria rappresentano un comportamento da valutare al momento di decidere la controversia e a titolo di responsabilità aggravata.

 

 

Sezioni specializzate

Vengono ampliate le competenze dei tribunali delle imprese e istituiti, presso i tribunali ordinari e le Corti d’appello, le sezioni specializzate in materia di persona, famiglia e minori. Nascerà così il tribunale della famiglia.

 

 

Lavoro

Viene cancellato il rito Fornero. Diventa obbligatoria la negoziazione assistita preventiva a tutte le cause tra lavoratore e azienda, a prescindere da quale sia la parte a iniziare la controversia.

 

 

Condanna alle spese

Ulteriore giro di vita sulle liti temerarie, con conseguente risarcimento alla parte trascinata in giudizio senza una valida ragione: la parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con malafede (responsabilità processuale aggravata), può essere condannata a pagare una somma tra il doppio e il quintuplo delle spese processuali. Oltre alla condanna alle spese vera e propria, è prevista poi una multa: si tratta di una sanzione al pagamento alla cassa delle ammende di una somma tra il doppio e il quintuplo del contributo unificato dovuto quando il giudice si pronuncia sulle spese.

 

 

Appello

In appello vengono individuate alcune materie più semplici nelle quali la decisione è di competenza del giudice unico, tenuto conto della ridotta complessità giuridica e della limitata rilevanza economico sociale della causa. Le materie a trattazione collegiale sono affidate al consigliere relatore.

Il filtro in appello dovrà poi riguardare anche i casi in cui il giudizio di secondo grado è proposto contro un provvedimento che definisce un procedimento sommario di cognizione.

 

 

Processo civile telematico

Farà piacere agli avvocati la previsione in cui si stabilisce di emanare un testo unico in materia di processo civile telematico, comprendente, in un unico contesto e con le opportune evidenziazioni, le disposizioni legislative e regolamentari.

 

Viene previsto un adeguamento delle nuove norme processuali all’introduzione del processo civile telematico, anche mediante l’inserimento nel codice di procedura civile delle relative norme di attuazione. Si dispone altresì:

– l’adeguamento delle modalità di identificazione ed autenticazione degli utenti conformi al sistema pubblico di identità digitale;

– l’individuazione delle modalità di deposito telematico degli atti processuali e dei documenti;

– il rilascio dell’attestazione di avvenuto deposito in via automatica da parte del sistema informatico al momento del caricamento degli atti processuali e dei documenti;

– la previsione di un sistema di monitoraggio della funzionalità e delle interruzioni del sistema informatico, con automatica rimessione in termini delle parti processuali per l’ipotesi di impossibilità di rispetto di termini processuali generata da mancata funzionalità del sistema informatico del Ministero della Giustizia, che non consenta alla parte di caricare il caricamento degli atti processuali e dei documenti;

– la previsione di uno schema informatico per la predisposizione degli atti processuali che, ferma restando l’immodificabilità del loro contenuto informativo, consenta: (I) la agevole fruizione sulla maggior parte degli strumenti informatici indipendentemente dalle dimensioni dell’apparato di visualizzazione; (II) la fruizione attraverso gli apparati informatici ad ausilio delle persone diversamente abili; (III) la creazione di collegamenti ipertestuali tra varie parti del testo, con i documenti prodotti, con risorse esterne; (IV) l’inserimento di immagini, filmati, tracce sonore;

– il divieto di sanzioni processuali sulla validità degli atti per il mancato rispetto delle specifiche tecniche sulla forma e sullo schema informatico dell’atto, quando questo abbia comunque raggiunto lo scopo; la previsione di sanzioni pecuniarie a carico della parte, quando gli atti difensivi, anche se sottoscritti da un difensore, redatti in difformità delle specifiche tecniche, ledono l’integrità del contraddittorio o rendono inattendibili le rilevazioni statistiche;

– introduzione, in via generale, del principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice, e strutturazione di campi necessari all’implementazione delle informazioni dei registri del processo, per assicurare un’agevole consultabilità degli atti e dei provvedimenti informatici, prevedendo le conseguenze, anche processuali, dell’eventuale inosservanza;

– la visibilità con modalità telematiche del fascicolo d’ufficio al giudice dell’impugnazione, ivi inclusi gli atti e i documenti presenti su supporto analogico.

 

 

Incentivati i tribunali che macinano più cause

Incentivi agli uffici giudiziari che riescono a smaltire l’arretrato più datato.

Per dare più sprint al programma di smaltimento dell’arretrato civile più risalente nel tempo, si stabilisce che gli incentivi stabiliti dal decreto legge con la manovra 2011 [1] per gli uffici giudiziari virtuosi dovranno essere ripartiti in questo modo: 40% agli uffici in cui non sono più pendenti procedimenti civili ultradecennali alla data del 31 dicembre dell’anno precedente; 35% agli uffici in cui i procedimenti ultratriennali per il primo grado o ultrabiennali per il grado d’appello sono inferiori al 20% di tutti quelli pendenti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente; 25% agli uffici che hanno ottenuto la riduzione del 10% della pendenza nell’ultimo anno solare. Dai calcoli sono esclusi gli affari sulle tutele, le curatele e le amministrazioni di sostegno i cui soggetti interessati sono ancora in vita.

 


[1] Dl n. 98/2011

 


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Commenti
17 Feb 2016 Antonio Monarca

Era ora .Finalmente si inizia a procedere con la procedura semplificata e con la velocizzazione dei processi civili.